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giovedì 9 aprile 2015

Un Sistema Solare "immerso" nell'acqua

(Credit NASA)

NEWS SPAZIO :- Tutti noi abbiamo ben chiaro il valore dell'acqua, per la nostra esistenza e per la vita in generale. Il nostro Pianeta è chiamato il Pianeta Azzurro per via dell'enorme presenza di questo fondamentale elemento.

E man mano che come specie ci avventuriamo fuori dai confini del nostro mondo per esplorare con tutti i mezzi possibili ciò che abbiamo intorno, ecco che l'acqua fa la sua comparsa anche in luoghi sorprendenti.

E' l'acqua in forma liquida che cerchiamo in lontani mondi come presupposto indispensabile per poter ipotizzare una qualche forma di vita.

Ed il nostro Sistema Solare sembra letteralmente brulicare d'acqua.



Gli elementi chimici che compongono una molecola d'acqua sono tra i più abbondanti presenti nell'Universo. La firma dell'acqua viene rilevata in gigantesche nubi cosmiche tra le stelle, nei dischi di materiale che costituisce un nuovo sistema planetario in formazione, nell'atmosfera di pianeti giganti che orbitano stelle lontane.

Sono molti i mondi in cui si ritiene che l'acqua in forma liquida sia presente al di sotto della loro superficie, e tanti altri in cui questa prende la forma di ghiaccio, o di vapore. Dagli asteroidi, ai pianeti nani come Cerere fino ai pianeti giganti del nostro Sistema Solare Giove, Saturno, Urano e Nettuno, insieme alle loro lune, tutti accolgono l'acqua.

Ganimede, Europa e Callisto, così come Encelado e Titano presentano forti prove della presenza di oceani al di sotto della loro superficie.

Comprendere la distribuzione dell'acqua nel nostro Sistema Solare ci dice molto su come i vari corpi celesti si siano formati più di 4,5 miliardi di anni fa da quell'unico disco di gas e polvere che circondava il nostro giovane Sole.

Lo spazio più vicino alla nostra stella era certamente più caldo e secco rispetto alle regioni più lontane, così lontane da permettere all'acqua di condensarsi.
L'ipotetica linea di demarcazione, chiamata "frost line" si trova nell'attuale orbita di Giove ed anche oggi è la distanza dal Sole a partire dalla quale il ghiaccio presente nella maggior parte delle comete inizia a sciogliersi. Questi corpi celesti diventano attivi e si pensa che i loro getti di ghiaccio d'acqua, vapore, polvere ed altri composti chimici vadano a formare la roccia che costituisce molti mondi del freddo sistema solare esterno.

Gli scienziati ritengono che all'inizio del Sistema Solare i pianeti interni fossero troppo caldi per permettere all'acqua di condensare in liquido o ghiaccio. Da qui la convinzione che l'acqua sia stata portata in tali mondi, possibilmente da comete ed asteroidi.
E la nostra Terra non fa eccezione. La sua acqua, la nostra acqua, è strettamente connessa alla grande storia del nostro Sistema Solare ed oltre.

Ed il prossimo bicchiere d'acqua che berremo, potrebbe benissimo essere stato parte di una cometa, o di un oceano di una lontana Luna, se non provenire dagli oceani di Marte.
Senza parlare dell'acqua che fa parte dei nostri corpi.

Vi lascio con questa bellissima infografica sull'acqua nel nostro Sistema Stellare.

(Credit NASA)

Enjoy!

Fonte dati, NASA.

3 commenti:

  1. solo circa 10 anni fà, le ricerche di vita ponevano come elemento indispensabile, la presenza dell'acqua come cosa rarissima.. OGGI siamo consapevoli che l'Acqua magari liquida è più presente di come immaginavamo, Ne consegue che la possibilità di trovare forme di vita come le conosciamo noi diventa MOLTO "Probabile" ;)

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  2. Dopo le conferme di Cassini su Encelado in orbita intorno a Saturno, ecco altre conferme arrivate da Hubble su Europa intorno Giove, senza dimenticare le ultime recenti, di conferme da nuovo studio di un team di ricerca coordinato dalla Brown University confermerebbe la presenza di un oceano liquido d'acqua nascosto sotto la superficie di Plutone. La ricerca combina i dati della sonda New Horizons con simulazioni al computer e modelli termici.

    Viviamo l'era di scoperte astronomica più entusiasmante che mai.

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  3. Un metodo chimico perfezionato dai ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della NASA potrebbe avere significative implicazioni per la ricerca di forme di vita su altri pianeti e lune.

    Il metodo utilizza una tecnica che si basa sull’analisi di liquidi nota come elettroforesi capillare per separare un miscuglio di molecole organiche nelle sue componenti. È stata scelta specificamente per analizzare amminoacidi, i mattoni fondamentali strutturali della vita sulla Terra.

    Il metodo è 10.000 volte più sensibile rispetto ai metodi attuali impiegati dal rover Curiosity della NASA, secondo il nuovo studio pubblicato su Analytical Chemistry.

    URL: https://www.accademiadellestelle.org/un-metodo-per-trovare-tracce-di-vita-su-altri-mondi/

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