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venerdì 6 maggio 2016

JCSat-14, lancio perfetto e spettacolare atterraggio in notturna del 1° stadio del Falcon 9, video


NEWS SPAZIO :- E' stato un magnifico lancio in notturna quello della missione JCSat-14 operata dall'azienda SpaceX.
Un razzo vettore Falcon 9 è decollato da Cape Canaveral questa notte alle ore 1:21 a.m. ora locale (ore 7:21 qui da noi in Italia). Obiettivo della missione, immettere in Orbita di Trasferimento Geostazionario (GTO) il satellite per telecomunicazioni JCSat-14 (cliente SKY Perfect JSAT Corporation).


Il 1° stadio del Falcon 9 (F9S1) ha spinto il veicolo spaziale per 2 minuti e 38 secondi per una missione ad alta energia, data l'orbita finale di destinazione del payload.
Dopodiché, per dirla breve, F9S1 ha girato sui tacchi ed è tornato a casa, compiendo uno splendido atterraggio sulla piattaforma oceanica ASDS (Autonomous Spaceport Drone Ship) di nome "Of Course I Still Love you".

Rivediamo i video insieme!



E' il 3° rientro controllato di un 1° stadio di un veicolo orbitale, il 2° (consecutivo) avvenuto sulla piattaforma ASDS in attesa nell'Oceano Atlantico.
Ed è il 1° rientro di F9S1 da una missione ad alta energia, di quelle dove il 1° stadio deve fornire una performance maggiore, o per la massa del carico o per l'orbita finale di destinazione.
In questa tipologia di missione il rientro è molto più difficile, soggetto ad una velocità più elevata rispetto ad una missione che debba raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale.


Dunque, il 2° stadio (F9S2) ha acceso il suo propulsore MVac (Merlin Vacuum) a T+2 min e 49 sec. Ha immesso il carico in un'orbita di parcheggio, dopodiché una seconda accensione lo ha inserito nella giusta GTO.

Nel frattempo F9S1 era alle prese con la sua missione secondaria, tornare a casa "sano e salvo", effettuando un atterraggio controllato sulla piattaforma ASDS in attesa a 600 km dalla costa, nell'Oceano Atlantico.


Subito una manovra di rotazione per disporre il comparto motori nella direzione di movimento. Non vi era abbastanza propellente per effettuare la manovra di Boost-Back, tornare cioè al sito di lancio per un atterraggio sulla terraferma.

A questo punto la sequenza di operazioni la conosciamo ormai bene, l'abbiamo descritta molte volte ormai. Questa volta però c'è stata una variante.
F9S1 ha acceso tre motori Merlin per circa 15 secondi per rallentare il veicolo e schermare tutto il comparto motori dalle estreme condizioni ambientali.

Accensione di due minuti per rallentare il rientro, uso delle quattro alette di manovra per controllare l'angolo di attacco e controllare la discesa.

L'accensione finale per l'atterraggio questa volta ha riguardato tre motori (invece che il solo motore centrale come avvenuto nelle precedenti occasioni). E' la manovra (detta "suicide burn") che viene adottata quando i margini sulla quantità di propellente rimasto sono molto bassi.
Quindi, apertura delle quattro gambe di atterraggio ed accensione finale. Il risultato è stato un touchdown perfetto nel centro di ASDS, a T+8 min e 36 sec.

Emozionante! Entusiasmo alle stelle in casa SpaceX ed anche per tutti gli appassionati di astronautica, per chi sogna lo spazio, insomma per tutti noi.

Ecco il video del lancio ed atterraggio di F9S1



Enjoy!

Immagini, credit SpaceX.

12 commenti:

  1. Ciao Sergio, trovo bellissima la foto a lunga esposizione del lancio, con le star trail. Avresti un link dell'originale ad alta risoluzione?

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    1. Ciao,
      quella ed altre le trovi nel canale Flickr di SpaceX a questo indirizzo

      https://www.flickr.com/photos/spacex

      Ciao

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    2. Grazie mille!

