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venerdì 16 novembre 2012

MACS0647 JD, scoperta la galassia più distante di sempre nel nostro Universo, by Hubble!

(Immagine, credit NASA, ESA, and M. Postman and D. Coe STScI and CLASH Team)

NEWS SPAZIO :- E' quella manciata di puntolini rossi all'interno del riquadro in alto a sinistra che vedete nella foto qui in altro. E' l'oggetto più lontano nello spazio e nel tempo che sia mai stato scoperto fino ad oggi. Appena 420 milioni di anni dopo il Big Bang.

Si tratta di una giovanissima galassia a cui è stato dato il nome di MACS0647-JD.

Solamente pochi pixel colorati per la spettacolarità di queste meravigliose immagini riprese il 5 Ottobre ed il 29 Novembre 2011 dal Telescopio Spaziale Hubble, con le sue WFC3 (Wide Field Camera 3) ed ACS (Advanced Camera for Surveys).



Siamo riusciti a spingerci ad appena il 3% della vita dell'Universo, il 3% di quei 13,7 miliardi di anni che ci separano dal Big Bang. La luce di MACS0647 JD (quei pixel rossi che vediamo) ha quindi viaggiato per 13,3 miliardi di anni prima di raggiungere la Terra.

E' questa l'ultima scoperta del programma CLASH (Cluster Lensing And Supernova Survey with Hubble) che utilizza l'effetto lente gravitazionale per scoprire galassie distanti nel lontano Universo. Un team internazionale di ricercatori guidati da Marc Postman (the Space Telescope Science Institute di Baltimora, Maryland) usa l'enorme massa di giganteschi ammassi di galassie come telescopio per ingrandire oggetti distanti che si trovano 'dietro' di essi rispetto al punto di osservazione (maggiori dettagli qui).

Durante il suo cammino, dopo circa 8 miliardi di anni da quando è stata generata, la luce emessa da MACS0647-JD ha subito delle deviazioni intorno al cluster massivo di galassie MACS J0647+7015. Ciò ha avuto lo stesso effetto di una lente, amplificando la luce e permettendo a questa di giungere fino a noi.

L'enorme gravità del cluster ha amplificato la luce di MACS0647-JD anche fino ad otto volte consentendo di essere rilevata con certezza dalla nostra tecnologia.

Che cosa si è visto? La luce di MACS0647-JD ci dice che questa era una galassia molto piccola, meno di 600 anni luce di estensione (forse si trovava nei primi step per formare una galassia più grande).
Per confronto la nostra Via Lattea ha un'estensione di 150.000 anni luce.

Le fotocamere WCF3 ed ACS di Hubble hanno osservato questa piccola galassia con 17 filtri, dal near-ultraviolet al near-infrared. Solamente con i filtri più 'rossi' però questa è stata individuata.

Gli studiosi quindi hanno ipotizzato o che MACS0647-JD emettesse radiazioni solamente nelle lughezze d'onda più rosse oppure che la galassia fosse estremamente distante e che la sua luce fosse 'shiftata verso il rosso'.

Il team di astronomi ha identificato immagini multiple di otto galassie che sono state osservate tutte tramite la lente gravitazionale composta dal grosso gluster di galassie.
La posizione di queste otto galassie osservate ha consentito ai ricercatori di produrre una mappa della massa del cluster, la quale risulta essere composta principalmente da materia oscura.

Il risultato del loro lavoro verrà pubblicato nel numero del 20 Dicembre della rivista Astrophysical Journal.

Guardate qui



Enjoy!

Fonte dati, NASA.

7 commenti:

  1. WOW! L'Hubble non smette mai di stupire! ^^

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  2. Claudio Costerni17 novembre 2012 20:44

    Mi chiedo quanti effetti ed alterazioni ha subito quel piccolo rubino di luce, quali deformazioni quei fotoni hanno in realtà subito dalle lenti, dai prismi, dai filtri gravitazionali durante il lungo percorso di oltre 13 miliardi nello spazio profondo che separa noi e lui, fotoni che hanno attraversato uno spazio in continua frenetica, quasi immutabile trasformazione ed in cui la materia nel suo complesso aspetto non è e non sarà mai come la vediamo nell'istante in cui lo osserviamo!

