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venerdì 4 novembre 2016

ExoMars2016, nuove spettacolari immagini ad alta risoluzione ed a colori dell'impatto del lander Schiaparelli su Marte, by NASA MRO!


NEWS SPAZIO :- Sono state pubblicate ieri 3 Novembre nuove immagini ad alta risoluzione riprese dalla sonda NASA MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) relative al luogo ove si è schiantato il lander EDM Schiaparelli della missione Europea ExoMars.

Si tratta della 1° di due missioni congiunte Europa-Russa di esplorazione di Marte. Il 19 Ottobre ExoMars2016 ha raggiunto il Pianeta Rosso. Mentre il veicolo principale, l'orbiter TGO (Trace Gas Orbiter) si immetteva correttamente in orbita, il piccolo Schiaparelli tentava un atterraggio sulla superficie. Tutti i dettagli li trovate nella sezione del blog dedicata alla missione, a questo URL


Le nuove immagini sono anch'esse state catturate dalla fotocamera telescopica dell'esperimento HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) a bordo di MRO.

Sono state riprese il 1° Novembre, e la particolarità è che il punto di impatto del lander Europeo è stato ripreso attraverso tre filtri che hanno così permesso di produrre immagini a colori, le quali evidenziano particolari molto interessanti. Le vedete in cima al post.



Rispetto alle foto del 25 Ottobre che avevamo già visto qui


queste ultime immagini gettano un po' di luce su alcuni dettagli che erano stati in precedenza individuati e su cui erano state fatte alcune ipotesi.

La nuova serie di foto è stata scattata "guardando" leggermente verso ovest, mentre le immagini precedenti erano state riprese con la fotocamera che guardava leggermente est, fornendo così una geometria di visualizzazione a contrasto.

Facciamo riferimento alla porzione di immagine relativa al punto di impatto del lander


Si possono osservare alcuni puntini chiari. Nelle prime immagini in bianco e nero una loro possibile interpretazione era che potesse trattarsi di un po' di rumore nella foto.
Ma ora, l'ipotesi più probabile è che si tratti di oggetti reali, presumibilmente frammenti di Schiaparelli.

Sempre restando sulla stessa foto si può osservare un qualcosa di più chiaro all'interno del cratere nero centrale. E' probabile che sia il lander stesso.

C'è del chiaro anche a sinistra del cratere centrale, in corrispondenza delle venature scure che si allontanano dal cratere stesso.
Potrebbe trattarsi di materiale di superficie disturbato dall'impatto del lander o da una susseguente esplosione, o decompressione esplosiva dei serbatoi di propellente.

Andando a 0,9 km a sud, possiamo percepire meglio il guscio protettivo del lander (back shell), attaccato al paracadute


Una futura ricostruzione stereo dell'immagine potrà confermare l'orientamento del back shell. Il pattern di luci ed ombre sembra indicare che ne stiamo osservando la parte esterna.

E relativamente al paracadute, possiamo verificare che la sua forma è cambiata rispetto alle foto del 25 Ottobre


La spiegazione più logica è che sia stato mosso dal vento.

Infine, ecco lo scudo termico anteriore


ripreso ancora in bianco e nero. La sua posizione è rimasta fuori dall'area ripresa a colori. Rispetto ai precedenti rilevamenti non mostra variazioni.

A causa della diversa geometria di visualizzazione delle due serie di immagini (est e ovest) possiamo avere la conferma che le macchie brillanti presenti nella foto non sono riflessi speculari.
Si tratterebbe cioè di una propria luminosità dell'oggetto. In altre parole, è molto probabile che tali macchie chiare siano l'isolamento termico multistrato brillante che ricopre l'interno dello scudo termico anteriore, come ipotizzato la scorsa settimana.

MRO riprenderà altre immagini, tra circa due settimane.

Immagini, credit NASA/JPL/University of Arizona.

Fonte dati, ESA, NASA.

