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venerdì 30 aprile 2010

Space Adventures ed Armadillo Aerospace insieme per offrire voli spaziali suborbitali commerciali

NEWS SPAZIO :- La società americana Space Adventures è quella compagnia che vende viaggi spaziali per la Stazione Spaziale Internazionale in collaborazione con l'Agenzia Spaziale della Federazione Russa (Roscosmos) a bordo di una capsula Soyuz. Ad oggi i "turisti spaziali" mandati nello Spazio sono sette per un totale di otto missioni (uno di questi ha fatto due missioni).

In una comunicazione di ieri nel loro sito Web Space Adventures annuncia un accordo di collaborazione esclusivo con la società Armadillo Aerospace per la realizzazione di voli suborbitali a pagamento.
Armadillo Aerospace ha infatti in realizzazione veicoli spaziali suborbitali ed insieme a Space Adentures venderanno questo tipo di esperienza.

Dal sito di Space Adventures si legge che il viaggio suborbitale prenderà il via da uno spazioporto negli Stati Uniti. Alcuni giorni di addestramento e poi il volo che porterà a vivere l'assenza di gravità per qualche minuto ad una quota superiore ai 100 Km di altezza.

Eric Anderson, presidente e CEO di Space Adventures, fornirà maggiori dettagli dell'accordo con Armadillo Aerospace in occasione della conferenza ISDC 2010 (International Space Development Conference 2010, presentata dalla National Space Society) che si terrà il prossimo 27 Maggio 2010.

Il prezzo di un volo suborbitale dovrebbe essere di 102.000 dollari americani, praticamente la metà di quanto propone Virgin Galactic e paragonabile a quanto già in precedenza dichiarato da un altro competitor, la XCor Aerospace, la quale annunciò di voler offrire voli suborbitali al costo di 95.000 dollari.

Lasciamo fare alla concorrenza!

Fonte dati, Space Adventures. Immagine, fonte Wikimedia.

giovedì 29 aprile 2010

Per la prima volta individuate acqua ghiacciata e molecole organiche in un asteroide, 24 Themis!

(Immagine, fonte NASA/JPL-Caltech/T. Pyle SSC)

NEWS SPAZIO :- Nel numero di oggi 29 Aprile 2010 della rivista Nature (questo) sono pubblicati due studi indipendenti riguardanti entrambi l'asteroide 24 Themis, un corpo roccioso di 20 Km di ampiezza che si trova a 480 milioni di km dal Sole (circa tre volte la distanza Terra-Sole), per l'aesattezza nella cintura degli asteroidi, localizzata quest'ultima tra le orbite di Marte e Giove.

(Immagine, fonte : Lunar and Planetary Institute)

Entrambi gli studi si basano su osservazioni spettroscopiche effettuate dall'Infrared Telescope Facility della NASA a Mauna Kea nelle Hawaii ed i risultati sono a dir poco affascinanti. Per la prima volta infatti sono state trovate prove della presenza di ghiaccio d'acqua e (contemporaneamente) di molecole organiche complesse in un asteroide.

Fino ad ora tracce di acqua e molecole organiche erano state trovate in meteoriti ma mai in asteroidi, considerati essere solamente corpi rocciosi. 24 Themis è uno dei più grandi tra un gruppo di asteroidi simili tra loro. Esso condivide orbite simili con altri oggetti che presentano delle "code" come le comete, code che si suppone essere dovute alla sublimazione del ghiaccio in vapore acqueo.

La tecnica utilizzata per la scoperta su 24 Themis è per l'analisi spettroscopica della luce riflessa dall'asteroide, nella quale sono state trovate l'appunto le firme dell'acqua e di complesse molecole organiche al momento ancora non identificate.

Il primo studio ha osservato 24 Themis in vari suoi punti a brevi intervalli nel corso di vari anni (a partire dal 2002), mentre il secondo studio ha seguito l'asteroide per alcune ore in un ben preciso punto per rilevare ogni variazione durante la rotazione intorno al proprio asse.

Un sottile strato di ghiaccio ricopre 24 Themis (prova di ciò era già stata presentata in precedenza in varie conferenze da entrambi i gruppi di studio nel 2008 e nel 2009), cosa che sembra essere strana considerato la relativa vicinanza dal Sole. Una possibile spiegazione è che vi sia uno strato di ghiaccio all'interno dell'asteroide.

L'importanza della scoperta sta nel fatto che poiché gli oggetti presenti nella cintura degli asteroidi sono rimasti tali e quali per miliardi di anni, allora la presenza di acqua e composti organici potrebbe essere presente in quantità molto "significativa". Inoltre è viva l'ipotesi che tale acqua possa aver dato origine i nostri oceani terrestri, e - perché no - "inseminato" con molecole organiche complesse il pianeta, molecole che sono i mattoni fondamentali da cui si è evoluta la vita.

Ancora più acqua nel sistema solare quindi, con maggiori probabilità che tale fenomeno sia molto più diffuso nel cosmo.

mercoledì 28 aprile 2010

Nuove bellissime foto dei paesaggi di Marte, by MRO!


NEWS SPAZIO :- Nuove bellissime immagini dalla sonda NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) in orbita intorno a pianeta Marte.
Grazie alla fotocamera telescopia dell'esperimento High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) abbiamo la possibiltà di ammirare meravigliosi paesaggi alieni, interessanti prima di tutto da un punto di vista scientifico e poi assolutamente spettacolari.

La prima foto che vedete qui sopra è del 9 Marzo scorso e mostra un cratere da impatto recentemente scoperto. L'ampia macchia scura è provocata proprio dall'impatto, la cui forza ha spazzato via la polvere più chiara presente in superficie. L'ampiezza di tale area è di circa 800 metri, il cratere di circa 20.

