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giovedì 28 giugno 2012

Marte e la regione Tyrrhena Terra, tanta acqua nel sottosuolo per molto tempo, by ESA Mars Express e NASA Mars Reconnaissance Orbiter!

(Immagine, credit Mars Express HRSC, ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum); NASA/MOLA Science Team; D. Loizeau et al.)

NEWS SPAZIO :- Andiamo su Marte e parliamo dei crateri da impatto, quelli cioè che si creano quando un corpo celeste colpisce la superficie planetaria. Questi sono molto importanti per lo studio di un pianeta, in special modo nel caso di Marte, proprio perché noi siamo a grande distanza ed i nostri "strumenti" di osservazione (le sonde orbitali in questo caso) possono solamente compiere analisi "remote".

Discorso a parte per il prossimo arrivo di Curiosity, ma non è questo il caso. La notizia oggi è un nuovo studio riguardante Marte compiuto con i dati registrati dalle sonde Europea Mars Express ed Americana Mars Reconnaissnce Orbiter (MRO).



L'area oggetto di analisi è una zona di circa 1000x2000 Km2 (la vedete nell'immagine qui sotto, nel rettangolo bianco all'interno del riquadro in alto a destra) che si trova nell'antica regione Tyrrhena Terra negli altopiani meridionali.

(Immagine, credit NASA/MOLA Science Team /D. Loizeau et al.)

Sono stati analizzati vari crateri da impatto di differenti dimensioni con l'obiettivo di comprendere le dinamiche dell'acqua nell'antico passato del Pianeta Rosso. I risultati ottenuti continuano ad andare nella direzione che una volta Marte ospitava molta acqua, anche nelle sue profondità.

In particolare, studiando le rocce espulse dal sottosuolo durante la formazione di crateri da impatto, sono state individuate prove del fatto che l'acqua è rimasta in profondità per un lungo periodo di tempo, durante il primo miliardo di anni dell'esistenza del Pianeta Rosso.

Queste rocce sono molto importanti perché per dirla molto semplicemente è un po' come se fossero dei carotaggi effettuati dalla natura a nostra disposizione. E' un'opportunità unica per analizzare del materiale che una volta si trovava al di sotto della superficie.
Crateri più grandi corrispondono ad impatti con maggiore energia e quindi le rocce espulse provengono da maggiori profondità.

Studiando inoltre la chimica delle rocce incastrate nelle pareti, nei bordi e nelle elevazioni centrali di tali crateri, gli scienziati hanno identificato ben 175 siti in cui i minerali presenti si sono formati in presenza di acqua.

Le parole di Damien Loizeau, autore principale dello studio: "La vasta gamma di crateri di differenti dimensioni studiati, da meno di 1 Km fino a 84 Km di diametro, indica che questi silicati idrati sono stati scavati da profondità che variano tra le decine di metri  fino a chilometri. La composizione delle rocce è tale che l'acqua sotterranea deve essere stata presente per un lungo periodo di tempo, per essere stata in grado di alterare la loro chimica".

Un altro elemnto importante da considerare è che il materiale roccioso che si trova tra un cratere e l'altro e che non proviene da impatti (quel materiale cioè che non era nel sottosuolo) non mostra significative alterazioni chimiche dovute all'acqua.

"La circcolazione dell'acqua ha avuto luogo a vari chilometri di profondità nella crosta, circa 3,7 miliardi di anni fa, prima che si formassero la maggior parte dei crateri di questa regione" sono le parole di Nicolas Mangold, coautore della ricerca.
"L'acqua ha generato una vasta gamma di cambiamenti chimici nelle rocce, cambiamenti che riflettono sia le basse temperature in prossimità della superficie che le alte temperature presenti in profondità, comunque senza una relazione diretta con le condizioni presenti in superficie".

Possiamo fare un confronto con Mawrth Vallis, una delle regioni di Marte in cui è stata identificata la più grande presenza di materiale argilloso, tra l'altro uno dei possibili sit idi atterraggio di Curiosity.
Tale regione mostra infatti una mineralogia acquosa più uniforme, cosa che indica un legame più stretto con processi avvenuti in superficie.

