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giovedì 25 agosto 2016

Proxima Cen b, l'esopianeta simile alla Terra più vicino che mai, nella zona abitabile di Proxima Centauri, by Pale Red Dot di ESO!

(Credit ESO/M. Kornmesser)

NEWS SPAZIO :- Ho volutamente aspettato alcuni giorni prima di scrivere questo articolo, attendendo un comunicato ufficiale che era previsto per la fine di questo mese.

Nei giorni scorsi si era infatti sparsa la voce, subito rimbalzata in tutto il mondo, che era stato individuato un nuovo pianeta all'interno della zona abitabile della propria stella, un esopianeta fuori dal nostro Sistema Solare ma molto significativo per noi, per due motivi. Il primo è che questo nuovo corpo celeste è simile alla Terra per dimensioni, il secondo perché è relativamente vicino alla Terra.

Si trova infatti in orbita intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina a noi dopo il nostro Sole, distante appena 4 anni luce.

E' una notizia di grande impatto ed ora che è stata pubblicata ufficialmente da chi ha effettuato la scoperta, la cosa non è più un'indiscrezione (di nullo valore scientifico), ma è un fatto oggettivo di grande rilevanza scientifica, che senza alcun dubbio guiderà molte delle nostre attività future in campo astronomico e spaziale.

Il progetto di ricerca che ha prodotto questo grande risultato è Pale Red Dot (qui sotto il logo)

(Credit ESO/Pale Red Dot)

e l'ente di ricerca protagonista di questa spettacolare scoperta è l'ESO, lo European Southern Observatory (Osservatorio Australe Europeo).

Ma vediamo di conoscere meglio questo nuovo "vicino", davvero dietro l'angolo questa volta.



Così, giusto per rinfrescare la memoria, l'ESO è la principale organizzazione intergovernativa di Astronomia in Europa e l'osservatorio astronomico terrestre di gran lunga più produttivo al mondo.
È sostenuto da 16 paesi, Austria, Belgio, Brasile, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Finlandia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito, insieme con lo Stato ospitante il Cile.

ESO gestisce tre osservatori unici al mondo che si trovano in Cile, La Silla, Paranal e Chajnantor.

Sul Paranal l'ESO gestisce il Very Large Telescope, osservatorio astronomico d'avanguardia nella banda visibile e due telescopi per survey (1) VISTA il più grande telescopio per survey al mondo che lavora nella banda infrarossa ed il (2) VST (VLT Survey Telescope), il più grande telescopio progettato appositamente per produrre survey del cielo nella banda visibile della luce.

L'ESO è il partner principale di ALMA, il più grande progetto astronomico esistente. E sul Cerro Armazones, vicino al Paranal, l'ESO sta costruendo l'European Extremely Large Telescope o E-ELT (Telescopio Europeo Estremamente Grande), un telescopio dal diametro di ben 39 metri.


Abbiamo una sezione dedicata ad ESO qui nel blog, con post molto "frizzanti" che vi invito a rileggere. La trovate qui


Spostiamoci adesso a circa 4,37 anni luce dal nostro Sistema Solare, nella costellazione del Centauro

(Credit ESO/IAU and Sky & Telescope)

Laggiù si trova una stella un po' più piccola della nostra, una nana rossa

(Credit ESO)

Il suo nome è Proxima Centauri ed è la stella più vicina a noi dopo il nostro Sole

(Credit Y. Beletsky, LCO/ESO/ESA/NASA/M. Zamani)

La sua luce è troppo debole per essere vista ad occhio nudo, ma si trova vicino alle due stelle molto più luminose Alpha Centauri A e B

(Credit Digitized Sky Survey 2, Acknowledgement: Davide De Martin/Mahdi Zamani)

Durante la prima metà di quest'anno Proxima Centauri è stata regolarmente osservata, sia con lo spettrografo HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher) del telescopio di 3,6 metri di diametro de La Silla, che con altri telescopi di tutto il mondo. E' la campagna Pale Red Dot, in cui un team di astronomi guidati da Guillem Anglada-Escudé (Queen Mary University, Londra) è andato alla ricerca di piccole oscillazioni avanti ed indietro della stella che verrebbero causate dalla spinta gravitazionale di un possibile pianeta che gli orbita intorno.

Dato l'argomento di grande interesse pubblico, i progressi della campagna di studio tra Gennaio ed Aprile sono stati condivisi pubblicamente, sia nel sito web di Pale Red Dot che nei social media. Si sono aggiunti anche numerosi articoli di divulgazione scritti da specialisti un po' di tutto il mondo.

Guillem Anglada-Escudé: "I primi accenni [della presenza]di un possibile pianeta erano stati individuati nel 2013, ma la scoperta non era convincente. Da allora abbiamo lavorato duro per ottenere ulteriori dati da terra con l'aiuto di ESO e di altri. La recente campagna Pale Red Dot è stata pianificata da circa due anni".

