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giovedì 18 ottobre 2012

X1, un nuovo prototipo di esoscheletro robotico per lo spazio e per la Terra, video by NASA!


NEWS SPAZIO :- Parliamo di robotica e del nuovo Spin Off NASA derivato direttamente dalla tecnologia di Robonaut 2.

Parliamo cioè di X1, un progetto di esoscheletro robotico che oltre ad avere interessanti possibili applicazioni sulla Stazione Spaziale Internazionale potrebbe essere molto utile anche sulla Terra per l'assistenza alle persone paraplegiche. Si tratta di tecnologie sperimentali quindi il condizionale è d'obbligo.



La NASA, il Florida Institute for Human and Machine Cognition (IHMC) di Pensacola e l'Oceaneering Space Systems di Houston hanno sviluppato un esoscheletro indossabile per facilitare, assistere o inibire i movimenti degli arti inferiori.

Nella modalità "inibizione" X1 potrebbe essere utilizzato in orbita come dispositivo per il necessario allenamento degli astronauti in regime di microgravità. Opporre resistenza al moto può consentire all'operatore di sforzare e quindi di esercitare le proprie articolazioni inferiori.

La stessa tecnologia sulla Terra potrebbe essere utilizzata per moltiplicare ad esempio la capacità di trasportare pesi oppure, usata nel verso opposto, per facilitare, assistere un portatore di disabilità durante i movimenti.


Tutto il settore della robotica trova nell'esplorazione spaziale un ampio terreno di sviluppo e sperimentazione.
Partiamo dai semplici manipolatori remoti in cui tutta l'intelligenza sta nell'operatore umano che li utilizza, pensiamo ad esempio al braccio robotico della Stazione nel compito di catturare un visiting vehicle, fino a compiti svolti interamente dalla macchina con un proprio grado di autonomia.

X1 ha 10 gradi di libertà (DOF, Degree Of Freedom) e viene indossato come in figura, sopra le gambe con un cablaggio che raggiunge schiena e spalle.

Si tratta comunque di una tecnologia ancora in fase di ricerca e sviluppo che necessita quindi di sviluppare e maturare.

Altri possibili utilizzi potrebbero essere l'assistere astronauti che lavorano sulla superficie di un corpo celeste, aumentandone magari la forza, migliorandone i movimenti in ambienti a gravità ridotta o magari anche a gravità maggiore rispetto alla Terra.

Qui sulla terra IHMC è interessata a sviluppare la tecnologia di X1 per compiti di "camminata assistita". Integrando particolari algoritmi proprietari X1 ha il potenziale di produrre movimenti e supportare attivamente "la camminata" in ambienti e condizioni diversificate.

Il potenziale di X1 si estende ad altre applicazioni tra cui la riabilitazione, la modifica del passo scaricando grandi quantità di peso da chi lo indossa. Studi preliminari sembrano indicare che X1 è più comodo e più facile da utilizzare rispetto ad altri precedenti esoscheletri.

Date un'occhiata a questo video dimostrativo



Enjoy!

Immagini, credit NASA, Robert Markowitz.

8 commenti:

  1. Mi fa pensare ad un inizio d'armatura come quella di Iron Man!

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  2. Mi fa pensare ai tanti utilizzi... anche quelli negativi.
    La tecnologia potrebbe aiutarci moltissimo se ben usata, ma siamo in grado di usarla bene?

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    Risposte
    1. Di fatti un prototipo simile, e gia' stato
      testato dall'esercito USA in Afghanistan.
      Scopo, portare carichi bellici (munizioni
      e armi) su zone impervie dove jeep e cingolati non possono operare.

      Daniele

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  3. Claudio Costerni20 ottobre 2012 23:09

    Come tutte le cose, si possono usare bene ed anche male.
    I nostri veicoli terrestri come li usiamo? Bene e male, e poi loro ci aiutano e ci avvelenano allo stesso tempo!
    L'acqua ci dà la vita ma ci può anche far morire.
    Il sole idem.
    Quasi tutta la nostra tecnologia ci pone sempre gli stessi eterni dubbi.

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  4. La tecnologia per quanto possa essere affascinante resta sempre uno strumento. Il primo di questi forse è stato la clava, o un osso usato come tale. Uno degli ultimi è la Stazione Spaziale Internazionale.

    La capacità poi di fare del bene o del male dipende esclusivamente da chi utilizza tali strumeti. Vorrei però aggiugnere che più sono complessi gli strumenti e maggiore 'conoscenza' è necessaria per poterli usare al meglio. Un loro uso 'empirico' può portare anche qui a fare danni, anche se animati da buone intenzioni.

    Conoscere poi la portata dell'azione di uno strumento (cosa può fare, fino a dove può spingersi, ecc.ecc.), crearne cioè una sorta di 'cultura' intorno, penso sia altrettanto importente per poter valutare se e come utilizzarlo.

    Ma in ultima analisi è la mano che impugna il coltello quella che ne ha la piena responsabilità.

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  5. Senza la IIa Guerra Mondiale avremmo una tecnologia ancora obsoleta di 200anni..forse la radio l'avremmo scoperta ma MOLTO più tardi..e un sacco di altre cose..persino il trasporto "normale" di persone e cose via aereo.

    Insomma..

    Forse non piace a nessuno capirlo: MA senza GUERRE saremmo alla clava.

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  6. Vero Giorgio, ma questa umanità non può permettersi un'altro conflitto globale... oppure tornerà davvero a combattere con la clava, se sopravviverà.
    Domanda: che accadrebbe se questa umanità invece di combattersi per accaparrarsi le risorse - limitate - presenti sulla Terra si unisse per andarle a cercare nello spazio? Utopia? Forse sì, ma abbiamo alternative?

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  7. Leggo spesso i commenti da "senza paura"
    di Astore.
    Le stesse parole di migliaia di giovani Italiani
    che si arruolarono volontari nella prima e seconda
    guerra mondiale, convinti di fare una "scampagnata"
    e che avrebbero sbaragliato il nemico in
    poche settimane, e sarebbero tornati sani e salvi
    dopo un epica avventura.
    Cambiarono tragicamente idea,
    e non tornarono vittoriosi al galoppo
    con il sole che tramonta alle spalle.
    Insomma anche a me picciono i
    videogames di guerra dove sbaraglio
    il nemico, comondamente in poltrona tra
    birra e patatine fritte.
    Ma sguazzare nel fango a meno dieci
    con la pancia vuota,mentre le bombe
    esplodono e vedere i propri amici
    ridotti in marmellata credo che sia
    molto meno esaltante.
    Riguardo alla evoluzione tecnica durante
    la guerra e' solo un fatto politico.
    Se sono riusciti a fare innovazione mentre
    l'Europa Bruciava sotto le bombe e con le strutture
    devastrate e impoverite,significa che
    avrebbero tranquillamente potuto farle
    in tempo di pace, e anche meglio.
    Semplicemente non gli interessava
    Lo fecero solo perche' costretti, e per
    mantenere lo status delle proprie elite' politiche,
    che se se conquistate, sarebbero state soppiantate,
    e non per il bene del popolo.
    Ringrazia che la nostra generazione e' stata la
    prima in millenni che non ha fatto una guerra.
    Altrimenti scriveresti cose ben diverse....
    fidati...senza contare che le stime in caso di
    Terza Guerra mondiale si aggirano intorno
    ai tre miliardi di morti....e io non
    vorrei finire sulla lista...e tu ?

    Daniele.

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