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venerdì 30 luglio 2010

Asteroide (101955) 1999 RQ36 e le sue probabilità di colpire la Terra nel 2182 e fino al 2200

(Immagine, credit NASA)

NEWS SPAZIO :- Parliamo dell'asteroide '(101955) 1999 RQ36', un corpo celeste scoperto nel 1999 dal diametro di circa 560 metri. Esso fa parte dei Potentially Hazardous Asteroids (PHA), oggetti di dimensione maggiore di 100 metri e monitorati con attenzione a causa della loro possibile vicinanza con la Terra (fino ad oggi se ne contano 1140).

Secondo un recente studio pubblicato nella rivista Icarus, l'asteroide (101955) 1999 RQ36 avrebbe poco meno di una probabilità su mille di colpire la Terra entro il 2200, con il massimo della probabilità previsto il 2182.
Il co-author della ricerca è María Eugenia Sansaturio, ricercatore dell'Universidad de Valladolid (Spagna). Altri enti coinvolti nello studio sono l'Università di Pisa, il laboratorio NASA Jet Propulsion Laboratory (JPL) di PAsadena (USA) e l'INAF-IASF-Roma.

Gli scienziati hanno monitorato i potenziali impatti tra l'asteroide e la Terra fino all'anno 2200 utilizzano due modelli matematici (il metodo Monte Carlo ed il metodo Line Of Variations). Il risultato è che la probabilità totale che si verifichi un impatto (Total Impact Probability) è stimata essere 0,00092 (circa 1/1000, per l'esattezza 0,92 su mille), ma la cosa più importante è che più della metà della probabilità (0,00054) è prevista per l'anno 2182.
In altre parole questo vuol dire che da qui al 2200 vi è circa 1/1000 possibilità di un impatto. Per il solo anno 2182 queste possibilità sono più di 1/2000.

Nonostante l'orbita di (101955) 1999 RQ36 sia ben monitorata e nota grazie a 290 osservazioni ottiche ed a 13 misurazioni radar, rimane però un certo grado di incertezza dovuto a quello che si chiama effetto Yarkovsky.
In breve, il Sole riscalda la superficie di un asteroide e questo ruotando emette radiazione termica (nella sua zona non esposta al Sole). Questa emissione, al pari di un effetto razzo, potrebbe produrre una spinta propulsiva in grado di alterarne l'orbita in maniera difficilmente prevedibile. Questo effetto è valido per piccoli corpi celesti, proprio come gli asteroidi di cui stiamo parlando.

Se potessimo affermare adesso con certezza che vi sarà un impatto nel 2182, allora secondo i ricercatori sarà fondamentale mettere in atto (con le attuali tecnologie) procedure di deflessione entro il 2080, o meglio ancora entro il 2060. Sempre secondo i ricercatori se questo oggetto fosse stato scoperto dopo il 2080, la deviazione della sua rotta avrebbe richiesto tecnologie ad oggi non disponibili/esistenti.
Tutto questo per suggerire che il monitoraggio degli impatti di corpi celesti sulla nostra Terra, che attualmente non copre più di 80-100 anni, dovrebbe invece estendersi e riguardare più di un secolo.

Giusto perché i media parlano da tanto tempo del famigerato Apophis, (101955) 1999 RQ36 è circa grande il doppio. Inoltre Apophis ha una probabilità di impatto 1/250.000 (ridotta rispetto ai primi calcoli che lo davano a 1/45.000).

Per concludere vi rimando a questo link NASA che presenta la tabella dei rischi di impatto per l'asteroide '(101955) 1999 RQ36'

giovedì 29 luglio 2010

La prossima missione dello Space Shuttle, Discovery STS-133

(Immagine, credit NASA)

NEWS SPAZIO :- Chi ha seguito il blog nelle scorse settimane saprà ormai che la prossima missione della navetta spaziale americana partirà dal Kennedy Space Center il prossimo 1 Novembre 2010.

Si tratterà della 35° missione Shuttle verso la Stazione Spaziale Internazionale. L'orbiter è il Discovery e la missione è la STS-133.

L'equipaggio è composto dal Comandante Steven Lindsey, il Pilota Eric Boe ed i Mission Specialist Alvin Drew, Michael Barratt, Tim Kopra e Nicole Stott.

(Immagine, credit NASA)

La missione prevista sarà certamente molto interessante per vari motivi. Prima di tutto verrà portato sulla ISS il Permanent Multipurpose Module (PMM), uno dei tre Moduli logistici (Multi Purpose Logistics Module, MPLM) di fabbricazione italiana utilizzati in questi anni per il trasporto di materiale da e verso la Stazione a bordo dello Space Shuttle.

(Immagine, credit NASA/Jack Pfaller)

Il modulo che è diventato PMM è "Leonardo". Esso è stato opportunamente modificato per abilitarlo a lunghe permanenze nello spazio. Consultate i precedenti post sull'argomento

http://newsspazio.blogspot.com/2010/02/nasa-ed-asi-annunciano-che-sara-il.html
http://newsspazio.blogspot.com/2009/08/un-modulo-logistico-mplm.html
http://newsspazio.blogspot.com/2009/09/mplm-permanentemente-agganciato-alla.html
http://newsspazio.blogspot.com/2009/05/un-modulo-pressurizzato-mplm.html


Oltre ad altri componenti di ricambio per la Stazione, lo Shuttle porterà nel complesso orbitale anche il primo robot antropomorfo spaziale, Robonaut 2 (R2). Ne avevamo già parlato in precedenza, vi rimando perciò ai post dedicati, qui sotto

http://newsspazio.blogspot.com/2010/04/un-robot-umanoide-sulla-stazione.html
http://newsspazio.blogspot.com/2010/02/project-m-missione-robotica-lunare.html
http://newsspazio.blogspot.com/2010/02/robonaut-2-il-robot-spaziale-umanoide.html


La designazione NASA per R2 è "humanoid astronaut helper". Non c'è che dire, fa molto fantascienza, ma è la pura verità. Anche se inizialmente R2 verrà "testato" nell'ambiente a microgravità, un suo possibile utilizzo - anzi il suo "vero" scopo - potrà essere quello di aiutare gli astronauti impegnati all'esterno della Stazione durante attività extra-veicolari (EVA).


(Immagine, credit NASA)

La navetta Discovery si trova attualmente nell'Orbiter Processing Facility (OPF-3) in preparazione al lancio, attualmente programmato per le ore 4:40 pm EDT (22:40 ita) dallo storico Launch Pad 39A.

mercoledì 28 luglio 2010

Un nuovo cratere da impatto sulla Luna, by LRO!


NEWS SPAZIO :- La notizia è stata pubblicata ieri sul sito che raccoglie i dati di LROC (LRO Camera), la fotocamera ad alta risoluzione a bordo della sonda NASA LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter, ma ormai lo sapete bene vero?).