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Claudio, Carl Sagan ha detto "il cielo é una foto del passato". Ma la cosa che più a me affascina é l'avere imparato che esiste una "bolla osservabile" di raggio pari all'età dell'universo (13,72 miliardi di anni luce), oltre la quale le nostre osservazioni non possono spingersi perché la relativa luce non ci ha ancora raggiunto!!! E se anche esistessero galassie oltre e anche altri universi coevi al nostro e al di là di questa, noi non potremo mai saperne nulla, in nessun modo. Frustrante...

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  5. Claudio Costerni18 novembre 2012 18:45

    Io dico che non è una foto, ma è una rappresentazione deformata, un abbaglio di luce, troviamo un termine migliore, se vogliamo.

    È il complesso, è la somma di una quantità smisurata, quasi infinita di foto (ovvero di rappresentazioni).
    Soprattutto quando guardiamo in un angolo molto più ampio di questo piccolo angolo visuale di una frazione grado.
    È un complesso che ci mostra nello stesso momento, degli istanti, che fanno parte di tempi (e quindi di materia, realtà fisica) diversi, fuso e deformato a causa della velocità limitata, non infinita della luce.
    Idem se per "guardare", analizzare questa materia, usiamo dei radiotelescopi.
    Se, in una bella giornata di sole andiamo sulla vetta di una montagna, con o senza la compagnia di Astorre, possiamo guardare in diretta ciò che ci circonda e vedere e fotografare il paesaggio, quindi la realtà del momento, perché, con buona approssimazione, in questo "ristretto" punto di osservazione tutto ci arriva agli occhi ed alla fotocamera nello stesso tempo, nello stesso istante.
    Ma già l'immagine del sole, in realtà, quando non si nasconde dietro una nuvola, la vediamo, come era in un tempo diverso, come era circa 8 minuti e 20 secondi prima.
    La luce solare ci mostra la nostra realtà, l'ambiente che ci circonda in quel momento, anche quello lontano all'orizzonte mediante una luce che appartiene già al passato.

    Questo visto su una scala dimensionale così piccola, ma ora espandiamo il concetto all'universo intero e dopo uno straordinario tramonto, ancora sulla vetta, aspettiamo la notte e godiamoci la rappresentazione che la luce dell'universo ci pennella come un quadro astratto, tangibile ma irreale!

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    1. Concordo.

      E mi mette un'angoscia a volte..cerco di immedesimarmi in questo quadro,ma la mente non ha questa capacità sovrumana di realizzare quindi QUALE SIA in effetti il QUADRO ATTUALE nel singolo secondo che esistiamo..pazzesco..tutto ciò che supera i 10 anni luce è talmente DIVERSO come poszione che è...incredibile.E flop...il cervello si spegne e torno a guardare un'orsetto o un camoscio.E allora torna la serenità.

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  6. Claudio Costerni19 novembre 2012 01:18

    Giorgio, Livio,

    io non sento questo disagio, non provo angoscia e non sento frustrazione quando vedo e penso a tutte quelle stelle, alle galassie, allo spazio visibile ed a quello invisibile, ai limiti che abbiamo nel concepire col pensiero e vedere con gli occhi distanze così grandi, non devo e non posso confrontarmi direttamente od affrontare tutto questo con il mio limitato, fragile corpo fisico.

    Questo mi comunica un sentimento piacevole che non so descrivere, non mi schiaccia, anzi, mi comunica pace interiore, mi fa brillare gli occhi, sorridere, ridimensionare i problemi della vita.

    Laura B., tu cosa dici? Ci segui ancora?

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