Tale cratere presenta una caratteristica molto particolare: è stato scavato sotto uno strato di ghiaccio sepolto e la forza dell'impatto ha sparso il ghiaccio tutt'intorno. Quando i crateri scavano il ghiaccio come in questo caso è possibile determinare preziose informazioni sulla estensione e profondità dello strato di ghiaccio stesso. Questi dati sono poi utilizzati dagli studiosi per scoprire come doveva essere il clima marziano nel suo passato.

La seguente immagine è dell'11 Marzo 2010 e ci fa vedere uno dei vari "pozzi" che si trovano nel fianco inferiore di Arsia Mons, uno dei vulcani giganti di Marte. La loro importanza sta nella possibilità avanzata da alcuni ricercatori che possano esservi caverne sotterranee.


Qui sotto ecco una meravigliosa immagine di questi pozzi in 3D. Armatevi quindi degli occhialini per vedere gli anaglifi (quelli rossi e blu).


I depositi stratificati del polo sud di Marte sono una serie di strati di ghiaccio uno sopra l'altro che arrivano fino a 3 Km di profondità (un po' come accade anche da noi sulla Terra). Quest'ultima bellissima foto è stata acquisita il 26 Gennaio 2007 e mostra il materiale all'interno di uno dei crateri che si trovano in prossimità del polo.


Questo cratere si estende per circa 44 Km ed è ricoperto di dune di sabbia.


Le macchie scure che si vedono sono una caratteristica tipica di come questo terreno si scongela e si osservano comunemente in tali regioni durante questa stagione.

Immagini, fonte NASA/JPL/University of Arizona.

martedì 27 aprile 2010

Lancio spaziale militare per la Russia

NEWS SPAZIO :- Un razzo vettore russo Cosmos-3M è partito ieri martedì 26 Aprile 2010 alle ore 04:08 dal Cosmodromo di Plesetsk, nella Russia nord occidentale.
A bordo un satellite militare, secondo quanto pubblicato dall'agenzia di Stampa russa Ria Novosti, che si va ad aggiungere ad una flotta di 60-70 satelliti militari russi di 'Reconnaissance'.

Cosmos-3M è un razzo a due stadi alimentato da propellente liquido. Ha al suo attivo 410 lanci a partire dal 1967 ed è progettato per mettere in orbita bassa, media ed alta un carico utile fino ad un massimo di 1500 Kg.

Lo scorso lancio di un vettore Cosmos-3M risale al 21 Luglio 2009, quando mise in orbita due satelliti, uno militare ed uno civile.

Fonte dati, Ria Novosti.

lunedì 26 aprile 2010

La missione STS-132 dello Space Shuttle Atlantis


NEWS SPAZIO :- Questo post introduce la prossima missione del programma spaziale Space Shuttle, la terz'ultima dalla sua fine. L'Orbiter è la navetta Atlantis e l'obiettivo primario è consegnare il nuovo modulo russo Mini Research Module-1 (MRM-1, Rassvet che in russo significa alba) il quale aumenterà lo spazio utile per la Stazione (5 metri cubi in più per cargo ed attrezzature scientifiche) e fornirà una nuova porta di attracco per le navette russe Soyuz e Progress.


MRM-1 verrà agganciato alla porta sud (porta Nadir, quella che "guarda" la Terra) del modulo Zarya. Esso conterrà rifornimenti per entrambi i settori americano e russo della Stazione. Al suo esterno troveranno posto un radiatore, un portellone di ingresso/uscita per attività extraveicolari e parti di ricambio per il braccio robotico ERA (European Robotic Arm) che raggiungerà la ISS nel 2011.

Ecco l'equipaggio: Ken Ham (Comandante), Tony Antonelli (Pilota), Garrett Reisman (Mission Specialist), Michael Good (Mission Specialist), Steve Bowen (Mission Specialist), Piers Sellers (Mission Specialist).


Il lancio è previsto per il giorno venerdì 14 Maggio 2010 dal Launch Pad 39-A del Kennedy Space Center alle ore 20:19 (ita). La missione durerà 12 giorni e sono previste tre EVA.


La missione STS-132 è l'ultimo volo della navetta Atlantis (a parte l'eventuale missione di soccorso STS-335 di backup a STS-133), la quale nei giorni scorsi è già stata integrata con i due razzi a combustibile solido SRB (Solid Rocket Booster) e con il grande serbatoio esterno ET (External Tank), ha già compiuto la manovra di Rollout e si trova quindi pronta sulla rampa di lancio.

Buon compleanno Hubble!


NEWS SPAZIO :- Un po' in tutto il mondo si festeggia il 20° anniversario del lancio del Telescopio Spaziale Hubble. Il 24 Aprile 1990 infatti prese il via la missione STS-31 dello Space Shuttle Discovery, che nei suoi cinque giorni di attività mise in orbita a circa 600 Km di altitudine lo Hubble Space Telescope (HST).

Non c'è molto da dire sul telescopio Hubble. In tutti noi vi è la consapevolezza che le sue osservazioni scientifiche hanno cambiato radicalmente la nostra visione dell'Universo. L'ultima missione di servizio della navetta spaziale svoltati l'anno scorso, Atlantis STS-125, ne ha poi aggiornato gli strumenti per sorprenderci ancora negli anni.

Festeggiamo quindi questo enorme evento scientifico con una delle sue ultime osservazioni.

La foto che vedete in alto è un particolare della Nebulosa Eta Carinae (NGC 3372), situata a 7500 anni luce da noi, nella costellazione della Carena. La colonna di gas e polvere cosmica è alta ben 3 anni luce, una cifra spaventosamente grande per noi, eppure del tutto infinitesima su scala cosmica.

I
tremendi eventi che hanno luogo all'interno della "nursery" stellare modificano la forma della nube di gas. Le nuove stelle che nascono all'interno della regione generano potentissimi venti cosmici di particelle cariche ad alta energia che plasmano la nube stessa e pongono le basi per la creazione di successive generazioni di stelle.

E' la nuova Wide Field Camera 3 (WCF3) a bordo di Hubble che ha generato nei giorni 1-2 Febbraio 2010 questa fantastica immagine composita. I bagliori blu corrispondono all'Ossigeno, in verde si hanno Idrogeno ed Azoto ed in rosso invece lo Zolfo.