Analizzando le immagini della superficie lunare e comparandole con precedenti fotografie della stessa area è possibile rilevare eventuali differenze. In questo caso, l'attenzione è stata catturata dal cratere che potete vedere nella prima immagine pubblicata qui sopra. E' un nuovo cratere da impatto di circa 10 metri di dimensione con materiale luminoso eiettato. Tutta l'immagine è relativa ad un'estensione di 400 m.

Ci troviamo nella zona est del Cratere Franz e la stessa area era già stata studiata da precedenti missioni esplorative, in questo caso dall'Apollo 15.


Date un'occhiata adesso alla seguente immagine.


A sinistra è riportata la foto AS15-9527 ripresa nell'Agosto del 1971 da Apollo 15. Il sole era a 64° al di sopra dell'orizzonte. A destra invece vi è l'immagine M108971316L registrata il 30 Settembre 2009 dalla LROC NAC (Narrow Angle Camera ) di LRO, con il sole a 72° nel cielo.
Le due immagini sono state riprese quindi in condizioni di illuminazione molto simili tra loro e ciò consente un confronto dei dettagli superficiali molto significativo.

La comparazione dei due frame costituisce pertanto la dimostrazione che in qualche momento negli ultimi 38 anni un oggetto naturale (un asteroide o una cometa) dal diametro di 0,5 m ha impattato con la superficie lunare.

Viene esclusa la natura "artificiale" (nel senso di oggetti fabbricati dall'uomo) dell'oggetto che ha impattato perché quest'area (Lat. 16.92° N, Long. 40.50° E) non corrisponde ad alcun impatto noto di precedenti veicoli spaziali.

L'impatto ha portato alla superficie nuovo materiale che si è disposto in maniera radiale rispetto al centro del nuovo cratere. Tali raggi si estendono per molto verso l'esterno del cratere stesso. Essi sono molto più riflettenti (più di 3 volte) rispetto alla superficie di basalto e tutto questo ne rende molto più semplice l'identificazione, anche se poi il cratere è di dimensioni modeste.

E' importante rilevare la presenza di nuovi crateri superficiali perché in questo modo è possibile comprendere meglio sia il tasso di bombardamento all'interno del Sistema Solare interno che la storia geologica della Luna. Meteoriti di queste dimensioni possono rappresentare un pericolo per futuri insediamenti umani sulla Luna e più in generale dove non c'è la protezione naturale costituita dalla presenza di un'atmosfera.

Immagini, credit NASA/GSFC/Arizona State University.

Fonte dati, LROC site.

martedì 27 luglio 2010

Ancora un fantastico paesaggio marziano, by MRO!


NEWS SPAZIO :- Non ho proprio resistito a questa fantastica immagine di Marte, ripresa dalla sonda NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), che ci mostra il fondo di una fossa e due pareti in Labyrinthus Noctis, un sistema di profonde valli scoscese sul bordo occidentale di Valles Marineris.

L'osservazione è stata compiuta il 13 Agosto 2009 nell'ambito dell'esperimento HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment), ormai un grande amico di questo blog.

Qui sotto l'immagine al completo


Ricordate di fare click nelle imamgini per vederle alla massima risoluzione.

Immagini, credit NASA/JPL/University of Arizona.

Kepler, la caccia agli esopianeti e le notizie non ufficiali

(Immagine, credit NASA)

NEWS SPAZIO :- Da alcuni giorni si sta diffondendo in rete una notizia, tecnicamente autentica, ma esagerata (ma guarda un po') dai media. Parliamo della missione del telescopio americano Kepler a caccia di pianeti simili alla Terra in orbita intorno a stelle lontane.

Tutto ha avuto origine da un 'talk' di Dimitar Sasselov (astronomo, professore ad Harvard e co-investigator della missione NASA Kepler) questo mese alla TEDGlobal Conference di Oxford, intervento poi pubblicato la scorsa settimana nel sito TED, eccolo



Qui sotto potete vedere l'intervento di Sasselov sul canale YouTube di TEDtalksDirector



La notizia è stata poi ripresa e pubblicata da vari siti, con titoli molto altisonanti


Nasa Discoveries Spark Hopes Of Alien Life

Kepler Mission likely to confirm Milky Way hosts 100 million habitable planets

NASA's Deep Space Camera Locates Host of 'Earths'


Diciamolo subito: la verità è tutta da un'altra parte! Kepler NON ha scoperto centinaia di pianeti abitabili!
Ciò che c'è di vero e che è comunque molto importante è quanto rappresentato nella seguente immagine ripresa dal precedente video

(Immagine, credit canale YouTube di TEDtalksDirector)

e cioè che, relativamente agli esopianeti scoperti fino ad ora dalla missione Kepler, i pianeti le cui dimensioni sono comparabili con quelle della Terra sono tanti (circa 140 su 1160) molti di più in percentuale rispetto agli altri esopianeti anche molto grandi.

Stop. Fine. Questo è tutto!

Si tratta comunque di un notevole risultato. La maggioranza dei pianeti là fuori ha dimensioni simili alla nostra Terra.
Però, affermare che si tratti di pianeti abitabili o no, è ancora molto presto per dirlo.
Occorre il verificarsi di molte condizioni per considerare un pianeta come un ambiente in grado di accogliere la vita-come-noi-la-conosciamo. Direi di lasciare il compito agli studiosi.

Ad ogni modo NON si è trattato di un comunicato NASA e quindi ancora non comprendo perché Sasselov abbia divulgato notizie non ufficiali. Staremo a vedere!

lunedì 26 luglio 2010

La più accurata mappa di sempre della superficie di Marte, by Mars Odyssey!


NEWS SPAZIO :- Un grandissimo regalo per la comunità scientifica ed il pubblico di tutto il Mondo. Ecco di cosa parliamo oggi.

I ricercatori dell’Arizona State University's Mars Space Flight Facility (Tempe), in collaborazione con il laboratorio NASA JPL (Jet Propulsion Laboratory) di Pasadena hanno realizzato una mappa globale del Pianeta Marte utilizzando i dati della sonda NASA Mars Odyssey, sin da quando questa ha iniziato ad esplorare il Pianeta Rosso otto anni fa.
Odyssey è infatti in orbita intorno a Marte dall’ormai lontano Ottobre 2001 ed ha iniziato la propria attività scientifica sin dal Febbraio 2002.


Si tratta di un lavoro immenso, più di 21.000 immagini riprese dallo strumento di bordo THEMIS (Thermal Emission Imaging System), una fotocamera multi banda ad infrarossi. Le foto sono poi state normalizzate, concatenate e controllate cartograficamente per realizzare un gigantesco mosaico.