18 commenti:

  1. Purtroppo queste cose capitano l'importante come detto nel post precedente è imparare dai propri errori e non ripeterli più ovviamente bisgona capire cosa non ha funzionato e perche, Sergio per caso conosci la velocità di fuga perché un oggetto sulla superficie di Marte possa andare nello spazio(se questa valore è conosciuto agli scienziati) anche perchè con l'intenzione entro i prossimi 2 decenni di mandare l'uomo su Marte dovranno prima fare dei test di rover/sonde che atterrato su Marte e poi ritornano sulla Terra, enon sarà sicuramente facile progettare un sistema del genere del resto l'unico esempio di tecnologia simile sarebbe il LEM delle missione Apollo ma la luna ha una gravita molto minore di Marte e non ha atmosfera quindi è completamente diverso.

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    1. Tranquillo Alex S, in ESA ci sono professionisti seri e molto preparati, che nel progettare una missione sono sicuro che le penseranno tutte per raggiungere il successo.

      Per quanto riguarda la tua domanda, la velocità di fuga per Marte è una delle cose che gli scienziati ESA già conoscono.
      Si tratta di un esercizio di Fisica 1, che ciascuno di noi è in grado di risolvere sin dai primi anni delle scuole superiori (se non prima).

      Dunque, la velocità di fuga è la velocità minima che un oggetto di massa 'm' (una satellite) deve avere per sfuggire al campo gravitazionale di un altro oggetto (nel tuo caso il pianeta Marte) di massa 'M', senza alcuna propulsione.

      Nel caso più semplice di un unico corpo M, la velocità di fuga per l'oggetto m è data dalla formula

      Vf = SQRT[(2GM)/r]

      dove
      SQRT è la funzione di radice quadrata
      G è la costante gravitazionale
      M è la massa del pianeta
      r è il raggio del pianeta

      Facendo i conti per Marte si ottiene 5,04 km/sec. Ti ricordo che per la Terra la velocità di fuga è pari a 11,2 km/s.

      Domandina: Alex, sono curioso, perché non usi il punto '.' quando scrivi i tuoi commenti? Non c'è nessuna fretta.

      Renderesti tutto più facile da leggere per i lettori del blog ed anche per me.
      Ti ringrazio, ciao

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    2. Staro più attento la prossima volta, credevo di aver messo un punto ma per sbaglio avevo messo una virgola grazie comunque per la spiegazione e per i numeri.

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    3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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    4. Claudio, giù le mani! ^_^

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    5. Ha Ha, si Sergio, anche tu le tue ... giù nelle parti basse, non sia mai, ma pensa che potrebbe arrivare anche Totò lo iettatore vestito di nero ...

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  2. So che al momento ad essere sotto i riflettori è l'Exomars e dovremmo parlar di questa, ma una considerazione la voglio lanciare, perchè tra tutte le spedizioni marziane, sicuramente non è certo quella più vistosa, come può essere invece Curiosity, gli altri robot o le Viking a suo tempo, ma la MRO davvero sarebbe da omaggiare, tutta sostanza e sempre più uno strumento indispensabile su cui appoggiarsi.
    Quante volte, come in questo ultimo caso, mentre le compagne stentano, senza clamore è lei a lavorare in silenzio per darci risposte.

    Proprio una vita da mediano, come diceva il ritornello di una canzone di qualche annetto fa, potrebbero battezzarla Oriali!


    Massimo

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    1. Massimo, hai perfettamente ragione. MRO ed in particolare il telescopio HiRISE, sta facendo un lavoro stupefacente. Negli anni ho pubblicato qui nel blog moltissime immagini meravigliose della superficie di Marte. Grazie a MRO!

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  3. Sergio comunque il costo di questa missione a quanto ammonta?

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    1. Il costo dell'intero programma, cioè di entrambe le missioni (ExoMars2016 ed ExoMars2020) è di circa 1,2 miliardi di Euro.
      L'Italia gioca un ruolo importante, ne fu la nazione proponente e la finanzia al 35%.

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  4. http://www.repubblica.it/scienze/2016/11/19/news/sonda_su_marte_test_affidati_a_una_ditta_romena_cosi_si_e_schiantato_schiaparelli-152309028/

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    1. Assurdo una cosa che lascia senza parole.