Ed i dati ottenuti con questa nuova campagna, una volta combinati con le precedenti osservazioni fatte in ESO ed in altri osservatori, hanno portato a risultati eccezionali.

Quello che è stato osservato è che a volte Proxima Centauri si avvicina alla Terra con una velocità di circa 5 km/h (la normale andatura di un uomo che cammina) ed altre volte si allontana dalla Terra con la stessa velocità

(Credit ESO/G. Anglada-Escudé)

Questo schema di variazione della velocità radiale della stella risulta essere regolare e si ripete con un periodo di 11,2 giorni (Terrestri).

Attente analisi dei conseguenti piccoli spostamenti Doppler hanno fornito nuovi dati quantitativi. Hanno infatti indicato la presenza di un pianeta con una massa di circa 1,3 volte quella della Terra, in orbita a circa 7 milioni di km di distanza da Proxima Centauri (solo il 5% della distanza Terra-Sole).

Ancora Guillem Anglada-Escudé: "Ho continuato a verificare la consistenza del segnale ogni singolo giorno durante le 60 notti della campagna Pale Red Dot. I primi 10 [giorni] sono stati promettenti, i primi 20 sono stati in linea con le aspettative, ed a 30 giorni il risultato era praticamente definitivo...".

Le nane rosse come Proxima Centauri sono stelle attive e sono soggette a variazioni proprie che possono indurre a pensare che vi possano essere esopianeti in orbita. Per escludere questa possibilità il team di ricercatori ha monitorato con estrema attenzione la variazione della luminosità della stella durante la campagna, utilizzando il telescopio ASH2 (San Pedro de Atacama Celestial Explorations Observatory, Cile) e la rete di telescopi del Las Cumbres Observatory.
Quindi, i dati di velocità radiale rilevati durante i periodi di brillamento della stella sono stati esclusi dalle analisi.

Sebbene Proxima Cen b – questo è il nome con cui viene indicato questo nuovo esopianeta – orbiti intorno alla sua stella molto più vicino rispetto all'orbita di Mercurio con il nostro Sole, occorre tenere presente che Proxima Centauri è una nana rossa, molto più debole della nostra stella.

E questo porta ad un risultato che forse è la cosa più importante di tutte, cioè che l'orbita di Proxima Cen b si trova all'interno della zona abitabile di Proxima Centauri.

Cioè, la temperatura stimata sulla superficie di Proxima Cen b è tale da consentire la presenza di acqua liquida. Questo è il significato della parola "abitabile" usata in questo contesto, lo abbiamo ripetuto tante volte in questi anni.

(Credit ESO/M. Kornmesser/G. Coleman)

Si tratta di una grande notizia, grande davvero, perché la vita-come-noi-la-conosciamo ha bisogno della presenza di acqua liquida per svilupparsi ed emergere dalla materia.
Ma l'acqua da sola però non è sufficiente. Devono verificarsi altre condizioni per avere vita, ma l'acqua ne è condizione necessaria.

Sono comunque tante le cose da considerare. La vicinanza del pianeta alla stella è tale che le condizioni nella sua superficie potrebbero essere fortemente influenzate dai getti di raggi ultravioletti e raggi X emessi dalla stella stessa, molto più intense di quanto la nostra Terra riceva dal Sole.

Due differenti articoli trattano dell'abitabilità e del potenziale clima su Proxima Cen b. Ad oggi l'esistenza di acqua liquida sulla superficie del pianeta non può essere esclusa.
Questa potrebbe essere presente al suolo solo nelle regioni più soleggiate, e due sono le ipotesi fatte dagli scienziati.

La prima è che tali regioni potrebbero trovarsi nell'emisfero del pianeta rivolto verso la stella, nel caso di rotazione sincrona (cioè come la Luna con la Terra, Proxima Cen b potrebbe presentare sempre la stessa faccia al suo sole).
Ecco un video con una simulazione di questa ipotesi



La seconda è che le regioni soleggiate potrebbero essere quelle delle fasce tropicali, nel caso di rotazione di risonanza 3:2, come ipotizzato qui sotto



Si tratta di due simulazioni numeriche di possibili temperature sulla superficie di Proxima Cen b (seguendo il modello Planetary Global Climate del Laboratoire de Météorologie Dynamique) ottenute sulla base dei due differenti modelli orbitali ed ipotizzando che il pianeta possieda un'atmosfera simile a quella della Terra e che sia coperto da un oceano.

Comunque, la rotazione dell'esopianeta, la forte radiazione proveniente dalla sua stella e la storia della formazione del pianeta stesso sono tutte variabili che concorrono a definirne il clima, parecchio differente da quello Terrestre.
Inoltre è poco probabile che Proxima Cen b abbia le stagioni.