La risoluzione massima ottenuta è di 100 metri. Si tratta della più accurata mappa di Marte fino ad oggi. Ecco l’URL da visitare

http://www.mars.asu.edu/maps/?layer=thm_dayir_100m_v11

La mappa ad alta risoluzione può essere scaricata a sezioni visitando a partire da questa pagina web

http://www.mars.asu.edu/data/thm_dir_100m

Ricordate l’iniziativa “Be a Martian?” Ne avevamo parlato qui

http://newsspazio.blogspot.com/2009/11/chi-vuole-diventare-un-cittadino.html

Andate qui sotto per contribuire all’esplorazione di Marte supportando gli scienziati proprio nella realizzazione della mappa di Marte.

http://beamartian.jpl.nasa.gov/maproom#/MapMars

“Il team del Mars Odyssey THEMIS ha assemblato uno spettacolare prodotto che sarà la mappa di base per i ricercatori di Marte per molti anni a venire “ è quanto dichiarato da Jeffrey Plaut, Odyssey project scientist al JPL. “La mappa costituisce il framework per gli studi a livello globale di proprietà quali la composizione dei minerali e la natura fisica dei materiali in superficie”.

L’immagine che vedete in alto è Valles Marineris, il “Gran Canyon di Marte”. Il rettangolo the vedete è l’area ricoperta dalla seguente foto ad alta risoluzione (100m/pixel) e ricopre una lunghezza di quasi 145 Km (90 miglia).


Immagini, credit NASA/JPL/Arizona State University.

Fonte dati, NASA.

Primo test drive per il prossimo rover marziano Curiosity, by JPL!

(Immagine, credit NASA/JPL)

NEWS SPAZIO :- Dopo il montaggio delle sue sei ruote avvenuto a metà Luglio, il rover americano Curiosity (Mars Science Laboratory, MSL) ha iniziato a "sgranchirsi le gambe".

Il 23 Luglio scorso ha avuto luogo infatti il primo test drive del prossimo robot terrestre ad esplorare Marte.
Nella clean room dello Spacecraft Assembly Facility del laboratorio NASA JPL (Jet Propulsion Laboratory) di Pasadena, dove MSL dove è in corso di assemblaggio, Curiosity ha effettuato i suoi primi movimenti.

Ecco il video dal canale JPLnews di YouTube.



Enjoy!

AGGIORNAMENTO

Ecco un altro video, in HD, segnalato da un lettore



venerdì 23 luglio 2010

Il telescopio ad infrarossi WISE ha completato la prima mappatura di tutto il cielo


NEWS SPAZIO :- Il nuovo telescopio spaziale americano WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) ha completato la sua prima analisi dell'intero cielo. Lanciato nel Dicembre 2009, fino ad ora la missione ha generato 1,3 milioni di immagini (dagli asteroidi alle galassie lontane).

La foto che vedete in questo post è del Febbraio scorso ed è una collezione di alcune di queste, “solamente” alcune centinaia. Nello specifico sono mostrate le Pleiadi (le Sette Sorelle, o M45, che si trovano nella Costellazione del Toro, a circa 4 4anni luce da noi) circondate da una nuvola di polvere, in evidenza proprio per il fatto che si tratta di riprese all'infrarosso.

"L'indagine di tutto il cielo di WISE ci aiuta a setacciare l'immensa e così variegata popolazione di oggetti celesti" sono le parole di Hashima Hasan, Program scientist della missione al centro NASA di Washington.

Il primo set dei dati di WISE, pari a circa l'80% del cielo, verrà distribuito alla comunità astronomica nel Maggio del prossimo anno.

Dalla sua orbita polare WISE ha impiegato sei mesi per completare una prima mappa completa del cielo. Nei prossimi tre mesi la missione mapperà (per la seconda volta) metà del cielo. Il confronto con la stessa metà della prima scansionatura dirà agli astronomi ciò che è cambiato nel frattempo nel cielo.
A quel punto è probabile che la missione si concluderà, quando cioè terminerà l'autonomia del refrigerante (idrogeno solido, Cryogen) necessario per mantenere a temperature bassissime i delicatissimi rilevatori ad infrarossi di bordo.

Fino ad ora WISE ha osservato più di 100.000 asteroidi (sia conosciuti che sconosciuti), più di 90 nuovi near-Earth object (oggetti celesti la cui orbita passa vicino alla nostra Terra) ed ha scoperto più di 12 comete.

Una di queste la vedete qui sotto.


E' la cometa 65/P Gunn, osservata il 24 Aprile 2010 nella costellazione del Capricorno. Essa orbita intorno al Sole all'interno della cintura degli asteroidi (tra le orbite di Marte e di Giove). Il suo periodo orbitale 6,79 anni. Al momento dello scatto la cometa si trovava a circa 392 milioni di chilometri dalla Terra.

In questa foto sono visibili anche alcuni asteroidi. Anch'essi orbitano tutti all'interno della cintura degli asteroidi ed essendo molto più freddi rispetto alle stelle appaiono di colore rosso (le stelle sono quelle celesti).

Ma al di là delle informazioni tecniche a me questa foto piace tantissimo.

Immagini, credit NASA/JPL-Caltech/UCLA.

Fonte dati, NASA/JPL.

Scoperte per la prima volta molecole Buckyballs nello spazio, by Spitzer!

(Immagine, credit NASA/JPL-Caltech - Immagine di Hubble, credit NASA, ESA, STScI)

NEWS SPAZIO :- Utilizzando il telescopio spaziale NASA Spitzer un gruppo di astronomi ha scoperto nello spazio per la prima volta particolari molecole di carbonio delle Buckyballs.

Si tratta di microsferule composte da 60 atomi di carbonio arrangiate tridimensionalmente, come rappresentato molto bene nell'illustrazione qui sopra. Il nome Buckyballs deriva dall'architetto Richard Buckminster Fuller (famose sono le sue cupole geodetiche).

Le parole dell'astronomo Jan Cami della University of Western Ontario (Canada) e del SETI Institute a Mountain View (California, USA): "Abbiamo trovato quelle che attualmente sono le più grandi molecole che esistono nello spazio. Siamo particolarmente entusiasti perchè esse hanno proprietà uniche che le rendono importanti protagonisti per tutti i tipi di processi fisici e chimici che avvengono nello spazio". Cami è autore di un articolo sulla scoperta che verrà pubblicato nella rivista online journal Science.

Il team di ricerca ha scoperto anche Buckyballs C70, cioè con 70 atomi di carbonio, disposte un po' come una palla da rugby (le C60 assomogliano invece ad un pallone da calcio).
Tutte queste molecole (C60 e C70) appartengono alla stessa famiglia delle buckminsterfullereni, o fullereni.