Qui sotto vi è la stessa osservazione proposta anche in luce quasi-infrarossa (immagine a destra). In questa modalità si rendono visibili una miriade di stelle dietro il muro di gas e polvere.


Immagini, fonte NASA, ESA, M. Livio and the Hubble 20th Anniversary Team (STScI).

sabato 24 aprile 2010

Al via la nuova Agenzia Spaziale Messicana AEXA

(Immagine, fonte Jacques Descloitres, MODIS Rapid Response Team, NASA/GSFC)

NEWS SPAZIO :- Questa settimana il Congresso messicano ha votato a grande maggioranza in favore della creazione della nuova Agenzia Spaziale nazionale, la Agencia Espacial Mexicana (AEXA).

Il primo obiettivo della nuova agenzia sarà quello di scegliere le tecnologie su cui investirà il Messico nei prossimi anni, in modo da arrivare tra dieci anni a raggiungere altri paesi come Brasile e Canada ed avere una propria capacità di lancio.

Abbiamo già seguito l'evoluzione della proposta fatta nel 2007 dall'astronauta americano di origini messicane José Hernández (vedi qui).

Secondo le ultime notizie la sede principale della nuova AEXA sarà nello stato di Hidalgo. Un sito di lancio verrà realizzato invece nella costa est dello Yucatan vicino alla città di Chetumal (la capitale dello stato di Quintana Roo) a circa 15-20 Km dalle zone abitate. Esso verrà costruito in un'area di 30 ettari.

(Immagine, fonte NASA)

Hernandez ha dichiarato che la nuova AEXA è pronta per cooperare con tutti i paesi nell'esplorazione pacifica dello spazio.

Nel 1996 Russia e Messico firmarono un accordo di cooperazione in ricerca spaziale ed esplorazione per scopi pacifici. Nel Marzo dle 2009 una delegazione di esperti dell'Agenzia Spaziale della Federazione Russa (Roscosmos) visitarono il Messico per discutere sulla creazione della nuova Agenzia Spaziale Messicana. Dopo tale incontro il vice capo Roscosmos Sergei Savelyev dichairò che la Russia era pronta ad aiutare il Messico per sviluppare il proprio porgramma spaziale nazionale su base commerciale.

Il finanziamento iniziale del progetto è di appena 800.000 dollari, che dovrebbe consolidarsi in un budget annuale di 8 milioni.

Fonte dati, RiaNovosti, Science AAA/S.

venerdì 23 aprile 2010

Lanciato lo spazioplano militare americano X-37 B, il video

NEWS SPAZIO :- Lanciato la scorsa notte a bordo di un razzo Atlas V il mini-shuttle militare americano, lo spazioplano X-37B di cui avevamo parlato in questo precedente post



Il lancio è avvenuto alle 01:52 ora italiana di oggi dal Launch Complex 41 della Cape Canaveral Air Force Station.

Lo spazioplano è a tutti gli effetti un veicolo robotico automatico senza equipaggio controllato remotamente. La sua forma ricorda uno Space Shuttle in miniatura ma direi che le somiglianze finiscono qui.

La missione dell' X-37B o OTV-1 (Orbital Test Veichle 1) è classificata e la sua durata non è stata resa nota. Tra gli obiettivi di missione da parte della US Air Force vi sono il testare le tecnologie implementate nello spazioplano, quali ad esempio i sistemi di navigazione e controllo, i sistemi di protezione termica alle alte temperature, l'avionica ecc. ecc.

L'X-37 B ha la capacità di restare in orbita per un massimo di 270 giorni per poi atterrare alla base militare di Vanderberg in California.

Qui sotto vedete il video del lancio



Una volta in orbita l'X-37B è programmato per aprire le porte del proprio payload bay e dispiegare i pannelli solari.

Al di là degli aspetti "militari" della notizia direi che è interessante - specialmente in questo momento - osservare la nascita di un nuovo veicolo spaziale riusabile in grado di raggiungere l'orbita terrestre.

Una fotografia molto speciale dello Space Shuttle Discovery STS-131

(Immagine, fonte NASA)

NEWS SPAZIO :- Mi sono imbattuto in questa foto molto particolare dello Space Shuttle Discovery STS-131 poco dopo essersi separato dalla Stazione Spaziale Internazionale lo scorso 17 Aprile 2010, al termine della sua missione conclusasi con l'atterraggio al Kennedy Space Center tre giorni dopo.

Il fotografo è l'astronauta giapponese Soichi Noguchi dall'interno della Stazione.

Discovery sembra quasi nuotare nel bellissimo mare vicino all'Isola di Providencia, a circa 150 miglia (240 Km) dalle coste del Nicaragua.

Personalmente non chiedo di meglio: mare, sole ed una nave spaziale!

Le grandi energie del Pianeta Terra

(Immagine, fonte NASA)

NEWS SPAZIO :- Tranquilli, non è la nube di cenere di un vulcano in eruzione. Siamo sopra il continente africano - Pianeta Terra - e questa immagine davvero eccezionale mostra alti e densi cumulonembi, il risultato di una forte instabilità atmosferica.

La grande energia di queste tempeste è associata a forti precipitazioni, fulmini, forte vento e tornadi.

Cliccate nella foto per vederla alla risoluzione massima.

giovedì 22 aprile 2010

Le prime fantastiche immagini e video del Sole ad altissima risoluzione del nuovo osservatorio spaziale SDO


NEWS SPAZIO :- Sono arrivate le prime immagini del nuovo osservatorio NASA dedicato allo studio del nostro Sole, il satellite SDO (Solar Dynamics Observatory) lanciato lo scorso 11 Febbraio 2010 da Cape Canaveral.

L'aspettativa degli scienziati è quella di comprendere meglio le dinamiche della nostra stella. Alcune delle prime immagini arrivate mostrano dettali mai visti prima dell'attività solare.