La scoperta di Proxima Cen b, come possiamo ben immaginare, diventa sin da subito un nuovo punto di partenza per importanti nuove ed approfondite osservazioni, sia con gli stessi strumenti già utilizzati che con la prossima generazione di telescopi giganti come ad esempio lo European Extremely Large Telescope (E-ELT).

Proxima Cen b diventerà il target primario per la ricerca di prove di esistenza di possibile vita oltre il nostro Sistema Solare.
E per dirla tutta il sistema di Alpha Centauri è già il primo obiettivo per il progetto StarShot, raggiungere un nuovo sistema stellare.

La conclusione di Guillem Anglada-Escudé: "Molti esopianeti sono stati trovati e molti ancora verranno scoperti, ma cercare il pianeta più vicino potenzialmente analogo alla Terra e trovarlo è stata l'esperienza di una vita per tutti noi. Le storie e gli sforzi di molte persone sono confluiti in questa scoperta. I risultati sono anche un tributo a tutti loro. Il prossimo passo è la ricerca di vita su Proxima Cen b...".

La ricerca è pubblicata in un articolo intitolato "A terrestrial planet candidate in a temperate orbit around Proxima Centauri" nel numero di oggi 25 Agosto della rivista scientifica Nature.
Lo trovate qui



Mi sembra giusto elencare i componenti del team scientifico che hanno effettuato questa eccezionale scoperta. Eccoli

Guillem Anglada-Escudé (Queen Mary University of London, London, UK), Pedro J. Amado (Instituto de Astrofísica de Andalucía - CSIC, Granada, Spain), John Barnes (Open University, Milton Keynes, UK), Zaira M. Berdiñas (Instituto de Astrofísica de Andalucia - CSIC, Granada, Spain), R. Paul Butler (Carnegie Institution of Washington, Department of Terrestrial Magnetism, Washington, USA), Gavin A. L. Coleman (Queen Mary University of London, London, UK), Ignacio de la Cueva (Astroimagen, Ibiza, Spain), Stefan Dreizler (Institut für Astrophysik, Georg-August-Universität Göttingen, Göttingen, Germany), Michael Endl (The University of Texas at Austin and McDonald Observatory, Austin, Texas, USA), Benjamin Giesers (Institut für Astrophysik, Georg-August-Universität Göttingen, Göttingen, Germany), Sandra V. Jeffers (Institut für Astrophysik, Georg-August-Universität Göttingen, Göttingen, Germany), James S. Jenkins (Universidad de Chile, Santiago, Chile), Hugh R. A. Jones (University of Hertfordshire, Hatfield, UK), Marcin Kiraga (Warsaw University Observatory, Warsaw, Poland), Martin Kürster (Max-Planck-Institut für Astronomie, Heidelberg, Germany), María J. López-González (Instituto de Astrofísica de Andalucía - CSIC, Granada, Spain), Christopher J. Marvin (Institut für Astrophysik, Georg-August-Universität Göttingen, Göttingen, Germany), Nicolás Morales (Instituto de Astrofísica de Andalucía - CSIC, Granada, Spain), Julien Morin (Laboratoire Univers et Particules de Montpellier, Université de Montpellier & CNRS, Montpellier, France), Richard P. Nelson (Queen Mary University of London, London, UK), José L. Ortiz (Instituto de Astrofísica de Andalucía - CSIC, Granada, Spain), Aviv Ofir (Weizmann Institute of Science, Rehovot, Israel), Sijme-Jan Paardekooper (Queen Mary University of London, London, UK), Ansgar Reiners (Institut für Astrophysik, Georg-August-Universität Göttingen, Göttingen, Germany), Eloy Rodriguez (Instituto de Astrofísica de Andalucía - CSIC, Granada, Spain), Cristina Rodriguez-Lopez (Instituto de Astrofísica de Andalucía - CSIC, Granada, Spain), Luis F. Sarmiento (Institut für Astrophysik, Georg-August-Universität Göttingen, Göttingen, Germany), John P. Strachan (Queen Mary University of London, London, UK), Yiannis Tsapras (Astronomisches Rechen-Institut, Heidelberg, Germany), Mikko Tuomi (University of Hertfordshire, Hatfield, UK) and Mathias Zechmeister (Institut für Astrophysik, Georg-August-Universität Göttingen, Göttingen, Germany).

Stay tuned!

Fonte dati, ESO.

48 commenti:

  1. a parte il post precedente ......keplero (sonda) non aveva indagato sul sistema alfa centauri?

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    1. Non mi risulta, Kepler indaga nella Costellazione della Lira.

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    2. Ciao Sergio, il campo nella costellazione della Lira era quello indagato nella missione primaria di Kepler. Con la rottura di due ruote di reazione (sarà questa la traduzione opportuna di reaction wheel?) e l'approvazione della missione K2, il telescopio indaga 4 campi diversi posizionati lungo l'eclittica, passando da uno all'altro ogni 3 mesi. Non saprei dirti se la costellazione del Centauro fa parte di uno di questi 4 campi, ma a naso credo di no...