I ricercatori hanno trovato le Buckyballs in una nebulosa planetaria di nome TC 1, tra le sue nuvole di polvere e gas. Gli astronomi hanno utilizzato lo spettroscopio di Spitzer per analizzare la luce infrarossa di TC 1 ed hanno scoperto la firma spettrale delle microsferule di carbonio. Le vedete nella seguente immagine.

(Immagine, credit NASA/JPL-Caltech/University of Western Ontario)

Le Buckyballs oscillano, vibrano in 174 modi differenti, quattro dei quali le porta ad assorbire o emettere luce infrarossa. Tutte queste ultime quattro modalità sono state rilevate da Spitzer.

Esse si trovano approssimativamente a temperatura ambiente, la condizione ideale per poter distinguere singoli pattern di luce infrarossa. I dati rilevati dal telescopio spaziale sono stati confrontati con i dati di precedenti misurazioni effettuate in laboratorio delle stesse molecole ed il match è stato perfetto.

Nel 1970 il professore Giapponese Eiji Osawa predisse l'esistenza delle Buckyballs, ma esse furono osservate in laboratorio solamente nel 1985. I ricercatori avevano simulato le condizioni presenti nelle atmosfere di "vecchie" stelle giganti ricche di carbonio in cui erano state rilevate catene di atomi di carbonio. Sorprendentemente questi esperimenti produssero una grande quantità di buckminsterfullereni. Da allora queste molecole furono individuate sulla Terra, nella fuliggine delle candele, negli strati di roccia e nei meteoriti.

Fonte dati, NASA.

AGGIORNAMENTO
Eccovi questo video dal canale JPLnews di YouTube




giovedì 22 luglio 2010

Dichiarazione di intenti comune in ambito spaziale tra NASA e la nuova Agenzia spaziale UK

NEWS SPAZIO :- In un meeting svoltosi due giorni fa a Londra, il Minister of State for Universities and Science David Willetts ed l'Amministratore capo NASA F. Bolden Jr hanno firmato una dichiarazione di intenti che conferma il mutuo desiderio delle due agenzie spaziali (la NASA e la nuova UK Space Agency) di trovare aree di collaborazione correlate alle Scienze Spaziali (esplorazione, scienze della Terra, della vita) e ad altre aree di mutuo interesse.

Il dott. David Williams Chief Executive della UK Space Agency ha dichiarato: "UK ed US hanno una lunga storia di collaborazione nelle attività spaziali e vogliamo assicurare che questa relazione continua a rafforzarsi sempre più e continua a produrre scienza ed esplorazione di classe mondiale".

Bolden ha aggiunto: "La NASA ha una lunga storia di collaborazione di successo con il Regno Unito ed auspica una cooperazione rafforzata attraverso la nuova Agenzia Spaziale Regno Unito in una moltitudine di settori di reciproco interesse".

Immagine, credit NASA.

Fonte dati, UK Space Agency.

Breve periodo di SAFE MODE per la sonda NASA Mars Odyssey

(Immagine, credit NASA/JPL)

NEWS SPAZIO :- Lo scorso 14 Luglio 2010 la sonda americana Mars Odyssey (in orbita dal 2001 intorno a Marte) si è messa in Safe-Mode. Gli ingegneri di missione hanno identificato il problema nella ricezione di dati non previsti da un encoder elettronico il cui compito è controllare il movimento di un giunto cardanico che regola la posizione dei pannelli solari della sonda.

Quando la sonda rileva una situazione non prevista dalla sua programmazione automaticamente si mette in uno stato di diagnostica, appunto il Safe-Mode, in attesa di comandi dalla Terra.

Odyssey è passato ad utilizzare l'encoder di backup. Non sono riportati problemi meccanici al giunto.
I comandi inviati hanno anche ripristinato le comunicazioni con l'antenna ad alto guadagno. Odyssey è uscito dallo stato di Safe-Mode il 16 Luglio 2010.

La criticità in tutto questo è, oltre ai task scientifici propri della missione Odyssey, il fatto che la sonda americana fa anche da ponte radio per le trasmissioni verso Terra da parte dei rover che sono sulla superficie del Pianeta Rosso. Infatti il rover Opportunity non ha potuto trasmettere a Terra durante il periodo in cui Odyssey era in Safe-Mode. Questo lo ha portato quindi a ritardare le seguenti attività scientifiche.

Fonte dati, NASA/JPL.

mercoledì 21 luglio 2010

Ve lo ricordate cosa accadde 41 anni fa sulla Luna, vero?

(Immagine, credit NASA)

NEWS SPAZIO :- Ma certo! La foto magari aiuta, ma sono sicuro che ce lo ricordiamo ugualmente bene! Che dire? Vi ripropongo i tre post che ho scritto l'anno scorso e che evidenziano i punti salienti della missione di Apollo 11.

Eccoli:

Apollo 11 - 16 luglio 1969, decolla il Saturn V
http://newsspazio.blogspot.com/2009/07/apollo-11-16-luglio-1969-decolla-il.html

Apollo 11 - 20 luglio 1969, "A small step for a man..."
http://newsspazio.blogspot.com/2009/07/apollo-11-20-luglio-1969-small-step-for.html

Apollo 11 - 24 luglio 1969, lo Splashdown sul pianeta Terra
http://newsspazio.blogspot.com/2009/07/apollo-11-24-luglio-1969-lo-splashdown.html


Vi aggiungo anche il post del 2008 da cui potete ascoltare le storiche parole di Neil Armstrong

21/07/1969: Houston, Tranquility Base here. The Eagle has landed!
http://newsspazio.blogspot.com/2008/07/21071969-houston-tranquility-base-here.html


Se poi volete vedere in alta risoluzione dove sono allunate tutte le missioni Apollo andate qui

http://newsspazio.blogspot.com/2009/11/le-immagini-hires-dei-siti-di.html

Enjoy!


MARDI, vedere un atterraggio su Marte ad altissima risoluzione, by MSL Curiosity!

(Immagine, credit NASA/JPL-Caltech/Malin Space Science Systems)

NEWS SPAZIO :- MARDI (Mars Descent Imager) è la nuova videocamera ad alta risoluzione montata sul nuovo rover NASA che esplorerà Marte, il Mars Science Laboratory (MSL), ribattezzato Curiosity.
MARDI, realizzata dalla società Malin Space Science Systems, è installata nella parte anteriore sinistra del rover e puntando verso il basso ne potrà registrare l'atterraggio sul suolo Marziano.

Essa inizierà a registrare immagini a circa due minuti dall'atterraggio. Verranno prodotti 4 frame/sec con risoluzione di 1600x1200 pixel.

