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lunedì 17 ottobre 2011

Studio Boeing per una nuova navetta spaziale per il trasporto di astronauti derivata dallo spazioplano segreto X-37B

(Immagine, credit US Air Force)

NEWS SPAZIO :- Conoscete senza dubbio la società  Boeing, e se leggete questo blog probabilmente ricorderete che la compagnia americana è impegnata nella costruzione della capsula spaziale CST-100 per il trasporto di  astronauti da e per l'orbita bassa Terrestre (LEO, Low Earth Orbit) e quindi anche per la Stazione Spaziale Internazionale

Recentemente Boeing ha reso pubblico che è in corso uno studio per un'evoluzione della navetta X-37B Orbital Test Vehicle (OTV), lo spazioplano robotico militare segreto della US Air Force, con due missioni di test all'attivo di cui abbiamo parlato in questo precedente post


Lo studio proposto ne farebbe evolvere l'architettura per realizzare una navetta spaziale per il trasporto sia di rifornimenti che di astronauti, anch'essa in orbita LEO (e per la ISS).



La Boeing è la società che ha fisicamente costruito l'X-37B ed il suo studio si rifà alle origini iniziali del progetto NASA dell'OTV, prima che questo venne passato alla DARPA (maggiori dettagli li trovate qui).

(Immagine, credit NASA)

Sono tre le fasi principali che caratterizzano questo studio (X-37B evolution study). La prima di queste prevede che un OTV analogo a quelli utilizzati dalla US Air Force per i suoi recenti voli dimostrativi - 8,8 metri di lunghezza - raggiunga la Stazione Spaziale Internazionale. Nella sua attuale configurazione la navetta viene lanciata all'interno di una carenatura di 5 metri in cima ad un razzo Atlas V, avrebbe una modesta capacità carico in grado però  secondo la Boeing di portare sulla Stazione oggetti di ricambio tipo giroscopi, pompe.

La seconda fase prevederebbe la realizzazione di una versione più grande del 165% rispetto all'attuale OTV (scaled-up version), lunga quindi 14,32 metri (47 piedi) e grande abbastanza per trasportare sulla Stazione componenti di ricambio più grandi.

La terza ed ultima fase dello studio Boeing culmina con la certificazione al volo umano di quanto previsto dalla fase precedente, proprio per il trasporto di astronauti sulla ISS, da 5 a 7 persone.
Insomma, una versione mini di uno Space Shuttle automatico per attività civili di trasporto da e verso la Stazione Spaziale Internazionale.

La NASA non sembra però molto interessata al progetto, se non come un eventuale piano di backup nel caso in cui le società commerciali con cui l'Agenzia Spaziale Americana ha già contratti per i rifornimenti alla ISS non fossero in grado di onorare tali contratti. Un'ipotesi quest'ultima al momento poco probabile, aggiungo io. La tecnologia dell'X-37B è però certamente interessante dal un punto di vista tecnologico ed i suoi voli dimostrativi ne certificano sicuramente le potenzialità.

Fonte dati, Aviation Week.

5 commenti:

  1. :)))) ah,ah,ah...la NASA NON E' interessata?
    fanno proprio bene, certo sono troppo indaffarati a disperdere i capitali in questo o quel progetto in modo da creare posti di lavoro....

    Mi sembra di aver scritto una volta che avremmo parlato di navi alate in cima ad un petardo,

    He proprio vero che alla fine chi fa le cose sono sempre i militi.
    Forse perché non hanno mai chiuso le illustrazioni Collector's di Von Braun.

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  2. Io ritengo semplicemente che la Nasa non sia interessata perchè il costo di lancio di questo veivolo, con un Atlas V è semplicemente molto maggiore del Dragon di Space X. E penso abbiano anche ragione.

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  3. Credo anche io che difficilmente se ne farà qualcosa.

    Le tecnologie testate risolvono alcune debolezze dello shuttle come ad esempio lo scudo termico ma credo che difficilmente la NASA possa finanziare un altro progetto oltre a Cygnus, Dragon e SLS.

    Anzi, credo che avrà grosse difficoltà a finanziare anche questi!

    L'X-37 ha il pregio che nel rientro il carico è sottoposto a sollecitazioni non superiori a 1,5 G permettendo il rientro a terra anche di carichi delicati quali cristalli semiconduttori purissimi prodotti in orbita. Le capsule come la Dragon vengono sottoposte a carichi ben più gravosi in rientro.

    Ma non credo sarà sufficiente questo per motivare la NASA.
    Come ha detto Aledojo una Dragon su Falcon 9 costa sicuramente meno (sempre che la SpaceX mantenga le promesse).

    Non credo neppure che la Boeing spingerà più di tanto visto quello che stanno investendo sulla CSt 100.
    Qualche possibilità potrebbere venire dal Pentagono ma ho sentito che sono anche loro un pò tiepidini sull'argomento.
    Speravo che lanciassero per la seconda volta l'esemplare che ha volato l'anno scorso, anche per dimostrare l'effetiva riusabilità, ma forse se non ci sono novità il programma X-37 potrebbe finire con il rientro dell'esemplare in orbita.

    Sergio, hai notizie più aggiornate o comunque positive a riguardo?

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  4. Il progetto e'essenziale per far rientrare carichi a bassa accelerazione g e prima o poi la cosa si rendera'necessaria, non ora che i costi devono essere abbassati ma in futuro dovremo per varie necessita'avere affinato la tecnologia per il rientro morbido.
    Yuri

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  5. @Lucio: ottimo commento Lucio, grazie. Quello che so io è che forse è in programma una terza missione di OTV che utilizzi il primo esemplare OTV-1 protagonista del primo volo.
    Il punto però è che in questo momento OTV è l'unico asset americano per raggiungere l'orbita LEO. La sua tecnologia è interessante e secondo me era quasi inevitabile che qualcuno ne proponesse un'evoluzione. La Boeing - che di fatto lo ha costruito - è stata di fatto la scelta più ovvia. I noti problemi di budget sono però sotto gli occhi di tutti...
    Che si arrivi ad una proposta indirizzata ai partner internazionali della ISS per la realizzazione dell'X-37C?

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