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venerdì 12 ottobre 2012

Curiosity, i risultati delle analisi chimiche effettuate sulla roccia Marziana Matijevic, by NASA!

(Immagine, credit NASA/JPL-Caltech/MSSS)

NEWS SPAZIO :- Alcune settimane fa il Mars Science Laboratory Curiosity nel suo cammino verso Glenelg aveva incontrato un pezzo di roccia Marziana, chiamata Jake Matijevic.

Questo è stato il primo campione ad essere stato analizzato con lo spettrometro Alpha Particle X-Ray Spectrometer (APXS) montato sul braccio robotico del rover. Anche il laser sulla sua testa gli ha sparato contro e la Chemistry and Camera (ChemCam) ha fatto il suo lavoro.

I dettagli a questo URL

Adesso la NASA ha pubblicato i risultati di queste analisi, risultati scientificamente molto interessanti. Matijevic presenta una composizione molto più varia rispetto a quanto poteva sembrare tenendo conto delle precedenti missioni. Per alcuni versi questa roccia ricorda alcune rocce insolite presenti all'interno del nostro Pianeta.



Studiare la chimica delle rocce ci rivela importanti aspetti dell'evoluzione di un pianeta.
Edward Stolper (California Institute of Technology di Pasadena) co-investigator della missione Curiosity: "Questa roccia ha una forte corrispondenza nella sua composizione chimica con un insolito tipo per quanto ben conosciuto di roccia ignea individuata in molte provincie vulcaniche della Terra.
"Con una sola roccia Marziana di questo genere è difficile sapere se sono stati coinvolti gli stessi processi [tra Terra e Marte], ma è un ragionevole punto di partenza per pensare alla sua origine".

Sulla nostra Terra le rocce che hanno composizione chimica simile alla roccia Marziana Matijevic hanno origine da processi che si svolgono nel mantello, al di sotto della crosta, in seguito alla cristallizzazione di magma relativamente ricco di acqua esposto ad alte pressioni.

Le analisi della roccia Marziana hanno rappresentato anche la prima occasione per confrontare i dati provenienti dai due differenti strumenti di Curiosity usati, APXS e ChemCam.
Secondo Ralf Gellert (APXS Principal Investigator della University of Guelph in Ontario, Canada) "... Matijevic è una specie strana di roccia Marziana. Ha un alto contenuto di elementi consistenti con il feldspato [un tipo di roccia che costituisce il 60% circa della crosta Terrestre], ed un basso livello di magnesio e ferro.

Roger Wiens (ChemCam Principal Investigator del Los Alamos National Laboratory, New Mexico): "E' da Agosto che ChemCam sta individuando composti che fanno pensare al feldspato e ora siamo più vicini ad averne conferma con i dati di APXS, sebbene vi siano test aggiuntivi ancora da fare".

Ma Curiosity al suo interno ha altri laboratori chimici per analizzare la roccia Marziana, CheMin (Chemistry and Mineralogy) e SAM (Sample Analysis at Mars) che sono ancora in fase di attivazione.

E' interessante dare un'occhiata al seguente grafico in cui sono presentati i dati ottenuti da ChemCam in quattro punti distinti di osservazione (sui 14 analizzati)

(Immagine, credit NASA/JPL-Caltech/LANL/IRAP)

Siamo nella porzione degli ultravioletti dello spettro elettromagnetico. Sono evidenziati all'interno di rettangoli i grandi picchi di emissione che corrispondono a regioni relative ai maggiori elementi chimici.

Ad esempio, il punto di osservazione 45-1 è ricco di magnesio e relativamente ricco di ferro, suggerendo quindi una composizione indicativa del minerale olivina. Il punto 45-2 è ricco di ferro e titanio, forse si tratta di ilmenite.

Nell'osservazione 48-10 invece abbiamo silicio, alluminio, sodio e potassio, cosa che indica una molto probabile presenza di feldspato. Il 48-14 ha molto calcio ed una moderata presenza di magnesio, consistente con il minerale pirosseno.

I primi tre spettri (le differenti lunghezze d'onda della radiazione registrata dallo strumento) sono la media delle sessioni di sparo con il laser dalla 6 alla 30. L'ultimo invece è la media dei "laser zap" dal 21 al 30.