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  2. Dal 1995 a oggi abbiamo scoperto oltre 3500 pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare, in oltre 2600 sistemi planetari. Abbiamo trovato pianeti di ogni tipo: caldissimi gioviani, fatti di diamante, orbitanti in sistemi doppi o tripli, in evaporazione come gigantesche comete... Abbiamo visto pianeti lontani migliaia di anni luce, vecchi di 10 e più miliardi di anni, in ambienti molto diversi dai nostri e attorno ai più disparati tipi stellari, ed invece il pianeta più "abitabile" appartiene alla stella più vicina al nostro sole.

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    1. Non è esatto. Non è "il più abitabile", ma è "il più vicino" tra quelli "abitabili", cioè che orbitano all'interno della zona abitabile della propria stella, almeno fino ad ora.

      Rimanderei a questo post

      http://newsspazio.blogspot.it/2016/05/kepler-identificati-1284-nuovi-pianeti.html

      Ciao

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  3. Prepariamo tuta spaziale e casco, pronti allo sbarco,gia' magari fra qualche secolo questo potrebbe anche succedere,ma per ora bisogna accontentarci di guardarlo, speriamo che l'idea di Stephen Hawking sulla sua sonda interstellare funzioni davvero

    Nico

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  4. Anche se nn è scientificamente provato, perchè sono voci di corridoio, si sa che gli eventuali alieni arrivano proprio da proxima centauri... adesso aspettiamo buone nuove da sirio :D

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  5. Mostra sempre un lato verso il suo sole, ed un altro rimane sempre nella fredda notte buia?
    Oggi sembra non essere un problema perché alcuni studi suggeriscono che nei mondi in rotazione sincrona i venti potrebbero distribuire il calore mitigando le temperature estreme troppo calde o troppo fredde dei due emisferi. E se Proxima b fosse davvero abitabile, la vita avrebbe tutto il tempo di evolversi perché le nane rosse rimangono stabili per per migliaia di miliardi di anni, a differenza di stelle come il Sole che muoiono dopo 10 miliardi di anni o giù di lì.

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  6. Non sapevo che gli alieni provenissero da lì, per i gerarchi nazisti gli ariani provenivano da Alberadan, e per altri da Zeta Reticoli; boh io aspetto le conferme della scienza poi da dove arrivano arrivano


    Nico

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  7. Credo che la notizia sia importante per il fatto che non e' per forza necessario cercare pianeti potenzialmente "abitabili" a migliaia di anni luce...a quanto pare l'universo vicino sembra essere altrettanto pieno di sorprese.
    Tuttavia ricordo che anche Venere e Marte risiedono nella fascia "riccioli d'oro" e in ipotetico astronomo alieno dotato della nostra stessa analoga tecnologia potrebbe benissimo annunciarli come pianeti con alta probabilita' di vita...mentre noi sappiamo che non e' cosi.

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    1. Ragionamento tanto anonimo quanto apprezzabile e condivisibile!

      Massimo

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  8. Al di 'della splendida notizia prima di accendere falsi entusiasmi attenderei maggiori investigazioni e ulteriori dati che non mancheranno a venire.Poi si potranno fare tutte le considerazioni del caso ed eventualmante pianificare una qualche investigazione con sonde ad hoc ancora da inventare.E' vero che la stella e' vicina ma e' anche vero che essendo piu' piccola ha un attivita' termica e radiante minore , quindi il problema radiazioni dovrebbe essere contenuto.Inoltre non sappiamo se il pianeta ha un suo campo magnetico e quindi delle fasce di Van Allen che lo proteggono, non sappiamo neanche se ha un atmosfera simile alla nostra ne sappiamo se la sua densita' sia compatibile con la vita.Comunque la scoperta ha fatto rumore ed ora non resta che attendere nuove campagne d'osservazione.

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  9. Questa scoperta è un passo significativo sulla strada per la mappatura nostra galassia. E ci ha dato un nuovo mondo da esplorare, e uno che non è troppo lontano. Si può non andarci in qualunque momento presto, ma ci motiverà (e le nostre agenzie di finanziamento!) Per progettare e costruire strumenti di immagine e caratterizzare questo pianeta. Che cosa potrebbe essere più eccitante che, in un futuro non troppo lontano, ottenendo l'immagine di un pianeta terrestre la cui atmosfera si può vedere e su cui potremmo eventualmente rilevare le firme di vita? Quel momento monumentale può venire nel prossimo decennio, e sicuramente accadrà più velocemente ora che sappiamo dove puntare i nostri telescopi.