Date un'occhiata alla spettacolare fotografia pubblicata qui sopra. Ripresa da SDO il 30 Marzo 2010 essa è il risultato di un'osservazione estrema su varie lunghezze d'onda della banda degli ultravioletti. Il colore rosso indica gas a temperature relativamente "basse", circa 59.727 °C (60.000 °K); il blu ed il verde sono invece gas "più caldi", con temperatura maggiore di 999.727 °C (1.000.000 °K).

"queste prime immagini mostrano una dinamica nel Sole che non avevo mai visto prima in 40 anni di ricerche solari" sono le parole di Richard Fisher, direttore della Heliophysics Division alla sede centrale NASA di Washington. "SDO cambierà la nostra comprensione del Sole e dei suoi processi che influenzano le nostre vite e la nostra società. Questa missione avrà un enorme impatto sulla scienza, simile all'impatto del Telescopio Spaziale Hubble sulla moderna astrofisica".

SDO è il satellite più avanzato in assoluto per lo studio del Sole. Nei suoi cinque anni di missione SDO ne esaminerà il campo magnetico ed aiuterà gli scienziati a comprenderne meglio la sua influenza sulla chimica dell'atmosfera terrestre e sul clima. SDO determinerà come viene generato il campo magnetico solare, come esso è strutturato e come viene convertito nei violenti eventi quali ad esempio il vento solare, i brillamenti solari e le CME (Coronal Mass Ejections, materiale espulso a gran velocità dall'atmosfera solare verso lo spazio esterno).
Quando queste immense nuvole di materiale sono dirette verso la Terra possono causare grandi tempeste magnetiche nella nostra magnetosfera e negli strati più alti della nostra atmosfera. Obiettivo fondamentale è quindi quello di migliorare la nostra abilità di predire tali fenomeni.

L'immagine che vedete qui sotto mette a confronto la dimensione relativa delle immagini prodotte da SDO con quelle di precedenti missioni dedicate allo studio della nostra stella.


Per la prima volta saranno campionate e registrate immagini dell'attività solare con una risoluzione 10 volte superiore alla TV in HD, una ogni 0,75 secondi. Per confronto SOHO cattura una foto del sole ogni 12 minuti e STEREO una ogni 90 secondi.

Dalla sua orbita geostazionaria SDO invia ogni giorno a Terra 1,5 Terabyte di dati. Si tratta di una bella cifra, pari a 1,5 x 1024 x 1024 x Megabyte = 1.572.864 MB, un milione e mezzo di megabyte, all'incirca mezzo milione di canzoni in formato MP3.

Gli strumenti a bordo del nuovo osservatorio americano sono tre.

Helioseismic and Magnetic Imager
Esso mappa il campo magnetico e "guarda" sotto la superficie opaca del Sole. Verranno riprese immagini nella banda visibile della radiazione elettromagnetica. Gli scienziati saranno in grado di registrare immagini agli ultrasuoni e studiare le regioni del Sole che hanno una particolare attività.

Atmospheric Imaging Assembly
E' un gruppo di quattro telescopi progettati per fotografare la superficie e l'atmosfera del Sole in 10 differenti lunghezze d'onda (o colori) selezionati per rivelare aspetti di interesse dell'attività solare.

Extreme Ultraviolet Variability Experiment
Questo esperimento misura le fluttuazioni delle emissioni radianti del Sole. Tali emissioni hanno effetti diretti sugli strati più alti dell'atmosfera terrestre, riscaldandoli e spezzandone atomi e molecole.

Guardate qui sotto uno dei primi spettacolari video realizzati con le nuove immagini di SDO. In particolare si tratta di una eruzione solare del 30 marzo 2010



Immagini, fonte NASA.

mercoledì 21 aprile 2010

Le immagini satellitari dell°eruzione del vulcano Eyjafjallajokull in Islanda

(Immagine, fonte NASA/Kurt Severance and Tim Marvel)

NEWS SPAZIO :- Grande interesse in tutta Europa per l’evoluzione dell'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull. Varie agenzie spaziali, prima fra tutte la NASA, collaborano per studiare e monitorare la situazione. Rispondendo ad una richiesta di un lettore del blog ecco alcune immagini significative dell'evento.

La prima che vedete in alto è di sabato 17 Aprile 04:00 (ita). Registrata dal satellite CALIPSO (Cloud-Aerosol Lidar and Infrared Pathfinder Satellite Observations) essa mostra lo spostamento della nuvola di cenere del vulcano Eyjafjallajokull. La particolarità dell'immagine è che essa mostra un profilo in verticale dell'atmosfera sopra l'Europa.
Il Lidar manda una serie di brevi impulsi laser verso l'atmosfera e ne misura la luce che da questa viene riflessa ricavando da ciò importanti caratteristiche sulle nuvole e sul materiale in sospensione incontrato. Calipso, operativo da circa quattro anni, è una joint mission tra NASA e CNES, l'Agenzia Spaziale Francese.

Le foto qui sotto sono invece del satellite americano TERRA, il quale volando direttamente sopra l'Islanda ha registrato tutta una serie di immagini con lo strumento MISR (Multi-angle Imaging SpectroRadiometer).

(Immagini, fonte NASA/GSFC/LaRC/JPL, MISR Team)

Siamo al 19 Aprile. La prima foto in alto riprende il vulcano Eyjafjallajokull, mentre la seconda è la stessa immagine con sovrapposta una mappa dell'altitudine del pennacchio di fumo. Si passa da poche centinaia di metri sopra la superficie a 4,5 Km di altitudine (inferiore ai 7,3 registrati da MISR il 14 Aprile scorso). Qui sotto l'immagine 3D (anaglifo) generata dai dati MISR.