Le immagini registrate durante l'avvicinamento al suolo forniranno preziose indicazioni sia per identificare il punto esatto di atterraggio che per pianificare le prime attività di esplorazione. Le centinaia di foto che verranno prodotte mostreranno dettagli più piccoli rispetto a quelli che possono essere rilevati dalle sonde attualmente in orbita intorno al Pianeta Rosso.

La NASA ha simulato ciò che potrebbe accadere.

(Immagine, credit NASA/JPL-Caltech)

Dunque, nell'Agosto 2012 Curiosity arriverà su Marte, e MARDI inizierà a registrare il video ad alta risoluzione a partire da due minuti prima del touchdown.
I primi frame mostreranno il distacco dello scudo termico da sotto il rover. Sarà pomeriggio su Marte e le prime scene riprenderanno il suolo per un'area di vari chilometri quadrati. Le immagini successive restringeranno sempre più il panorama, fino all'atterraggio.

E' probabile che le prime sequenze video siano mosse, in rotazione, strattonate, durante la discesa. Date la colpa al paracadute prima ed ai razzi di frenata poi. L'ombra del rover, inizialmente non visibile continuerà ad ingrandirsi fino a diventare l'unica porzione di suolo visibile.
Alla fine della ripresa si potrebbero vedere i turbini di polvere rossa smossa dai razzi durante le fasi finali dell'atterraggio.

Il video verrà registrato all'interno della memoria flash della videocamera e ci vorrà un po' di tempo prima di poterlo vedere. Curiosity che appena atterrato su Marte si troverà a circa 250 milioni di chilometri da casa, per mandare i suoi dati a Terra utilizzerà una delle sonde orbitali come ponte radio. Ciò limiterà la quantità di dati giornalieri trasferibili.

Inizialmente poi il video della discesa verrà inviato a bassa risoluzione (pari ad un tipico video di YouTube), con solamente alcuni frame alla risoluzione massima.

In seguito verranno trasmessi anche tutti i frame mancanti. Si stima che la trasmissione completa di tutto il video ad alta risoluzione possa impiegare settimane se non mesi, in base anche alle priorità degli altri strumenti scientifici a bordo.

lunedì 19 luglio 2010

Voli suborbitali Virgin Galactic, primo test della navetta spaziale CON EQUIPAGGIO

(Immagine, credit Virgin Galactic)

NEWS SPAZIO :- Torniamo a parlare di Virgin Galactic con questo piccolo aggiornamento perché la scorsa settimana, in particolare il 15 Luglio 2010, ha avuto luogo al Mojave Air and Space Port nel deserto californiano il primo volo di test della navetta SpaceShipTwo con equipaggio a bordo.

VSS Enterprise (il nome di "questa" SpaceShipTwo) ha volato ancora in modalità Captive, agganciata cioè alla nave madre WhiteKnightTwo (di nome Eve) per tutta la durata del volo (6 ore e 12 minuti).

Si è trattato del 33° test flight per la nave carrier e del 3° per la navicella suborbitale. I test continuano ed il prossimo obiettivo da raggiungere per SpaceShipTwo è il test di sgancio e volo in autonomia.

La sezione del blog 'Virgin Galactic' all'URL seguente


raccoglie tutte le notizie per restare aggiornati sull'evoluzione del loro programma di voli spaziali suborbitali commerciali.


AGGIORNAMENTO
Ecco il video del volo di Test dal Virgin Galactic Channel di YouTube



Enjoy!

Approvato all°unanimità il piano della Commissione del Senato Americano per la NASA

(Immagine, credit NASA)

NEWS SPAZIO :- Nel "frizzante" dibattito degli ultimi mesi sulla nuova direzione che prenderà il programma spaziale americano (vedi la sezione 'politica' del blog) si aggiunge un nuovo evento importante. Come orami certamente saprete, lo scorso 15 Luglio 2010 c'è stata la votazione dello U.S. Senate Committee on Commerce, Science, and Transportation (la Commissione del Senato Americano che autorizza i programmi NASA) il quale ha approvato all'unanimità un "piano bipartisan" di finanziamento per la NASA, il 2010 NASA Authorization Bill.

Rispetto alla richiesta presentata dal Presidente Obama nei mesi scorsi vi sono sia punti in comune che differenze (una specie di compromesso diciamo). Comune ad entrambi vi è la volontà di mantenere gli Stati Uniti d'America nella loro posizione di leadership nell'avventura spaziale. Anche nel nuovo piano appena firmato, così come nella proposta di budget del Presidente Obama, vi è l'intenzione di cancellare il programma Constellation, ad accezione della capsula Orion nella sua configurazione originale e completa, che prevede quindi una capsula per il trasporto di equipaggi ben oltre l'orbita terrestre (la Casa Bianca invece aveva "salvato" la Orion solamente per un uso come scialuppa di salvataggio per la Stazione Spaziale Internazionale).

La Commissione del Senato ha inoltre proposto la realizzazione di un lanciatore per carichi pesanti a partire da subito, e non a partire dal 2015 come indicato dall'amministrazione americana. Il nuovo lanciatore dovrà essere basato sia sull'esperienza Shuttle che su quanto maturato nel progetto Ares.

Viene ad essere inoltre autorizzata una missione aggiuntiva dello Space Shuttle prevista per la prossima estate, la STS-135, utilizzando la navetta predisposta per l'eventuale missione di soccorso a supporto dell'ultima missione attualmente programmata.

Nella visione del Presidente Obama le società private rappresentano un elemento fondamentale per il programma spaziale Americano. Anche l’Authorization Bill ne riconosce l’importanza sebbene preveda un minore effort finanziario.

Il portavoce della Casa Bianca Nick Shapiro: “Il piano [quello approvato dal Committee del Senato] contiene gli elementi critici necessari per la realizzazione della visione del Presidente per la NASA, esso riconosce che Constellation non è più il programma giusto per raggiungere le nostre ambizioni più audaci, esso aiuta a lanciare l’industria commerciale per il trasporto spaziale, abbraccia la proposta del Presidente per 6 miliardi di dollari aggiuntivi per la NASA, estende la Stazione Spaziale Internazionale e rappresenta un importante primo passo verso il raggiungimento degli obiettivi chiave del Presidente”.

sabato 17 luglio 2010

Apollo-Soyuz, 35 anni fa il primo seme della collaborazione spaziale internazionale


NEWS SPAZIO :- Cade oggi l'anniversario di un evento molto significativo. Noi siamo abituati a vedere astronauti di varie nazionalità lavorare insieme. La stessa Stazione Spaziale Internazionale è il simbolo di quella cooperazione internazionale tecnico-scientifica e sopratutto politica in ambito spaziale, una conquista fondamentale raggiunta dalla razza umana.