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    2. Molto "strano", vero? Sa di scoop! Ragazzi, perché non provate ad approfondire la cosa cercando qualche fonte "diretta", tipo nei siti dell'Agenzia Spaziale Italiana ASI o dell'Agenzia Spaziale Europea ESA e poi scrivete qui sotto cosa trovate?

      Vi va di fare un'indagine scientifica?

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  5. La prox volta la lanciamo dalla torre di Pisa

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  6. http://www.repubblica.it/scienze/2016/11/19/news/sonda_su_marte_test_affidati_a_una_ditta_romena_cosi_si_e_schiantato_schiaparelli-152309028/

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  7. Ma L'arco scuro a destra del cratere di impatto è formato da detriti espulsi dall'impatto? Se sì, come hanno fatto a "curvare"?

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    1. Bella domanda Luca, non so a quale conclusione siano arrivati ad oggi, ammesso che abbiano la possibilità di arrivare ad una conclusione definitiva e sicura con quel poco che hanno a disposizione, ma la mia modesta ipotesi la avevo scritta più di 3 settimane fa
      QUI e QUI.

      A questo punto di rinnovato interesse per l'accaduto e per la gioia ... dei lettori tutti, di questo blog, la trascrivo:

      ● Prima riguardo la macchia da impatto.
      Mi immagino che abbia impattato contro una superficie non del tutto piana e forse sabbiosa, con un avvallamento poco visibile dall'alto e dalla quasi verticale della ripresa fotografica, penso anche che Schiaparelli possa aver oscillato nella veloce discesa incontrollata nella, seppur debole, atmosfera e che abbia, per questo motivo, toccato il suolo leggermente inclinato, non a 90°.
      Ciò potrebbe ben spiegare l'asimmetria dell'impronta nera, ma c'è anche una componente asimmetrica nella struttura interna ed esterna della sonda che può aver creato questa particolarità, combinata con la forma e la struttura non omogenea del suolo.

      ● Circa la traccia ad arco, se non è apparente e causata da una gobba nel terreno non evidente in questa foto (però questo mi pare poco probabile), io penso alla possibilità che un elemento della sonda staccatosi dopo l'impatto abbia disegnato quel tragitto sotto l'azione di forze propellenti gassose/esplosive non regolari e costanti durante il cedimento strutturale dell'elemento stesso.
      Sembra che inizialmente sia schizzato verso destra con una direzione quasi rettilinea e che poi, nella seconda parte, rallentando, abbia percorso una linea decisamente più curva, spinto verso "sud" ed abbia quindi lasciato nella direzione opposta, verso "nord", quella che si vede come una più ampia traccia scura sul terreno, sotto la residua spinta propulsiva di quella combustione esplosiva che ha marcato il terreno.
      Tutto questo, ammesso che le zone scure non siano solamente del terreno scuro sottostante portato alla luce dalle dinamiche dell'impatto, ipotesi anche questa che la trovo poco probabile.

      Per quanto riguarda i puntini bianchi, che non sembrano pixel, qui io ne vedo 4 o 5 vicini al punto d'impatto, più eventualmente un'altro, poco più lontano a sinistra, propendo per l'idea che siano reali pezzi hardware del povero Schiaparelli, non difetti creati dalla ripresa fotografica.

      http://aliveuniverse.today/speciale-missioni/marte/lander/schiaparelli/2635-schiaparelli-fu-un-difetto-di-software-intanto-hirise-ne-fotografa-i-resti#comment641

      http://www.pollucenotizie.com/2016/10/28.html

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  8. In esclusiva per la rivista Airpress, il bilancio di Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’Agenzia spaziale italiana, sulla missione esplorativa ExoMars e sugli errori dell’Esa che hanno portato il modulo Schiaparelli a schiantarsi sulla superficie del Pianeta rosso.http://www.airpressonline.it/14239/gli-errori-dellesa-su-schiaparelli-parla-flamini-asi/

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