(Immagine, fonte NASA/GSFC/LaRC/JPL, MISR Team)

Ecco adesso un'altra immagine sempre del satellite TERRA ripresa con lo strumento MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) ieri 20 Aprile 2010 alle 13:55 ora italiana. Essa mostra la colonna di fumo dell'eruzione. Rispetto ai giorni precedenti essa appare di colore più chiaro

(Immagine, fonte NASA's MODIS Rapid Response Team)

L'immagine seguente è del satellite americano AQUA, anch’essa ripresa il 19 Aprile. L'eruzione è stata particolarmente esplosiva perché è salita da sotto un ghiacciaio spesso 200 metri. Il ghiaccio fuso colando nel cratere ha contribuito a creare la colonna di cenere che ha raggiungo i 9 Km di altitudine. Adesso che il ghiaccio è per la maggior parte evaporato, pur continuando l'eruzione, la nuvola di cenere sta diminuendo la propria altezza.

(Immagine, fonte NOAA/NASA)

Qui sotto invece ecco un'osservazione datata 19 Aprile dello strumento ASTER (Advanced Spaceborne Thermal Emission and Reflection Radiometer) a bordo del satellite TERRA. Si individua una colonna eruttiva bianca portata a Sud dai venti.

(Immagine, fonte NASA/GSFC/METI/ERSDAC/JAROS, and U.S./Japan ASTER Science Team)

Le aree evidenziate di rosso indicano la lava incandescente dall’attuale bocca del vulcano (in alto a sinistra) e la lava ancora incandescente generata da precedenti fasi dell'eruzione (in alto nel centro). Questa foto copre un'area di 58,6 km x 46,8 Km. La risoluzione è di 15 metri/pixel.

Qui sotto ecco altre due immagini, riprese dallo strumento HYPERION a bordo del satellite NASA EO-1 (Earth Observing-1) del 17 Aprile 2010, a sinistra nelle lunghezze d'onda del visibile, a destra ad infrarossi.

(Immagine, fonte NASA/JPL/EO-1 Mission/GSFC/Ashley Davies)

E’ proprio l’osservazione ad infrarossi che rivela le intense emissioni termiche che emanano dalla bocca del vulcano, nell'ordine di almeno 60 megawatt (è la stessa di 60.000 case). Tuttavia essa rappresenta solamente una piccola frazione dell'energia totale rilasciata dal vulcano.
La risoluzione dell'immagine è di 30 metri/pixel.

Torniamo ancora indietro nel tempo e vediamo questa immagine del 15 Aprile (il giorno dopo l'eruzione) ripresa dallo strumento MODIS a bordo del satellite TERRA.

(Immagine, NASA GSFC/JPL)

La porzione di immagine a sinistra è anch'essa nel visibile, mentre quella a destra mostra l'emissione termica ad infrarossi. In quest'ultima immagine il pennacchio di cenere appare rosso a causa della presenza di materiali ricchi di anidride silicica (silica in inglese). Le nuvole ricche di ghiaccio appaiono invece blu.

Per concludere ecco un'ultima foto sempre del 15 Aprile. L'eruzione del vulcano Eyjafjallajökull era cominciata il 14 Aprile, per la seconda volta nel mese.

(Immagine, NASA/MODIS Rapid Response Team)

La foto è anch'essa del MODIS a bordo di TERRA e si vede la colonna di cenere proveniente dal vulcano.

Fonte dati, NASA.

martedì 20 aprile 2010

Una bellissima immagine del Sud Italia dal satellite europeo Envisat

(Immagine, fonte ESA)

NEWS SPAZIO :- Guardate che bella questa foto scattata il 18 Marzo scorso dal satellite ESA Envisat, in pieno inizio di primavera. Molto suggestivo l'Etna ricoperto di neve.

Click-ate sull'immagine per vederla alla sua massima risoluzione.

Space Shuttle Discovery STS-131 atterrato in Florida

(Immagine, fonte NASA TV)

NEWS SPAZIO :- Dopo 238 orbite intorno alla Terra è atterrato alle ore 9:08 am EDT (15:08 ita) lo Space Shuttle Discovery STS-131 (touch down delle ruote posteriori alle ore 15:08:35, touch down delle ruote anteriori alle 15:08:47, ruote ferme alle ore 15:09:33).

L'atterraggio era inizialmente previsto per ieri ma entrambe le opportunità di rientro erano andate a vuoto a causa del cattivo tempo.

Discovery torna a casa dopo 15 giorni, 2 ore e 47 minuti. Si è trattato del suo penultimo volo, il quart'ultimo del programma Space Shuttle.

La navetta era arrivata sulla Stazione Spaziale Internazionale lo scorso 7 Aprile, portando più di 7 tonnellate di rifornimenti. Durante i 10 giorni di permanenza sulla Stazione sono state effettuate tre passeggiate spaziali (uno, due e tre).

Qui sotto due video YouTube

Ok dal centro di controllo per il Deorbit Burn



e l'atterraggio al Kennedy Space Center





I crateri lunari del polo sud potrebbero essere elettrificati, by NASA

(Immagine, fonte NASA)

NEWS SPAZIO :- Il 24 Marzo scorso è stato pubblicato un lavoro di ricerca sul Journal of Geophysical Research riguardante la nostra Luna. Il lead author è William Farrell, scienziato NASA del Goddard Space Flight Center di Greenbelt. La ricerca pubblicata è parte del progetto Dynamic Response of the Environment at the Moon (DREAM) del Lunar Science Institute.

Ciò che viene ipotizzato dagli studiosi è che alcuni crateri appartenenti alle regioni polari del nostro satellite potrebbero avere una carica elettrica anche di centinaia di Volt.

Tali crateri sono diventati estremamente importanti nei mesi scorsi per via delle notevoli quantità di ghiaccio d'acqua che sono state scoperte.

Responsabile di tutto sarebbe il vento solare che investe le regioni polari lunari. Il Sole irradia costantemente nello spazio un flusso costante di particelle cariche elettricamente, tra cui elettroni ed ioni positivi. Essi raggiungono tali regioni polari praticamente con un flusso orizzontale (data la lieve inclinazione della Luna rispetto al Sole). Altrettanto orizzontale è il flusso che si ha lungo le regioni in cui vi è la transizione giorno-notte (terminatore).