Tutto questo ebbe inizio in piena guerra fredda, 35 anni fa! Era infatti il 17 Luglio 1975 e per la primissima volta nella storia dell'umanità due navi spaziali, una americana e l'altra sovietica, si incontrarono nello Spazio. E' la storia del progetto Apollo-Soyuz (ASTP, Apollo-Soyuz Test Project).

Due giorni prima di questo fatidico momento (era il 15 Luglio) la Soyuz-19 venne lanciata dal Cosmodromo di Baikonur alle 5:20 PM ora locale. A bordo vi erano i cosmonauti Aleksey A. Leonove Valery N. Kubasov.


La navicella si mise in un'orbita avente 221,9 Km di apogeo, 186,3 Km di perigeo ed inclinazione 51,8°.

Per la prima volta la televisione sovietica trasmise il lancio in diretta per tutta l'Unione Sovietica, gli Stati Uniti e L'Europa (est ed ovest).

Circa sette ore e trenta minuti dopo, alle 3:50 PM ora locale, un razzo Saturn IB partì dal Kennedy Space Center (Launch Complex 39) con in cima una capsula Apollo (l'ultimo volo della famosa capsula americana). A bordo vi erano gli astronauti Thomas P. Stafford, Vance D. Brand e Donald K. Slayton.


La navicella americana si mise in orbita avente apogeo a 173,3 km, perigeo a 154,7 km ed inclinazione 51,8°.

Essendo le due navicelle differenti in struttura e dispositivi l'aggancio fu reso possibile mediante un apposito adattatore, un Docking Module, progettato congiuntamente da Stati Uniti ed Unione Sovietica e costruito negli Stati Uniti.


Con i suoi 3 metri di lunghezza ed 1,5 metri di diametro, oltre a consentire l'attracco delle due navicelle (alle sue estremità) esso fungeva anche da modulo di airlock, in quanto Apollo aveva un'atmosfera al 100% di ossigeno alla pressione di 260 mm di mercurio, mentre la Soyuz aveva un'atmosfera di ossigeno ed azoto a 520 mm HG.
Questo adattatore venne lanciato nel Saturn IB ed agganciato da Apollo dopo il lancio.


Prima della missione congiunta i due equipaggi visitarono i centri spaziali ciascuno del paese opposto e presero familiarità con la navicella dell'altro paese. La prima visita fu dell'equipaggio sovietico al Johnson Space Center nel Luglio del 1973, seguita da una visita a Mosca da parte dell'equipaggio Americano. Altre visite seguirono.
Uno dei problemi più "difficili" da risolvere (riporta la NASA) era legato alle differenze linguistiche tra gli equipaggi. La cosa fu risolta facendo imparare il russo agli americani e l'inglese ai sovietici. Tutte le comunicazioni tra i membri dell'equipaggio avveniva nella lingua di chi "riceveva" la comunicazione, con gli americani che parlavano in russo all'equipaggio della Soyuz ed i sovietici che parlavano in inglese all'equipaggio dell'Apollo.

Ma torniamo nello spazio. Dopo una serie di manovre di aggiustamento orbitale da parte di entrambe le navicelle arriviamo al momento in cui l'Apollo si mise nella stessa orbita della capsula Soyuz.


Il contatto tra le due navicelle avvenne alle ore 12:09 PM e l'aggancio fu completato alle 12:12. Il comandante dell'Apollo Stafford commentò: "Successo. Tutto è eccellente". I cosmonauti risposero: "Soyuz ed Apollo si stanno stringendo la mano adesso".


Tutto venne trasmesso in diretta sulle televisioni terrestri.

Alle ore 3:17 PM vennero aperti i portelloni ed i due comandanti Leonov e Stafford si strinsero le mani due minuti dopo.

Seguirono momenti di festa, gli equipaggi si scambiarono doni, vennero fatti fare giri delle due navicelle agli equipaggi dell'altra. Il Segretario Generale del partito comunista Sovietico Leonid I. Brezhnev ed il Presidente Americano Ford si congratularono con gli equipaggi, ecc. ecc.
E tutto il resto, tanto per usare una frase fatta, è storia...

Qui sotto avete un bellissimo documento video sulla missione Apollo-Soyuz



Immagini, fonte NASA.

giovedì 15 luglio 2010

Continua la costruzione del nuovo rover marziano americano MSL CURIOSITY


NEWS SPAZIO :- Il prossimo robot spaziale dell’Agenzia Spaziale Americana a raggiungere ed esplorare Marte è il MSL, il Mars Science Laboratory, a cui l'anno scorso è stato dato il nome di Curiosity.

La sua costruzione procede allo Spacecraft Assembly Facility del laboratorio NASA JPL (Jet Propulsion Laboratory) di Pasadena in California in previsione del lancio attualmente pianificato per il prossimo anno, verso la fine del 2011.

Alla fine di Giugno sono state installate le sei ruote che costituiscono il sistema "mobile" del robot. I primi test di rotazione sono iniziati lo scorso 7 Luglio. Con i loro 50 cm di diametro queste ruote sono più grandi di quelle di una comune automobile e molto - molto - più grandi delle ruote dei suoi "cugini" Spirit ed Opportunity.


Ogni ruota ha un proprio motore che rende il rover in grado di ruotare di 360° "sul posto". Il sistema di sospensioni è basato sullo stesso concetto dei rover delle precedenti missioni marziane (Spirit, Opportunity e Pathfinder) conferendo al robot estrema flessibilità.
Una serie di "tacchetti" (sul tipo di quelli delle scarpe dei giocatori di calcio) aumenta la presa su terreni accidentati e/o sabbiosi e/o in pendenza.

Ovviamente parleremo ancora molto spesso di MSL nei prossimi mesi. Nel frattempo andate al
seguente URL dove trovate un video di Curiosity durante il suo assemblaggio


Immagini, credit NASA/JPL-Caltech.

mercoledì 14 luglio 2010

Nuovi incredibili paesaggi marziani, by MRO HiRISE!


NEWS SPAZIO :- Era da un po' di tempo che non proponevo nuove immagini marziane, tra quelle inviate a Terra dall'esperimento HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) a bordo della sonda NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO).

Tra le tantissime nuove fotografie che periodicamente vengono rese disponibili dal Team di HiRISE quest'oggi ho scelto alcune che mi sembrano più significative (cliccate al loro interno per vedere alla massima risoluzione).

La prima in alto (12 Dicembre 2006) mostra una parte del letto di un grande cratere da impatto nelle regioni del sud, appena a nord del bacino Hellas.

Qui sotto invece (10 Febbraio 2007) ecco un campo di dune di sabbia nel cratere Richardson ricoperto del gelo stagionale.


L'ultima immagine invece mostra il versante ripido di un altopiano, parte del limite Nord delle Kasei Valles.


