(Immagine, credit NASA)
NEWS SPAZIO :- Leggo sempre più spesso, sia nei commenti ai post di questo blog che navigando in rete, che dietro molti interventi - troppi - è ancora presente una sorta di competizione, di giudizio nei confronti delle varie nazioni impegnate in programmi spaziali.
C'è chi critica l'attuale posizione dell'America, chi qualunque cosa essa faccia, chi osanna invece lo sforzo Cinese, chi da quest'ultimo ne è spaventato. Vi sono commenti che considerano l'America come il grande faro nel mondo spaziale, chi si aspetta di più dall'Europa, chi critica e teme l'ingresso delle industrie private... e chi più ne ha più ne metta.
Certamente dico una banalità sottolineando che ogni opinione ha eguale dignità e rispetto così come dico un'altra banalità affermando che ogni pensiero debba essere esposto con rispetto e civiltà.
Quello che però mi passa per la mente leggendo queste prese di posizione a favore o contro questo o quello è che ancora non è stato compreso un punto fondamentale del fare-spazio.
Esplorare lo spazio, insediarsi permanentemente sulla Luna ed oltre e sfruttarne le risorse è un'opera - ecco un'altra banalità - estremamente difficile e complicata, se non impossibile attualmente.
Tale opera richiede non solo uno sforzo tecnologico a livello di razza umana, ma una vera e propria rivoluzione mentale, una nuova filosofia, un nuovo modo di porci come esseri umani, prima di tutto qui sulla Terra. Le nazioni più grandi ed impegnate sembra che si stiano rendendo conto, molto lentamente - con quelli che sono i tempi della politica internazionale - che per fare-spazio è più semplice, più conveniente lavorare insieme.
Certi obiettivi poi non potrebbero mai essere alla portata di un'unica nazione.
Sto parlando di collaborazione internazionale, di come sembra che sia sempre più presente un po' in tutta la comunità spaziale terrestre.
Voglio aggiungere che è la prima volta nella storia dell'uomo che abbiamo la possibilità di non accendere conflitti con stati vicini per conquistare risorse-territori-ricchezze. E' forse la prima volta che possiamo renderci conto che conviene fare proprio l'opposto, collaborare, lavorare insieme per realizzare gli immensi sforzi necessari per procurarci queste risorse oltre la Terra.
Curiosamente poi questo periodo di crisi internazionale fa mettere ancora più attenzione alle spese e quindi in questo senso potrebbe essere uno strumento di accelerazione proprio nella direzione di cooperare, dividere i costi e condividere i risultati (e non soltanto in ambito spaziale).
Basterebbe un minimo esercizio di buonsenso per renderci conto che invece di progettare, costruire e lanciare tre missioni indipendenti di esplorazione Lunare, se ne potrebbe farne una sola sotto la bandiera più ampia dell'internazionalità. I tempi della politica non sono certamente quelli del progresso tecnologico, ad ogni modo un primo grande esempio di successo di questo approccio è rappresentato proprio dalla Stazione Spaziale Internazionale.
La domanda è: l'umanità è matura abbastanza per compiere questo salto, che ancor prima di essere tecnologico è assolutamente filosofico? Siamo pronti a cambiare mentalità? Riusciremo TUTTI NOI a vedere l'altro prima di tutto come un possibile alleato e non come un nemico? "Noi" e "gli altri" riusciranno a diventare solamente "NOI"? Lo spazio ci pone questi interrogativi. Siamo o stiamo diventando o diventeremo mai abbastanza maturi da guardare al cielo come un'unica umanità?
Forza con i commenti!