Quindi, il vento solare "soffia" e quando trova nel suo cammino un'ostruzione, ad esempio la parete di un cratere lunare, quest'ultima potrebbe caricarsi elettricamente anche di centinaia di Volt, in base ad una serie di simulazioni condotte nella ricerca in oggetto. L'afflusso di vento solare all'interno dei crateri può erodere la superficie e colpire le molecole d'acqua recentemente scoperte.

Un ambiente con una complessa attività elettrica è quindi da tenere in considerazione con molta attenzione nella progettazione di una missione esplorativa. Robot, strumentazione elettronica potrebbero risultare "sensibili" a tale condizione e danneggiarsi per via di scariche statiche. Inoltre la polvere lunare appiccicosa ed abrasiva potrebbe avere un effetto logorante per le tute spaziali e se portate all'interno di un veicolo spaziale potrebbe essere dannosa se inalata per un lungo periodo.

I ricercatori hanno condotto simulazioni per scoprire cosa accade quando il vento solare soffia sui bordi di un cratere polare. Per molti versi il comportamento è simile a quello del vento sulla Terra, tranne che per gli effetti dovuti alla sua carica elettrica. Poiché gli elettroni sono 1000 volte più leggeri degli ioni positivi ecco che essi si accumulano in misura molto maggiore creando regioni cariche negativamente all'interno dei crateri. Ci possono essere anche alcuni ioni positivi che si depositano, ma sempre in forte minoranza. Tutto questo porta le pareti interne ed il fondo di tali crateri ad accumulare carica negativa. I calcoli mostrano che questo effetto è maggiormente marcato nei bordi dei crateri che risultano essere "sotto vento".

Il prossimo passo è realizzare modelli più complessi aspettando il 2012 quando la NASA lancerà la missione LADEE (Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer) che dall'orbita lunare fornirà nuovi dati.

Fonte dati, NASA.

AGGIORNAMENTO
Ecco un bel video descrittivo, credit UniverseToday e YouTube



Enjoy!

lunedì 19 aprile 2010

Aspettando lo Space Shuttle Discovery STS-131 ecco lo spettacolare video HD del lancio

(Immagine, fonte NASA/Tony Gray and Tom Farrar)

NEWS SPAZIO :- Mentre aspettiamo il rientro dello Space Shuttle Discovery STS-131, separatosi dalla Stazione Spaziale Internazionale sabato scorso, vi propongo il video del lancio in HD davvero spettacolare, dal canale YouTube di NASA Television. Eccolo



Discovery sarebbe dovuto atterrare oggi al Kennedy Space Center ma il rientro è stato rinviato a domani a causa delle cattive condizioni meteo. Pioggia e nuvole nell'area di atterraggio hanno fatto andare a vuoto le due opportunità di landing per oggi.

Se ne riparlerà domani. La prima opportunità per la manovra di deorbiting ("colpo" di freno dei motori di manovra per rallentare ed uscire dall'orbita e per farsi catturare dall'atmosfera terrestre e tornare a casa) potrà essere effettuata alle ore 6:28 am EDT (12:28 ita) per un atterraggio poco più di un'ora dopo, alle ore 13:34 (ita).
La seconda opportunità di deorbiting è alle ore 8:02 am EDT (14:02 ita) per un atterraggio alle ore 15:08 (ita).

E' poi possibile che l'atterraggio avvenga in California alla base di Edwards. In questo caso la prima opportunità per il deorbit burn ci sarebbe alle ore 13:56 (atterraggio alle ore 15:01), la seconda alle ore 15:30 (atterraggio alle ore 16:35) e la terza alle ore 17:05 (atterraggio alle ore 18:11).

Fallito lancio indiano, problemi al propulsore criogenico

NEWS SPAZIO :- L'India contava molto sul lancio spaziale del 15 Aprile scorso che avrebbe inaugurato il nuovo motore criogenico di fabbricazione interamente indiana per il terzo stadio del lanciatore GSLV-D3 (Geo-synchronous Satellite Launch Vehicle) giunto al suo sesto lancio.

La missione aveva l'obiettivo di mettere in orbita il satellite per telecomunicazioni GSAT-4.

Dopo un decollo nominale ecco i problemi all'atto dell'accensione del terzo stadio, per l'appunto il motore criogenico. All'inizio pareva che il motore non si fosse acceso. Il veicolo dopo aver perso assetto e velocità è precipitato in mare.

E' il secondo fallimento per il vettore GSLV, il primo dei quali avvenuto nel 2006 con un motore criogenico di fabbricazione russa.

Gli scienziati dell'Agenzia Spaziale Indiana (ISRO), riuniti al Vikram Sarabhai Space Centre a Thiruvananthapuram per investigare i motivi di tale fallimento, hanno potuto constatare che contrariamente alle prime notizie rilasciate il motore criogenico si era acceso. Il problema pare essere nel guasto di una turbo pompa che ha improvvisamente smesso di alimentare il motore dopo 1 secondo dalla sua accensione.

Un'apposita commissione verrà costituita dalla ISRO per determinare le esatte cause del problema e per la fine di Maggio sono attese le sue conclusioni.

sabato 17 aprile 2010

Il discorso del Presidente Barack Obama al Kennedy Space Center

(Immagine, fonte NASA/Jim Grossman)

NEWS SPAZIO :- E' la notizia della settimana e se ne parlerà certamente per molto tempo. Come già anticipato in precedenza giovedì 15 Aprile si è tenuto il discorso del Presidente Barack Obama al centro spaziale Kennedy in Florida, nel quale il capo dell'esecutivo americano ha approfondito la sua nuova "vision" sull'esplorazione spaziale made in USA, una visione introdotta a Febbraio con la presentazione della proposta di Budget NASA per l'anno 2011.

L'inizio è davvero scoppiettante. "Fatemi iniziare con l'essere estremamente chiaro: io sono al 100% impegnato sulla missione della NASA e sul suo futuro".