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  2. ciao ho letto che SpaceX vuole andare su Marte entro il 2018 è una notizia vera?

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  3. Ciao Massimiliano, sto scrivendo un articolo in proposito. Lo troverai pubblicato nei prossimi giorni.

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  4. 1 metro o meno.

    Di quanto è fuori dal centro perfetto secondo voi?

    Ha!
    That's incredible!

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  5. Ho voluto tradurre questo articolo
    che racconta abbastanza bene l'Elon Musk pensiero, il suo modo di procedere, le sue intenzioni.
    L'ho trovato su Arstechnica, scritto da Eric Berger, ieri 6 maggio.
    Leggetelo, è piacevole.
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    Il leggendario direttore di volo della NASA, Gene Kranz, nel suo libro di ricordi FAILURE IS NOT AN OPTION / IL FALLIMENTO NON È UNA OPZIONE, descrive i suoi giorni nella sala di controllo dalle missioni Mercury fino al programma Apollo durante i quali si era sviluppato questo credo, questa tipo di mentalità.
    Questa aveva aiutato Kranz ed il team di ingegneri al Johnson Space Center a far tornare a casa, eroicamente ed in modo sicuro, l'equipaggio dell'Apollo 13. Ma c'è una convinzione tra alcuni che, da quei momenti di inebrianti giorni Apollo, un tale atteggiamento ha poi reso i manager della NASA troppo timorosi e troppo indisposti a rischiare.

    Più di un decennio fa, ancora prima del fallimento del suo primo razzo Falcon 1, Elon Musk aveva già messo in chiaro che non concordava con questa mentalità. Durante un'intervista per un articolo del 2005 in Fast Company, il fondatore di SpaceX ha espresso quella che è diventata una delle sue citazioni più ripetute: "C'è lo stupido concetto che il fallimento non è un'opzione alla NASA", ha detto Musk "Qui invece il fallimento è un'opzione ... Se le cose non falliscono, significa che non si sta innovando abbastanza".

    Questo atteggiamento si è manifestato in pieno proprio venerdì mattina, quando un razzo Falcon 9 è decollato da Cape Canaveral, sulla costa della Florida, sotto un cielo nero, pieno di stelle.
    Mentre il razzo ruppe il silenzio sulla terra tuonando verso l'alto, a poche centinaia di miglia al largo nell'Oceano Atlantico, una piccola piattaforma robotica attendeva per poterlo riprendere.
    Non poteva essere un'impresa facile.

    Un mese fa SpaceX era riuscita a farlo, ma si trattava di un profilo di volo meno impegnativo, con l'immissione in orbita bassa di una navicella Dragon verso l'ISS.
    Una velocità non troppo grande, abbastanza carburante per manovrare senza troppe difficoltà e poter frenare durante il rientro.
    Quest'ultimo lancio di venerdì, che alla fine ha trasferito un satellite di comunicazioni giapponese in un'orbita a 35,786 mila chilometri sopra la Terra, ha comportato velocità di rientro e temperature estreme.
    Anche se Elon Musk aveva twittato ottimisticamente definendo che le probabilità di successo erano "forse anche si", la previsione ufficiale della società era stata "improbabile".

    ... continua

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  6. Nel precedente volo del mese di aprile il primo stadio durante il rientro, ha toccato l'atmosfera terrestre ad 1km/s, una velocità che permetterebbe di compiere il tragitto Milano-Roma in 9 minuti.
    Venerdì invece, a causa della maggiore energia necessaria per portare il pesante satellite giapponese in un'orbita 90 volte più in alto della ISS, il primo stadio ha colpito l'atmosfera a 2 km/s. Ciò significa che il razzo ha dovuto affrontare e dissipare 4 volte l'energia dissipata per l'atterraggio di aprile ed affrontare 8 volte il riscaldamento nel turbolento rientro in atmosfera.
    Così, quando 3 dei 9 motori del razzo si sono riaccesi per circa 15 secondi durante il rientro, il successo era tutt'altro che assicurato.
    Ma poi, circa un minuto dopo, una fotocamera automatica a bordo della nave drone ci ha mostrato un bagliore, e poi, quando fumo e fuoco erano spariti appariva troneggiante il razzo che appena pochi secondi prima aveva passato la barriera sonica.
    Ciò che ha reso tutto così notevole è che, di fronte al mondo, SpaceX era disposto a fallire.