Immagini, credit NASA/JPL/University of Arizona.

martedì 13 luglio 2010

Una bellissima stella morente o piuttosto una stranissima ape cosmica? By Hubble!

(Immagine, credit ESA/Hubble and NASA)

NEWS SPAZIO :- A circa 15.000 anni luce da noi, nella costellazione del Cigno, il telescopio spaziale Hubble è riuscito a riprendere questa spettacolare immagine, le fasi finali della vita di una stella. La curiosa nuvola intorno al punto luminoso è chiamata IRAS 19475+3119.

Dopo che una stella di dimensione simile al nostro Sole è giunta alla fine della sua vita "normale" (detta sequenza principale), essa diventa una gigante rossa, dopodiché inizia a disperdere la propria atmosfera nello spazio. Tutt'intorno diventa quindi una nube di polvere e gas, che riscaldata dal nucleo della stella diventa calda anch'essa ed emette molta radiazione all'infrarosso.

E' proprio tale radiazione che fu registrata nel 1983 dal satellite IRAS e che quindi destò l'attenzione degli scienziati.

Via via che la stella continua a perdere materiale, il suo caldissimo nucleo diventa sempre più esposto. L'intensa radiazione ultravioletta porta poi il gas tutto intorno a brillare. E' la nascita di quella che viene chiamata una nebulosa planetaria. IRAS 19475+3119 è però ancora in una fase precedente e si chiama quindi nebulosa pre-planetaria, o nebulosa protoplanetaria. Attenzione però che a dispetto del nome questi oggetti non hanno niente a che fare con i pianeti.

Hubble ha ripreso questa immagine composita utilizzando lo High Resolution Channel della sua Advanced Camera for Surveys.

Fonte dati, SpaceTelescope.org

NASA e Microsoft, esplorazione di Marte ad alta risoluzione via Internet

(Immagine, credit NASA/JPL/Microsoft/University of Arizona)

NEWS SPAZIO :- Abbiamo già parlato dell'accordo NASA-Microsoft che ha portato quest'ultima alla realizzazione del sito Web WorldWide Telescope. Ecco l'articolo dell'anno scorso in cui presentavo il nuovo software


La notizia adesso è che attraverso il WorldWide Telescope è possibile visualizzare anche i dati di Marte. La nuova esperienza per noi utenti sarà quella di esplorare Marte in rendering 3D ad alta risoluzione.
Sono disponibili anche video tour guidati da scienziati Nasa (James Garvin del Goddard Space Flight Center e Carol Stoker dell'Ames Research Center.

Il direttore dell'Ames Research Center, S. Pete Worden: "La nostra speranza è che ciò sia di ispirazione per la prossima generazione di esploratori per continuare il processo di scoperte scientifiche".

Il gruppo NASA Intelligent Robotics Group di Ames Research Center ha sviluppato un software Open Source che gira in Nebula (la piattaforma proprietaria NASA di Cloud Computing) per creare e mantenere le mappe ad alta risoluzione.

I dati di partenza sono 74.000 immagini provenienti dalla sonda Mars Global Surveyor e più di 13.000 immagini ad alta risoluzione registrate dall'esperimento HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) a bordo di Mars Reconnaissance Orbiter.
HiRISE è un grande amico di questo blog, sono ormai un certo numero le meravigliose foto marziane pubblicate qui.

La mappa completa contiene (al momento) un mosaico di più di mezzo milione di immagini.

Che dire? Andiamo ad esplorare (virtualmente) Marte! Ecco l'URL

lunedì 12 luglio 2010

La sonda europea Rosetta ed il flyby con l°asteroide Lutetia

(Immagine, credit ESA 2010 MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/RSSD/INTA/UPM/DASP/IDA)

NEWS SPAZIO :- Durante il suo viaggio verso la cometa Churyumov-Gerasimenko, lo scorso 10 Luglio 2010 la sonda dell'Agenzia Spaziale Europea Rosetta ha effettuato un flyby (un incontro ravvicinato) con l'asteroide Lutetia. Le immagini registrate dalla sonda sono davvero fantastiche e forniscono dati preziosi per conoscere meglio questo piccolo corpo celeste.

La prima foto pubblicata qui in alto mostra Lutetia nel momento in cui Rosetta era più vicina. La minima distanza raggiunta dalla sonda è stata di 3162 Km (alle 18:10 ora italiana).

Il flyby è stato completato in appena 1 minuto, alla velocità di 15 Km/sec, ma le fotocamere a bordo della sonda ESA hanno lavorato per ore sia prima che dopo l'incontro. Poco dopo aver raggiunto il punto più vicino all'asteroide, Rosetta ha inviato a Terra le immagini che vedete.

Qui sotto ecco una spettacolare immagine di Lutetia da 36000km di distanza (OSIRIS Narrow Angle Camera, NAC). Vedete
Saturno sullo sfondo?

(Immagine, credit ESA 2010 MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/RSSD/INTA/UPM/DASP/IDA)

I documenti fotografici ci mostrano un asteroide con un corpo allungato e pieno di crateri. Per molti anni Lutetia ha rappresentato un vero e proprio mistero per gli scienziati. I dati registrati dai telescopi terrestri sono stati spesso ambigui. Per alcuni aspetti essa sembrava essere un asteroide di Tipo C, un corpo primitivo sopravvissuto alla formazione del Sistema Solare. Per altri aspetti invece Lutetia sembrava un corpo di tipo M, caratterizzata dall'essere un meteorite metallico (ferro). Questo tipo di meteoriti si ritiene che siano frammenti di oggetti molto più grandi.

Le parole di Holger Sierks, OSIRIS principal investigator al Max Planck Institute for Solar System Research (Lindau, Germania): "Ritengo che questo sia un oggetto molto antico. Questa notte abbiamo visto un residuo della creazione del Sistema Solare".

Rosetta ha "studiato" il corpo celeste con i suoi strumenti di bordo. I dati ci mostrano che Lutetia è dotata di una debolissima atmosfera e di effetti magnetici. E' stata analizzata anche la composizione in superficie e la sua densità. Rosetta ha anche cercato di catturare eventuali granelli di polvere che potessero fluttuare nelle vicinanze dell'asteroide per compiere ulteriori analisi.

Le immagini seguenti mostrano l'avvicinamento a Lutetia.

(Immagine, credit ESA 2010 MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/RSSD/INTA/UPM/DASP/IDA)

Qui sotto la fase finale dell'avvicinamento

(Immagine, credit ESA 2010 MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/RSSD/INTA/UPM/DASP/IDA)

La sonda europea continua il suo viaggio. Nel 2014 incontrerà il suo obiettivo primario, la cometa Churyumov-Gerasimenko e l'accompagnerà per mesi. Nel novembre 2014 poi Rosetta libererà Philae, un modulo lander che atterrerà nel nucleo della cometa.