E' stato sottolineato l'interesse a compiere l'esplorazione robotica del sistema solare, ad estendere la vita della Stazione Spaziale Internazionale sperabilmente per più di cinque anni durante i quali il suo utilizzo continuerà ad essere lo svolgimento di ricerche avanzate per aiutare a migliorare la vita sulla Terra e contemporaneamente aumentare le nostre capacità di sopravvivenza nello spazio.

Per raggiungere la ISS la NASA lavorerà con un insieme sempre maggiore di compagnie private in competizione tra loro per raggiungere lo spazio con maggior facilità ed economicità. A chi ha contestato questa nuova direzione che si appoggia fortemente sull'industria privata il Presidente Obama ha risposto che la NASA si è sempre servita dell'industria privata per la progettazione e la costruzione che hanno portato gli astronauti americani nello spazio a partire dal progetto Mercury e fino allo Space Shuttle.
La differenza è comprare servizi di trasporto spaziale piuttosto che solamente i veicoli di lancio. Questa differenza viene ritenuta fondamentale per l'accelerazione dell'innovazione e lo sviluppo di nuove aziende.

La capsula Orion verrà salvata. L'idea è quella di sfruttare quanto di buono c'è stato nel programma Constellation (cancellato da Obama nella sua proposta di bilancio NASA 2011) con la realizzazione di un Crew Rescue Vehicle per la Stazione Spaziale Internazionale. Questa sarà poi la base per lo sviluppo dei successivi veicoli abitati per le esplorazioni future.

Verranno investiti più di 3 miliardi di dollari per condurre ricerche su di un "Heavy lift rocket", un lanciatore pesante necessario per aprire la strada all'esplorazione spaziale oltre l'orbita lunare. Entro il 2015 verrà finalizzato un nuovo progetto di lanciatore e successivamente realizzato.

La direzione che il Presidente americano ha descritto come la strada da percorrere è quella dello sviluppo di nuove tecnologie, del vincere nuove sfide per raggiungere lo spazio in maniera più semplice, veloce, economica, per viverlo e per imparare a spingersi oltre.

L'aspettativa è che per il 2025 potrà prendere vita la prima missione spaziale con equipaggi oltre la Luna. Verranno inviati astronauti su di un asteroide per la prima volta nella storia e nella metà degli anni 2030 verrà raggiunta Marte con una missione che arriverà fino ad immettersi in orbita. L'atterraggio sul Pianeta Rosso avverrà in una missione successiva.

Per quanto riguarda la Luna il Presidente Obama ha semplicemente detto che "ci siamo già stati [...] c'è così tanto Spazio da esplorare".

All'interno della nuova visione c'è la convinzione che spingere sull'innovazione e sulle industrie private in campo spaziale possa generare nuove possibilità occupazionali, garantendo lavoro a partire dalla Florida, la regione americana dove più forte è la presenza spaziale.

A chi chiede perché spendere soldi per lo spazio invece di pensare ai problemi che ci sono sulla Terra Barack Obama ha risposto che "il programma spaziale ha alimentato occupazione ed intere industrie [...] ha migliorato le nostre vite, ha fatto avanzare la nostra società, rafforzato la nostra economia ed ispirato generazioni di Americani".

Questo è più o meno tutto. Un discorso molto determinato. Devo dire che l'unica cosa che mi lascia con parecchi dubbi è la posizione presa nei confronti della Luna. Vedremo nei prossimi giorni l'evolversi della situazione e sopratutto aspettiamo che si esprima il Congresso.

Qui sotto trovate il video del discorso del Presidente Obama



e qui la sua trascrizione

http://www.nasa.gov/news/media/trans/obama_ksc_trans.html

giovedì 15 aprile 2010

Space Shuttle Discovery STS-131 ed EVA-3

(Immagine, fonte NASA TV)

NEWS SPAZIO :- Sono stati ancora Rick Mastracchio e Clayton Anderson gli astronauti protagonisti della terza ed ultima passeggiata spaziale prevista per la missione dello Space Shuttle Discovery STS-131, iniziata alle 08:14 ora italiana di martedì scorso e durata 6 ore e 24 minuti.

Durante l'attività extraveicolare è stata completata l'installazione del nuovo ATA (Ammonia Tank Assembly montato in precedenza nella Truss della Stazione Spaziale Internazionale.

Sono poi stati rimossi gli scudi di protezione dai micrometeoriti relativi ad una piattaforma del modulo Quest Airlock per riportarli a Terra,

Il vecchio ATA è stato rilocato nel vano di carico dello Shuttle pre mezzo del braccio robotico della Stazione (SSRMS) ed assicurato ad un apposito sostegno. Gli astronauti hanno avuto un po' di problemi nell'avvitare i quattro bulloni del vecchio ATA ma alla fine sono riusciti a fissarlo.

Anderson ha poi svolto alcune attività preparatorie alla prossima missione Shuttle (Atlantis STS-132).

Da Terra però non è stato possibile attivare il nuovo ATA a causa di un problema ad una valvola di alimentazione dell'azoto. Inizialmente si era ipotizzata una quarta EVA, ma poi questa eventualità è rientrata. Da Terra continuano a valutare il problema.

Un robot umanoide sulla Stazione Spaziale Internazionale

(Immagine, fonte NASA)

NEWS SPAZIO :- Abbiamo già parlato del robot umanoide ROBONAUT 2 (R2), andate a leggere questo post



La NASA ha intenzione di farlo diventare membro permanente della Stazione Spaziale Internazionale.

R2 verrà lanciato a bordo della missione Space Shuttle Discovery STS-133, attualmente in programma per settembre. La condizione di microgravità della Stazione sarà l'ambiente in cui verrà testato il robot, il quale risiederà nel laboratorio americano Destiny. Tuttavia saranno possibili future estensioni del suo campo di attività sia all'interno che - sperabilmente - all'esterno della ISS.

