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giovedì 19 giugno 2014

New Horizons, alla ricerca di una nuova missione dopo l'incontro con Plutone, un aiuto da Hubble!

(Credit pluto.jhuapl.edu)

NEWS SPAZIO :- Immaginiamo di essere su di un'astronave e di poter guardare il nostro Sistema Solare dall'esterno. La fantasia non ha limiti, quindi possiamo anche ipotizzare che la nostra nave spaziale sia dotata anche un dispositivo che la fa viaggiare nel tempo. Torniamo quindi indietro fino all'anno 2006, osserviamo il Sistema Solare dall'alto e poi via, avanti veloce con lo scorrere degli anni.

Vedremmo un piccolo oggetto metallico, una sonda, partire dal terzo pianeta e correre via, sempre più veloce verso l'esterno del sistema planetario.

Ormai ci sto prendendo gusto a fare queste intro un po' da film, ed anche in questo caso tutto è assolutamente vero. Sto parlando della sonda NASA New Horizons, lanciata dalla Cape Canaveral Air Force Station in Florida a bordo di un vettore Atlas V il 19 Gennaio 2006 e diretta verso il "piccolo" Plutone, che raggiungerà l'anno prossimo, nel 2015.



Per la maggior parte del suo viaggio la sonda sta viaggiando "ibernata", periodicamente viene riattivata per un controllo degli strumenti di bordo.

(Credit JHUAPL/SwRI)

New Horizons raggiungerà il punto più vicino a Plutone il 14 Luglio 2015, alle 13:49:59 ora Italiana. Ed è in quel periodo che la missione si troverà nel suo momento più importante, con lo studio del piccolo pianeta, della sua atmosfera, di cosa è composta e come di comporta, come questa reagisce al vento solare, come è fatta la superficie del corpo celeste, ecc.ecc.
Parleremo più diffusamente della missione all'approssimarsi dell'evento, e vedremo anche la dotazione scientifica di bordo.

(Credit The Boeing Company)

Si tratterà comunque di un flyby, un passaggio ravvicinato con il pianeta. New Horizons continerà la sua corsa e la notizia di oggi è proprio legata a cosa accadrà dopo che la sonda avrà lasciato Plutone.

Il team di missione sta cercando ormai da tempo un nuovo obiettivo. L'idea è di dirigerla verso un altro oggetto celeste da studiare. Ma quale?

Il nuovo target è un oggetto appartenente alla fascia di Kuiper, quella regione del Sistema Solare che va dall'orbita di Nettuno (30 UA) e che si estende fino a 50 UA dal Sole. UA sta per Unità Astronomica, ed è la distanza media tra Terra e Sole, circa 150.000.000 km.

La fascia di Kuiper è una fascia di asteroidi che corre tutta intorno al Sistema Solare come lo conosciamo noi, composta da oggetti per lo più ghiacciati.

Ad oggi però la ricerca di un oggetto target per New Horizons (KBO Kuiper Belt Object) non ha ancora dato i suoi frutti. Non è stato cioè ancora individuato un oggetto che sia raggiungibile dalla sonda.

Fino ad oggi il compito di cercare il KBO candidato era stato affidato ai telescopi a Terra (Subaru, Magellan e Keck), ma adesso si aggiunge un altro potente strumento, il telescopio spaziale Hubble.

Lo Hubble Space Telescope Time Allocation Committee ha infatti dato parere positivo per allocare uno specifico slot di tempo di Hubble per la ricerca. Hubble è uno strumento molto conteso dalla comunità astronomica, il suo tempo è una risorsa preziosa.

Hubble scansionerà un'area del cielo nella direzione della costellazione del Sagittario. L'obiettivo è tentare di identificare oggetti in orbita all'interno della fascia di Kuiper ragiungibili da New Horizons.

Per discriminare KBO dalle stelle di fondo il telescopio si muoverà alla velocità che è stata predetta essere quella a cui si muovono i KBO stessi. Le immagini risultanti quindi dovrebbero essere mosse per quanto riguarda lo sfondo e gli eventuali KBO dovrebbero risultare come puntini più nitidi.

Di questi oggetti poi dovranno essere determinate le orbite, e quindi saranno necessarie più osservazioni.

5 commenti:

  1. Sono felice Sergio di leggere che il piccolino è entrato stabilmente nei tuoi programmi divulgativi futuri :-)
    Avrò un anno in più sulle spalle, ma devo dirlo, non vedo l'ora che arrivi il momento. Qualcosa mi dice che ci lascerà qualche bella soddisfazione e/o sorpresa positiva, o almeno questa è la mia aspettativa continua da quando è partito più di otto anni fa.

    Massimo

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  2. Sergio adoro come stai continuando con quel modo di introdurre gli articoli,
    mi spiace per l'altra sera ma non ero in me.