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    1. In altra occasione c'è stato un discorso simile, ma come allora io sono scettico a lasciarmi andare a facili entusiasmi sulla possibilità di rilevare forme di vita o anche solo le caratteristiche di un pianeta extrasolare.
      Su Marte gironzoliamo ormai da tanto tempo, e nonostante le ricerche siano fatte sul posto e non da remoto, non abbiamo ancora trovato granchè, sempre ovviamente che ci sia da trovar qualcosa, plausibile pensarlo ma non certo.
      Figurati se nel futuro immediato (e non so neanche in uno remoto) si possa pensare ad avere uno strumento ottico che ci permetta di osservare dettagliatamente un oggetto distante anni luce addirittura da qui.

      Pura fantascienza, altro che star trek Francesco!

      Massimo

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    2. Pensare DI avere, non AD avere!

      Massimo

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    3. Ciao Massimo,su Marte forse già ai tempi dei Viking, avevano gia trovato la vita, e non lo dico io; lo ha detto poco tempo fa uno dei responsabili della missione, mi riferisco agli esami compiuti dalle 2 sonde
      Un saluto
      Nico

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    4. Il "forse" è la chiave del discorso.

      La cosa già a suo tempo fu abbastanza controversa, quel che dici tu è una possibilità, certo, ma tale rimane, amplificarne la portata per quanto mi riguarda è una pura speculazione.

      Comunque ti riferisci a questo vero?

      Massimo

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    5. Scusate, mi sono accorto di aver pasticciato con l'indirizzo su.
      Link corretto

      Massimo

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    6. Massimo ciao, mi riferisco agli esami della sonda Viking, il " forse " era mio, non dello scienziato del progetto Viking; lui parla di chiari effetti di batteri marziani e aggiunge; se gli esami fossero stati fatti sulla terra non ci sarebbero stati dubbi sull' origine
      un saluto
      Nico

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    7. Si, avevo capito che il forse era tuo, e infatti credo tu ti sia risposto da solo usandolo.

      Una domanda se non ti riferivi a quello che ti ho indicato: a quando risalgono le dichiarazioni dello scienziato? E' recente? Così la prima cosa che penso è: ma ci ha pensato 40 anni per arrivare a questa conclusione?
      Nomi, date, riferimenti bibliografici sarebbero ben accetti, poi uno valuta meglio.

      Grazie, ciao.

      Massimo

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    8. Ciao Massimo, il nome dello scienziato è Gilbert Levin, lui ha progettato il sistema per l'analisi dei campioni, la notizia è dei primi di agosto; è uscita sulla stampa, ma girata da più siti
      Un saluto Massimo
      Nico

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  10. Ci sono altri pianeti come Proxima B?

    Decisamente. Per esempio GJ 667Cc, scoperto nel 2012 da alcuni membri della stessa squadra che ha trovato Proxima b. Grazie al telescopio spaziale Kepler abbiamo scoperto migliaia di esopianeti, molti simili alla Terra e potenzialmente abitabili. Quanti potrebbero essercene? Si stima che in tutto l'Universo potrebbero essere 100 miliardi di miliardi. Ma Proxima b sarà sempre speciale: tra quelli più simili alla Terra è il più vicino.

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  11. Certo le speculazioni sono intriganti .Sono convinto, l'ho scritto tempo fa, che esistano miliardi di pianeti abitati con svariate civilta' con diversi stadi evolutivi.Ma la scienza vuole le prove e per ora di e.t la fuori non c'e' ne sono e nemmeno batteri.Se vogliamo speculare, ammesso che il pianeta errante di Proxima sia abitabile o abitato, beh la sua civilta',ammesso che c'e' ne sia una, non e' al nostro stadio di evoluzione.Trasmettiamo segnali radio da ormai 100 anni e video da 70 se quella civilta' fosse dotata di tecnologia radioastronomica ci avrebbe gia' sentito e avremo gia' dovuto ricevere un segnale di risposta .In fondo sono 8 anni, 4+4 ,non e' un tempo biblico.Ripeto e' una mia speculazione in attesa di ricevere maggiori dati con le tenologie prossime venture di analisi e scoperta.E speculando ancora ,ammesso che sviluppassimo il modo di andare sul pianeta e ci accorgessimo che la sua civilta' e' arretrata rispetto a noi e se il pianeta avesse enormi risosrse minerarie come ci comporteremo?Credo di aver gia' visto questo film ......speculazioni ovviamente.

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    1. Le tue... speculazioni sono molto logiche però!

      Ciao. Massimo.

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  12. 1 di 2

    Claudio B, mi hai quasi portato via le parole di bocca, o meglio le parole dalla tastiera che già appena letta la notizia pensavo di scrivere.