Fonte dati, NASA-JPL.

14 commenti:

  1. ok, spettacolare scoperta, Marte nel passato aveva i vulcani.. ops.. possiede il piu gran volcano di tutto il sistema solare....scusate lo sfogo

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    1. Gianni, si chiama esplorazione...
      Tutti noi vorremmo trovare un teschio di tirannosaurus martianis rex in mezzo al cratere Gale, ma desiderare è una cosa e vivere la realtà oggettiva è un'altra...
      Disponiamo di un dispositivo potente che sta esplorando un altro mondo, a caccia di tracce di un ambiente favorevole alla vita microbica.
      Non capisco proprio la tua delusione e la tua necessità di sfogarti.

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  2. E' incredibile pernsare che questa roccia un giorno (lontano) sara' (sicuramente) prelevata e esibita in un museo dedicato all' epoca
    pioneristica dell'esplorazione spaziale,
    insieme a Sojourner e altri cimeli.
    O forse verra' venduta ad un asta .

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  3. Già..quando noi forse saremo polvere..è proprio strano pensarlo..e un pelo malinconico..COSA ci perderemo amici miei?..

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    1. Niente, il mondo finirà prima!

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    2. Ragazzi, non è possibile guardare all'esplorazione spaziale con il pessimismo che avete addosso.
      Scrollatevelo di dosso, è la migliore cosa che potete fare!

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    3. Io ero ironico, non pessimista :)

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  4. Anche nel caso il mondo finisca prima,
    vi e'cmq la remota possibilita' che altre civilta'si imbattano in una delle nostre sonde immerse nello spazio profondo, tracciandone la rotta potrebbero risalire al nostro sistema.
    Forse la Terra non presentera' piu' i segni della civilta' umana, ma sulla Luna, su Marte,
    su Titano ecc troverebbero le nostre sonde
    abbandonate.
    Forse le riporterebbero nei loro mondi consegnandole agli studiosi per capire quale civilta' le avesse lanciate e chissa' forse
    finirebbero in un "museo Alieno".
    Puo' sembrare improbabile, ma anche il
    cacciatore preistorico che getto' per terra la punta ormai scheggiata della sua lancia, non avrebbe mai osato immaginare che tale scheggia ora giace in un museo visitato da centinaia di persone.

    Daniele

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  5. La questione è che per me (e spero per molti altri appassionati) si sperava che l'esplorazione spaziale umana (e non) andasse un pò più celermente in modo da vedere qualcosa nel'arco della propria vita.
    Invece il tempo passa e si muove molto poco.

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    1. Credo che la miglior risposta sul perche' venga dalle presidenziali americane.
      Mi riferisco allo sfogo di Romney sul perche' non fosse possibile aprire i finestrini sugli aerei di linea.
      Ecco pensa che questo personaggio sara' molto probabilmente il nuovo presidente degli Stati Uniti.
      Se lo stato delle cose e' questo qui' puoi immaginarti il perche' del "ritardo" sull'esplorazione spaziale !!

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    2. Dobbiamo sperare che l'ingresso dei privati u.s.a., l'aggressivo programma spaziale cinese e il programma SLS nasa, diano il via a quello che gia'nei prossimi 5 anni si preannuncia come il vero inizio della "panspermia" umana nello spazio.
      Giorgio

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    3. Forse i cinesi, ma con i privati la vedo dura.
      L'SLS, poi... lo vedo bene per un ritorno sulla Luna, niente più.
      Per Marte ci vuole ben altro.

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  6. Si Marcello ma mi riferivo ai privati per l'orbita bassa, almeno inizialmente, quanto all'SLS calcola che e'l'inizio di un percorso che comunque contribuira'a portare l'uomo ben oltre la distanza della luna.
    Allora cosa dovremmo dire dell'ESA, che non ho nominato perché', pur avendo la sua importanza, non dispone di un proprio mezzo per mandare i propri astronauti nello spazio?
    Come dice l'entita'aliena nel film Contact, "A piccoli passi...".
    Giorgio

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