Al seguente URL

http://download.esa.int/mpeg/Lutetia_FlyBy_1280x720p_H264.mp4

trovate un video della simulazione del flyby di Rosetta.

E per ultima, giusto per dare un minimo di coordinate, guardate questa significativa immagine che colloca Lutetia nel nostro cielo, ripresa dalla fotocamera OSIRIS a bordo di Rosetta da una distanza di 2 milioni di Km.

(Immagine, credit NASA/JPL-Caltech/ESA)

Fonte dati, ESA.

venerdì 9 luglio 2010

Nuove immagini ad alta risoluzione del sito di allunaggio della missione Apollo 16, by LRO!


NEWS SPAZIO :- Il team della missione americana Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) ha rilasciato nuove immagini ad altissima risoluzione del sito di allunaggio della missione di esplorazione lunare Apollo 16.

Il 21 Aprile 1972 il modulo lunare Orion si posò nelle highlands Descartes. Il sito, ritenuto inizialmente di origine vulcanica, è stato poi identificato essere composto principalmente da rocce a loro volta formatesi in seguito ad impatti. Lo vedete qui sotto (la freccia indica il sito di allunaggio).


La prima fotografia che vedete in alto è stata registrata quando il Sole era molto alto in cielo (praticamente allo zenith). In queste particolari condizioni di illuminazione le superfici metalliche sono molto riflettenti e quindi estremamente distinguibili per il loro alto contrasto.
La superficie lunare calpestata (molto) dagli astronauti appare invece più scura.

Anche in questa bellissima foto così come le altre già pubblicate in precedenza (vedi URL in coda al post) si possono riconoscere il modulo lunare (LM), l'automobile lunare usata dagli astronauti (LRV, Lunar Roving Vehicle), il set di esperimenti al suolo (ALSEP, Apollo Lunar Surface Experiments Package). Si distingue anche il Radioisotopic Thermoelectric Generator (RTG), l'unità di energia che alimentava ALSEP, ed una linea di geofoni in direzione da Ovest a Nord Ovest partendo da ALSEP. Ovviamente sono visibili anche le tracce del passaggio a piedi degli astronauti.

Vi ricordo che abbiamo già pubblicato molte immagini spettacolari dei siti lunari di atterraggio delle missioni Apollo. L'indice generale lo trovate qui


Immagini, credit NASA/GSFC/Arizona State University.

Fonte dati, LROC Site.

giovedì 8 luglio 2010

E° uscito MOONBASE ALPHA, il nuovo videogame on-line multiplayer della NASA

NEWS SPAZIO :- L’anno scorso avevamo parlato degli sforzi NASA per la realizzazione di un videogame multiplayer da giocare online, dal nome Astronaut: Moon, Mars & Beyond, una simulazione del “mestiere” di astronauta.

Da una comunicazione di martedì scorso ecco la notizia che la NASA ha fatto uscire Moonbase Alpha, un nuovo videogame multiplayer, gratuito ed on-line (Immagine, credit NASA).

Adesso ciascuno di noi può far parte di un team di esplorazione in un possibile insediamento lunare ed aver a che fare con sistemi di supporto vitale, rover, robot ecc. ecc.

E’ il primo gioco prodotto dal progetto NASA Learning Technologies Project e si colloca appunto come precursore del progetto più ampio di distribuire al grande pubblico contenuti spaziali “reali”.

Attraverso strumenti tecnologicamente avanzati ed interattivi come mondi virtuali, giochi ed applicazioni software il fine è quello di avvicinare, stimolare ed ispirare gli studenti (e non solo aggiungerei io) per educarli nelle Scienze, Tecnologie, Ingegneria e Matematica (in americano STEM, appunto Science, Technology, Engineering and Mathematics).

Qui sotto ecco un piccolo assaggio di quello che vi aspetta sulla Luna



Andate a questo sito NASA per saperne di più


Andate qui sotto invece per scaricare il gioco

http://www.nasa.gov/offices/education/programs/national/ltp/games/moonbasealpha/mbalpha-landing-collection1-Download.html

Per quanto riguarda la mia opinione, Go NASA Go!

mercoledì 7 luglio 2010

La piccola luna Dafni e le sue onde sugli anelli di Saturno

(Immagine, credit NASA/JPL/Space Science Institute)

NEWS SPAZIO :- Rilasciata dal team della sonda Cassini questa splendida foto di Dafni, la piccola luna di Saturno fotografata il 5 Luglio 2010 (e ricevuta a Terra il 6 Luglio). Dal diametro di appena 8 Km , essa orbita attorno al pianeta nella divisione di Keeler all'interno dell'anello A (la divisione è larga appena 42 Km).

Una cosa molto particolare che si vede benissimo è l'effetto gravitazionale che Dafni provoca sull'anello. A causa dell'eccentricità della sua orbita e della sua inclinazione ecco che l'oscillazione all'interno della divisione Keeler diventa causa delle onde che si possono notare nei bordi dell'anello.

Dafni è stato scoperto dal team di Cassini solamente pochi anni fa, nel 2005, e questa fotografia è fino ad ora la più "vicina" scattata alla piccola luna.

martedì 6 luglio 2010

Aperta la capsula di rientro della sonda giapponese HAYABUSA. Qualcosa al suo interno, by JAXA!


NEWS SPAZIO :- Continuiamo a parlare della missione giapponese HAYABUSA, che dopo sette anni e più di 2 miliardi di Km percorsi è tornata sulla Terra facendo atterrare con incredibile successo la sua capsula di rientro, con forse al suo interno quanto recuperato dall'incontro con l'asteroide Itokawa. Andate alla sezione dedicata del blog, al seguente URL

http://newsspazio.blogspot.com/search/label/hayabusa

per leggere tutte le notizie dello spettacolare rientro sulla Terra della capsula giapponese.

Per quanto riguarda le ultime notizie, eravamo arrivati al momento in cui l'Agenzia Spaziale Giapponese JAXA aveva iniziato ad aprire la capsula ritornata a casa (vedi qui).


Il cilindro interno è stato aperto e JAXA ha confermato la presenza di piccole particelle ("minute particles") al suo interno.

La prima fotografia che vedete in alto mostra appunto il cilindro interno della capsula di rientro. Sono assolutamente visibili le piccole particelle di polvere. Le vedete?


Oltre a quanto si riesce a vedere ad occhio nudo vi è anche del materiale più piccolo.

Potrebbe trattarsi effettivamente di qualcosa proveniente dall'asteroide Itokawa, oppure potrebbero essere particelle terrestri. Le analisi sono in corso e ci vorranno alcune settimane.

Immagini, credit JAXA / JSPEC.

AGGIORNAMENTO
Ecco un video "molto" significativo



Enjoy!