    C'è molta, troppa enfasi su questa notizia, basata su astrazioni matematiche.
    Non c'è e non ci sarà ancora per anni, il barlume del più piccolo punticino visibile su un sensore di immagine o dall'occhio di un uomo che lo scruta con un telescopio ottico. Ci sono solamente calcoli matematici generati da un computer.
    È in definitiva solamente un gioco di supposizioni che si regge a stento sulla nostra attuale limitata conoscenza dei meccanismi di evoluzione di stelle e pianeti e su esili (non sicuramente prive di errori ed incertezze), misurazioni strumentali.

    Kudos ai ricercatori per lo studio, condivido il loro entusiasmo, ci mancherebbe che non lo capissi, ma tutto il resto, le conclusioni, gli azzardi, l'immagine artistica, sono tutto fumo che dimostra quanto è ancora imbarazzantemente lontano il giorno in cui potremo abbozzare qualcosa di consistente e di più preciso, non solo inventato e non supposto, quindi senza speculations, su quel possibile pianeta attorno ad una stella tra le più vicine, eppure per noi ancora così spaventosamente lontana.
    Un pianeta immaginario che di simile alla Terra cosa avrebbe?
    Nessuno lo può dire.
    Non è neppure sicuro al 100% che esista.
    È probabile, è possibile che esista, ne ipotizziamo la sua massa, ma basta, finisce qui.
    Come si può affermare che è simile alla Terra avendo queste limitatissime conoscenze e per di più con una stella-sole arrapata come quella ed orbitandoci così vicino immersi in fortissimi campi elettromagnetici?
    Non è stato nemmeno possibile studiare l'oggetto pianeta in questione con il metodo del transito davanti alla stella e non è detto che sarà possibile farlo in futuro.

    Forse fra una decina d'anni inizieremo a vedere quel, od eventualmente quei, supposti pianeti come puntini che ora ancora NON POSSIAMO VEDERE, e lo faremo con i super telescopi ottici ancora da realizzare e dei quali avevo già accennato tempo fa.

    Mi auguro che questa proclamazione almeno stimoli chi gestisce i fondi ad accelerare sul rilascio dell'investimento per costruire quei telescopi.
    Ma anche allora non potremo avere che qualche piccolo e relativamente modesto incremento di informazioni.
    Penso che si sposterà di poco il limite che ora stiamo grattando allo spasimo con ingegnose, quasi disperate, analisi delle microscopiche variazioni spettroscopiche della luce delle stelle, utili a dedurre gli spostamenti gravitazionali causati da altri corpi in orbita attorno alla stella.
    Corpi sempre immaginati e ad oggi con luminosità riflessa troppo debole per essere vista in qualsiasi forma. 

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  13. 2 di 2

    Lo hanno detto chiaramente i ricercatori, l'enfasi è dovuta all'aver trovato con maggior precisione, o minor incertezza, spingendo ancor di più verso il limite misurabile dagli strumenti attuali, le possibili tracce dell'esistenza di un pianeta roccioso di massa simile alla Terra, attorno ad una delle stelle a noi più vicine e che si suppone possa trovarsi nella zona temperata, necessaria a poter eventualmente sostenere la vita e con l'acqua che si mantenga allo stato liquido.
    Non c'è altro.
    Tutto molto immaginifico, poco o nulla concreto.

    Ma non basta che un pianeta si trovi in quella zona dorata definita abitabile.
    Potrebbe comunque non poter ospitare la vita, a causa della sua nascita ed evoluzione, pur avendo caratteristiche chimiche iniziali simili alla Terra ed acqua in abbondanza.
    Se nasce troppo caldo o troppo freddo non si può evolvere in modo simile alla Terra.
    Se i pianeti nascono molto caldi (lo afferma una nuova ricerca), non necessariamente poi la temperatura in superficie si stabilizza verso il basso e rimane poi nel campo utile per ospitare la vita. Possono rimanere molto caldi per lunghissimo tempo, pur orbitando molto lontani dal loro sole, non importa quanto lontano.
    Pur iniziando con gli stessi ingredienti chimici iniziali, differenti temperature iniziali porterebbero a differenti composizioni atmosferiche, determinando in tal modo zone abitabili diverse da quelle comunemente e grossolanamente valutate come tali.
    Com'è Venere?
    E Marte?

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  14. Claudio C. nonostante il tuo reale e attualmente giustificato pessimismo, ti ricordo che l'entusiasmo iniziale e la curiosità umana presto ci obbligherà a scovare la gemella della terra, e proprio nel decennio s venire troveremo le tante risposte..

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    1. Nel decennio a venire? Quindi fra 4 anni potrebbero arrivare le prime risposte? Già è sicuro?
      Chi è il tuo informatore, Nostradamus? ;-)

      Io piuttosto che fare previsioni mi appoggerei a quello che insegna il passato recente, e ricorderei l'entusiasmo che c'era negli anni '70 per quanto già fatto e vissuto e come aleggiava nell'aria una specie di consapevolezza che già entro fine secolo lo spazio sarebbe stato colonizzato; altro che entusiasmo per un probabile puntino invisibile intorno alla stella più vicina, loro avevano effettivamente fatto qualcosa di più grandioso e mai vissuto, ovvero ripetutamente messo i piedi sulla Luna, ma alla fine oggi non credo si possa dire che questo abbia portato ad un effetto volano verso lo spazio, semmai un effetto boomerang verso la Terra.