Fonte dati, ESA.

8 commenti:

  1. Sto pianeta.."morto".

    Chissà che non ci riservi sorprese epocali prima o poi.

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  2. Chissà... un giorno potremo trovare nel sottosuolo l'ultimo rifugio dei vecchi marziani...oppure un mausoleo con annessa stele che ci racconterà di quali meraviglie il popolo marziano ed il loro pianeta erano capaci!!Oppure una banca del seme per preservarne l'originalità del genoma come stiamo facendo noi nel "Deposito sotterraneo globale dei semi di Svalbard"È localizzato vicino alla cittadina di Longyearbyen, nell'isola norvegese di Spitsbergen, nel remoto arcipelago artico delle isole Svalbard a circa 1200 km dal Polo Nord.
    Anche Marte avrà avuto dei luoghi più sicuri di altri dove preservare il più a lungo possibile la traccia di vita intelligente,anche se non abbastanza evidentemente, per vincere le forze oscure che governano l'universo!
    Oppure potremmo trovare nelle viscere, grandi grotte con un ecosistema chiuso che ancora pulsa di vita...

    By Simo

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  3. ..e questo tuo ultimo argomento, caro Simo, credo che avrà una buona probabilità di trovare conferme secondo me!!!

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  4. ...e temo molto per l'ecosistema in questione.

    l'Uomo e' assolutamente antropocentrico,spaccone,egoista e falsamente pacifico,idolatra ciò che "assomiglia a Dio" (ovvero a SE Stesso e stop) aborre ciò che è diverso..figuriamoci se incontrassimo dei rettiloidi intelligenti..o aracnidi..sarebbero finiti all'istante.
    Amen..

    L'Uomo al momento NON è preparato psicologicamente,culturalmente e soprattutto RELIGIOSAMENTE ad un'incontro con altre razze viventi..figuriamoci se fossero PURE intelligenti o maggiormente intelligenti di noi e NON ci piacessero a pelle.
    Mangiamo mucche noi occidentali,ma schifiamo i serpenti..oppure viceversa..vedete un pò voi quanta speranza ha una qualsivoglia forma di vita indigena a contatto con la "dialettica" Umana..

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  5. Sei incavolato come una biscia pestata! Tu dici?? Di certo Star Trek é avanti anni luce rispetto ai canoni odierni di etica.

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  6. Attualmente non credo che ci siano pericoli imminenti per le specie itelligeenti dell'universo, è probabile che riusciremo a superare i problemi di velocità, sicurezza e comunicazioni a distanze astronomiche solo fra molto tempo, nel frattempo o ci saremo estinti con buona pace intergalattica, oppure ci saremo evoluti come specie diventando l'homo polysapiens e tutto l'universo ne converrà felicemente!
    Per quanto mi piacerebbe, trovare forme di vita intelligenti abbastanza da avere un forma di comunicazione complessa, su Marte immagino di poter trovare ecosistemi chiusi simili alla terra, quindi al massimo qualche alborella^_^
    TROGLOBI: dal greco antico “che vivono in grotta come;
    LIMIVORI: traggono
    nutrimento da limo e
    argille (lombrichi,
    crostacei, larve di insetti o i rispettivi marziani)
    BATTERI autotrofi ed eterotrofi
    che vivono nei fanghi e nelle argille
    FUNGHI: notevole fonte di cibo, con i loro sviluppatissimi miceli,
    e chissà cos'altro!
    C'è da dire che una volta che ci saremo su Marte dovremo necessariamente
    usare le risorse del pianeta, senza le quali non possiamo farcela a lungo termine, senza contare che oltre alla ragione scientifica per andare su Marte, c'è una ragione strettamente legata alla sopravvivenza della specie, cosa prioritaria a tutte le specie sia vegetali che animali!
    Secondo me il difficile sarà uscire dalla "culla solare", se dovremo depauperare il sistema solare x sopravvivere lo faremo è scritto in nei geni di tutte le specie, sopravvivere e riprodursi il più possibile il più lontano possibile, garantendo a scapito delle altre specie la sopravvivenza genetica!

    By Simo

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  7. Ma i Limivori sono autotrofi?

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