    Vorrei capire riguardo a questa sondina, se non è veramente mai stato programmato un "domani" o se è diventato un flyby..

    Intendo che magari programmavano un orbiter e per calcoli sbagliati lo sfiora soltanto.

    Chiedo perche nn ne sono informato.

    Inoltre, invece del "tempo prezioso" che interessa l'uso di Hubble, mi domando se si sia capaci di renderlo un orbiter di Plutone, o se questa cosa è esclusa per il semplice fatto che non c'è abbastanza DeltaV per permettere alla sonda di farlo..

    Insomma secondo Sergio, secondo voi, meglio un orbiter di plutone o un viaggio verso chissà dove che richiede magari una quindicina d'anni?

    Siamo nelle prossimità del suddetto pianeta, cosa ci merita fare adesso?

    Scansionare il pianeta fra un mese, in modo dettagliato, o scansionare un corpo che nessuno conosce fra 15 anni?

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  3. Puoi considerare New Horizons - Pluto-Kuiper Belt Mission come un'erede delle sonde Pioneer a Voyager.
    La sua missione esplorativa è stata concepita fin dall'inizio così come la vedi, passaggi più o meno ravvicinati con oggetti finora mai raggiunti. Dopo l'incontro con Plutone ed il suo sistema di satelliti, l'obiettivo era GIA' proprio quello di INOLTRARSI nella fascia di Kuiper, quello che si sta facendo ORA è SCEGLIERE un obiettivo interessante e raggiungibile da sorvolare anch'esso.
    Inoltre, attraversare in generale la fascia di Kuiper, significa inoltrarsi già di per sè in un territorio tanto inesplorato del sistema solare, quanto importante da approfondirne la conoscenza per capire meglio l'origine stessa del sistema.
    Tornando a Plutone, non vedo come un occasione persa il fatto che dopo anni di viaggio la sonda non permarrà intorno ad esso per un'esplorazione dettagliata, come accaduto per gli altri pianeti fin Saturno. Non dimentichiamo che finora Plutone è totalmente sconosciuto a noi, possiamo solo immaginare cosa troverà New Horizons, e già un singolo passaggio come questo ci offrirà una mole di dati che, come accaduto in ogni precedente occasione simile, darà da studiare per interi anni. Studio che sicuramente offrirà spunti per programmare con criterio una successiva stabile esplorazione, che so, simil Galileo su Giove o Cassini su Saturno.
    Anche potendolo fare, fermandosi ora su Plutone, significherebbe avere una sonda che non è attrezzata con apparecchiature utili a farlo e quindi con scarse o nulle possibilità di ricavare qualcosa di importante da una lunga permanenza, e di contro perdere la possibilità di esplorare già negli immediati anni successivi lo spazio successivo, cosa per cui invece ovviamente è attrezzata.
    Per quanto riguarda infine le tue perplessità circa il tempo necessario per tornare su Plutone, vera attuale palla al piede anche solo per viaggi nel sistema solare esterno, è plausibile pensare che col tempo, senza attendersi miracoli, i tempi di percorrenza necessari miglioreranno ancora di qualcosina, così com'è successo già per New Horizons, che ha raggiunto velocità superiori ai suoi predecessori, Voyager compresi.

    Semmai la mia personale preoccupazione ricade interamente sui soilti vincoli di bilancio, che, come minimo e come al solito fanno raddoppiare i tempi di sviluppo di ogni missione, salvo concorrere a cassarle del tutto.

    Qualche riferimento utile:
    > circa il profilo di missione - http://pluto.jhuapl.edu/science/scienceOver.php
    > circa la velocità di punta - http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2011/03dec_newhorizons/

    Massimo

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  4. Esatto, la missione di NH è nata così. L'energia che ha dvuto accumulare per arrivare in prossimità di Plutone è tale che per rallentare la sonda fino a farla immettere in orbita intorno al pianeta sarebbe necessaria una quantità di propellente che NH non ha.
    Il punto è che quando la missione venne progettata si pensava che la fascia di Kuiper avesse più oggetti di quanti in effetti ne ha (nel frattempo le conoscenze sono aumentate). E quasi 10 anni di ricerca con i più grandi telescopi terrestri non ha portato i risultati sperati. Adesso tocca ad Hubble.

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  5. Sinceramente Sergio, cosa credi che riusciremo a scoprire d'interessante nella fascia di Kepler, che già oggi, non conosciamo?
    secondo me sarà come un Voyager 3 ed andrà fuori nello spazio intergalattico, ma con tecnologie recenti e non degli anni '70 come i voyager..e Magari dopo la Fascia di kepler, arriveranno le maggiori scoperte..

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