      Massimo

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    2. Massimo nessu Nostradamus ma basta vedere le date dei progetti dei prossimi Mega Tele-Radio " scopi", ormai i tempi dilatati degli anni '70 si sono di molto ridotti tanto che un anno di Ricerca oggi producie 20 volte tanto un anno di ricerca negli anni '70, tutto é più veloce e in un decennio saremo dove oggi neanche possiamo immaginare.

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    3. Non te la prendere per le battute, ci scherzo un pò su, ma grazie a te ed agli interventi degli altri sta venendo fuori proprio un bel dibattito costruttivo.

      Tornando al nostro discorso, spero che tu abbia ragione, ma ne dubito, perlomeno nelle dimensioni epocali che mi pare tu ti aspetti. Probabilmente, come spesso accade, la verità sarà nel mezzo.

      Una curiosità, anche se credo che stiamo parlando di aspetti diversi: ma davvero pensi che le immagini di un telescopio oggi, quando direi che siamo abiituati bene, possano suscitare un entusiasmo maggiore di quello dell'allunaggio in un periodo in cui lo spazio era quasi una novità?

      Poi, mi sbaglierò, ma a meno che tu non parli di ricerca pura dove tralaltro non conosco dati da paragonare per controbattere, a livello di risultati fisicamente palpabili, secondo me tutto si può dire tranne che una volta i tempi fossero dilatati; siam passati dallo Sputnik alla Luna in un solo decennio!
      Ora non abbiamo più neanche lo Shuttle, ci vuole un decennio per far partire una sonda, arrivare al primo volo di test di un razzo.

      Ma forse, come detto, tu vedi la cosa da una diversa angolazione da quella che suggerivo io prima.

      Massimo

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    4. Caro Massimo prima parlavi della lentenza post anni '70 ma ingenuamente forse non hai tenuto conto che da quegli anni in poi in piena guerra fredda, la corsa allo "spazio" era prerogativa esclusivamente di Russa ed Usa, oggi nel 2016 i competitor sono "minimo" raddoppiato ovviamente parlo di Grandi potenza come Cina ed Europa e di conseguenza la "corsa" esponenzialmente é lievitata tanto che ormai ogni mese viene annunciata una nuova scoperta record scientifica ed anche puramente spaziale, ecco caro massimo oggi abbiam quasi difficoltà ad aggiornarci che dopo poco un'altra super potenza mondiale annuncia la sua nuova scoperta.

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  15. Anche a livello tecnologico c'è stato un boom in 30 anni, con abbassamento dei costi e miglioramenti scientifici notevoli, poi aggiungo che ormai la ricerca e sviluppo spaziale è diventata la normalità
    Nico

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  16. Il pianeta è roccioso come la Terra? Dove si è formato? C’è mai stata acqua sulla sua superficie? Oppure all’inizio era avvolto da idrogeno, come Nettuno? Esiste una forma di ‘protezione’ nell’atmosfera di Proxima b, come l’ozono nell’atmosfera terrestre?



    “Queste domande – dice Barnes – sono fondamentali per svelare la potenziale abitabilità di Proxima b, e determinare se il nostro più prossimo vicino galattico è una terra inospitale, un pianeta inanimato o una futura casa per l’umanità”.



    Secondo l’astronomo una delle domande più importanti da cui partire è l’ultima, l’atmosfera di Proxima b.



    “Quasi tutti i componenti atmosferici – spiega Barnes – lasciano la loro impronta in uno spettro di luce. Serve quindi sviluppare strumenti in grado di osservare questo spettro, per cercare, ad esempio, tracce di ossigeno”.

    In questo modo potremo iniziare a calcolare, dati alla mano, le effettive probabilità che questo nuovo vicino planetario sia abitabile.



    “Se così fosse – conclude l’astronomo – sarebbe il posto ideale dove trasferirsi”.



    In vista della ‘morte’ del Sole, prevista tra circa 4 miliardi di anni; invece la stella di Proxima b durerà almeno 4mila miliardi in più, e questo è un altro dato piuttosto certo relativo al nuovo pianeta. Potremmo insomma guadagnare parecchio tempo.
    URL: asi.it

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  17. Oooh bene! Adesso è già molto più chiaro, sembra molto promettente, speriamo bene che sia abitabile e rigoglioso. Per me sarebbe un grandissimo sollievo non dover più cercare affannosamente un'altra residenza per l'imminente dipartita ... del sole.
    Con questi chiari di luna che ci sono, bisogna prepararsi in tempo e seriamente, non c'è tempo da perdere.
    Non se per voi altri tapini vale lo stesso.