    ULTERIORE LETTURA

    PUÒ DAVVERO SpaceX atterrare su Marte? Assolutamente si, dice un ingegnere che lo conosce.
    La società ha tranquillamente testato tecniche di atterraggio su Marte con i suoi voli di ritorno del primo stadio.

    Musk ha detto che, si, lui ha paura del fallimento.
    Entrambi le sue compagnie più importanti, SpaceX e Tesla, sono state vicine al fallimento alla fine del 2008.
    Ha assaggiato il fallimento con primi tre razzi di SpaceX lanciati una decina di anni fa.
    Ma uno dei primi dipendenti in SpaceX, Jim Cantrell, che ha aiutato Musk a comprendere la tecnologia dei razzi prima ancora che lui fondasse SpaceX, crede che Musk davvero non sente il fallimento nel modo in cui la maggior parte delle persone lo sentono.

    "Voglio suggerire che lui ha successo non perché le sue visioni sono grandi, non perché è straordinariamente intelligente e non perché lavora incredibilmente duramente", ha spiegato Cantrell.
    "Tutte queste cose sono vere! Ma l'unica importante differenza che lo contraddistingue è la sua incapacità di prendere in considerazione il fallimento. Semplicemente non c'è nemmeno nel suo modo di pensare. Egli non può concepire il fallimento e questo è davvero notevole."

    Con la sua compagnia missilistica Musk ha fatto grandi sogni. Ha parlato di atterraggio di esseri umani su Marte nel 2020, che è almeno un decennio prima di quelli che la NASA ed i suoi partner internazionali (avrà un costo di centinaia di miliardi di dollari), potrebbero sperar di fare.
    Arrivare là su Marte richiede rischi.
    Si richiede di accettare il fallimento.
    E così, quando il risultato più probabile il venerdì mattina era che il suo razzo avrebbe potuto esplodere in una palla di fuoco, con tutto il mondo a guardare, per lui era OK. SpaceX aveva fallito prima, e sarebbe potuto succedere ancora. Esplorare le frontiere della fisica, dell'ingegneria, e di quella aerospaziale non è per i timidi.

    Per Musk, quindi, il fallimento è meglio visto come un'opportunità. Dopo il successo dell'atterraggio Musk ha twittato: "Potrebbe essere necessario aumentare le dimensioni del capannone di stoccaggio dei razzi."

    Se continua così potrebbe aver bisogno di un hangar anche altrove, su Marte.

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    1. Cla, non capisco dove finisce l'articolo riportato e tradotto e dove inizia il Claudio pensiero.
      Ho certamente da confutare ma ho bisogno di sapere chi è l'interlocutore.. non tanto per le argomentazioni, che sono chiare ... ma per mera forma.

      DA :
      Leggetelo, è piacevole.. fino alla fine è il...Eric Berger,

      By Simo

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    2. Simo, fai pure senza condizionamenti.
      Ho fatto la traduzione di quasi tutto il testo così com'è scritto, cercando di renderlo solo meno letterale e più fluido e comprensibile, senza minimamente stravologere o modificarne il contenuto, eccetto l'esempio di Milano-Roma in 9 minuti che sull'originale è invece Boston-NewYork in 6 minuti.

      Ho escluso dalla traduzione dell'articolo un piccola parte in cui vengono descritte alcune fasi operative dell'ultima missione del Falcon perché è già stata descritta qui da Sergio e non aveva molto senso riscriverlo con la voce di un'altro.

      Anche la riga finale del commento, "Se continua così potrebbe aver bisogno di un hangar anche altrove, su Marte.", sta nell'articolo scritto da Eric Berger; è il suo suggestivo commento finale.

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  7. Qualche Anno fa feci un commento affermando che questa azienda sarebbe diventata grande......

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