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  18. Clá solita ironia becera..
    Comunque aspetto con ansia che i nuovi e prossimi mega radio-telescopi siano operativi, per magari scoprire con più info un "gemello" vivente e vicino.

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    1. Frà, tu sai cosa significa becera?

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    2. Ho appena scoperto che significa: rozzo, volgare, sguaiato...
      scusa mille ne ignoravo il reale significato, non si smette mai d'imparare ;) SCUSA ancora l'ignoranza.

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    3. Clà e grazie per avermi dato del tapino, io non mi offendo facilmente nonostante abbia un'esisteza povera (tapina) come dicevi tu.

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  19. Lo sai che Paperon de' Paperoni dice: "povero me tapino!"
    ?
    Non ho dato del tapino solo a Te e alla tua "esisteza" ... ^_^

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  20. Bimbi, direi che se avete questioni OFF TOPIC di cui parlare, parlatene OFF BLOG!

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  21. Strana Coincidenza direi, come se qualcuno già sapesse o come se da "fuori" qualcuno ci "consigliasse" dove cercare.

    Il Pianeta Proxima Cen b orbita attorno a Proxima Centauriche è una Nana Rossa.
    A gennaio di quest'anno precisamente 12 GENNAIO 2016 | a firma di LUIGI BIGNAMI su Focus.it/scienza/spazio/ in un suo articolo affermava che dovevamo cercare l'eventuale vita extraterrestre proprio attorno le Nane Rosse che dovrebbero essere scandagliati più in dettaglio e per primi, proprio perchè rispetto alle stelle che circondano il Sole - è probabile che i viaggi interstellari si siano sviluppati da tempo, e questo avrebbe permesso loro di colonizzare pianeti di altre stelle e di avere avuto contatti con civiltà diverse. Una meravigliosa ipotesi, tutta da verificare.
    (datato Gennaio 2016) quando ancora nessuno ipotizzava che Proxima Cen b, fosse l'esopianeta simile alla Terra più vicino che mai, NELLA ZONA ABITABILE della Nana Rossa Proxima Centauri.

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  22. O molto più semplicemente magari Bignami già conosceva i risultati preliminari del 2013 sulla possibile presenza di un esopianeta in orbita a Proxima Cen

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    1. Quindi secondo te Bignami già nel 2013, sapeva anche che c'era un pianeta roccioso e che era situato proprio nella zona abitabile e che era anche così "vicino" a noi?

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    2. Non ho detto questo. Dico che i primi risultati che indicavano la possibile presenza di un esopianeta su Proxima Cen B erano del 2013.
      E questo direi che potrebbe bastare per scatenare la curiosità di un giornalista e fargli desiderare di saperne di più. Non trovi?

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  23. NON C'E' NEANCHE UN BAR...SU PROXIMA B....

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  24. Astronomia: scoperti 20 nuovi pianeti che orbitano attorno a nane rosse

    Il telescopio spaziale Kepler ha confermato la scoperta di 20 nuovi pianeti in orbita intorno a nane rosse

    I dati dello studio coordinato da Courtney Dressing, del California Institute of Technology, presentati al Congresso europeo di planetologia provano che il numero dei pianeti esistenti, e di conseguenza di quelli abitabili, potrebbe essere superiore a quanto ritenuto finora: il telescopio spaziale Kepler ha confermato la scoperta di 20 nuovi pianeti in orbita intorno a nane rosse, stelle più piccole del Sole ma molto comuni,
    “tanto che ce ne sono almeno 250 in un raggio di 30 anni luce da noi“, ha spiegato l’esperta.

    Cinque dei nuovi pianeti scoperti si trovano nella cosiddetta zona abitabile, si trovano cioè alla giusta distanza dalla propria stella che consente loro di ospitare acqua allo stato liquido.

    1° URL:
    http://www.meteoweb.eu/2016/10/astronomia-scoperti-20-nuovi-pianeti-orbitano-attorno-nane-rosse/771178/

    2° URL: http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=250978

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  25. CATALOGARE GLI ESOPIANETI TROVATI DA KEPLER, MILIARDI DI POTENZIALI PIANETI ABITABILI

    Un team di scienziati statunitensi e europei ha redatto un catalogo sui pianeti rintracciati da Kepler che hanno alte probabilità di trovarsi nella zona d’abitabilità.

    L’HZ (Habitable Zone) è la regione attorno ad una stella in cui un pianeta potrebbe sostenere le condizioni necessarie per la vita. In questa zona, l’equilibrio tra le radiazioni stellari sul pianeta e il raffreddamento radiattivo del corpo permette la presenza di acqua sulla superficie.

    Bella scheda grafica: https://trascienzaecoscienza.files.wordpress.com/2017/01/seff_hz_09012016.jpg?w=1400

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