John Olson, Direttore dello Exploration Systems Integration Office alla sede centrale NASA di Washington: "Il potenziale combinato di umani e robot è un esempio perfetto della somma che vale più delle parti. Questo ci consentirà di arrivare più lontano e di ottenere più di quanto probabilmente potremmo immaginare oggi".

Si tratta di un passo estremamente significativo. R2 è progettato "in forma umana" e questo gli da la capacità di lavorare in ambienti e di utilizzare strumenti progettati per esseri umani. Anche se questo esemplare di R2 non è equipaggiato con le adeguate protezioni per operare nello spazio, testarlo all'interno della ISS si pone come un passo intermedio e propedeutico all'avere una integrazione uomo-macchina funzionale per le future missioni spaziali.

Sarà interessante vedere come R2 e gli astronauti potranno interagire tra loro.

R2 è adesso sottoposto ad una serie di test finalizzati alla preparazione al volo spaziale: vibrazioni, vuoto, maggiori livelli di radiazioni.

Primo volo scientifico per il Global Hawk, l°aereo robotico della NASA

(Immagine, fonte NASA/Dryden/Carla Thomas)

NEWS SPAZIO :- Il Global Hawk è un aereo robotico della NASA che recentemente ha completato il suo primo volo scientifico. Global Hawk può volare autonomamente e raggiungere altitudini fino a 18,3 Km (60.000 piedi) - il doppio rispetto alle quote di un volo aereo civile - e coprire distanze fino a 20.000 Km, circa la metà della circonferenza terrestre.

Gli operatori 'umani' pre-programmano un flight path (un tracciato di volo) che poi l'aereo percorrerà autonomamente per una durata di volo massima di 30 ore, restando in collegamento satellitare con il centro NASA Dryden Flight Research Center nel deserto Mojave in California.

La prima campagna di volo è denominata GloPac (Global Hawk Pacific) e comprende tutta una serie di voli. Più di 130 persone tra ricercatori e tecnici sono impiegati nel progetto.
Il primo volo scientifico è stato effettuato il 7 Aprile scorso ed il robot ha volato per 14,1 ore percorrendo 8.300 Km dalla California (Dryden) fino all'Alaska (Lat. 54.6° N, Long. 150.3° W). L'altitudine massima raggiunta è stata di 18.6 Km.

"Il Global Hawk è un aereo rivoluzionario per la scienza [...] Nessun'altra piattaforma scientifica fornisce un tale ‘range’ in spazio e tempo per monitorare la rapida evoluzione dei fenomeni atmosferici. Questa missione è la nostra prima opportunità per dimostrare le capacità uniche di questo aereo e nel mentre raccogliere dati atmosferici in una regione scarsamente monitorata" sono le parole di Paul Newman scienziato di missione per il GloPac ed Atmospheric Scientist al centro NASA Goddard Space Flight Center.

Il nuovo robot contiene infatti 11 strumenti scientifici per individuare e studiare la composizione chimica dei due strati più bassi dell'atmosfera terrestre, per comprenderne la loro dinamica e meteorologia e per osservare la distribuzione delle nuvole e delle particelle in sospensione.
Il Global Hawk consente di raggiungere regioni al di sopra di quanto è finora possibile con aerei con pilota, regioni scarsamente esplorate ed irraggiungibili in precedenza e monitorarle per estesi periodi di tempo, cosa impossibile da realizzare con aerei convenzionali.

I voli GLoPac dovrebbero consentire agli scienziati di osservare la rottura del vortice polare, un ciclone su larga scala che domina le condizioni meteorologiche invernali in tutto l'Artico particolarmente importante per comprendere l'esaurimento dello strato di ozono nell'emisfero Nord. Inoltre gli studiosi si aspettano anche di raccogliere dati tra i 45000 piedi (13.7 Km) ed i 65000 piedi (19.8 Km), dove vengono distrutti molti gas "serra" e sostanze che concorrono ad esaurire lo strato di ozono. Verranno misurati polvere, fumo ed inquinamento che attraversano il Pacifico provenendo dall'Asia e dalla Siberia e che hanno effetto sulla qualità dell'aria negli USA.

Il Centro di controllo è il (GHOC) Global Hawk Operations Center (sempre al centro NASA Dryden Flight Research Center) dove il robot è monitorato remotamente. Anche se esso vola autonomamente, in qualunque momento gli operatori a terra possono prenderne il controllo manuale. Gli scienziati possono controllare remotamente gli strumenti scientifici a bordo del veicolo.

Global Hawk è stato costruito dalla Northrop Grumman Corp. (Rancho Bernardo, California) ed aveva volato come dimostratore tecnologico del programma Advanced Concept Technology Demonstration sponsorizzato dalla Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency) americana.

mercoledì 14 aprile 2010

11.800 nuovi posti di lavoro ogni anno nel settore spaziale privato secondo uno studio della Commercial Spaceflight Federation

(Immagine, fonte SpaceX)

NEWS SPAZIO :- Domani 15 Aprile sarà una giornata importante. Come abbiamo già indicato in precedenza il Presidente Americano Barack Obama presenterà i dettagli della sua nuova "vision" per l'esplorazione spaziale degli Stati Uniti per i prossimi anni, iniziata con la presentazione della sua richiesta di Budget NASA per il 2011 dello scorso febbraio.

Nel frattempo vi propongo i risultati di uno studio commissionato dalla Commercial Spaceflight Federation (CSP) alla società Tauri Group, la quale ha preso in considerazione i nuovi finanziamenti NASA per sviluppare il settore spaziale commerciale (Commercial Crew and Cargo Program) come indicato proprio nella richiesta di Budget 2011 del presidente Obama (circa 6 miliardi di dollari per i prossimi 5 anni).

Basandosi su di un modello di impatto economico governativo sviluppato dallo U.S. Bureau of Economic Analysis i risultati di questo studio sembrano essere molto interessanti. In sostanza lo studio ha indicato che vi sarà una crescita occupazionale media "diretta" nel settore spaziale privato pari a 11.800 nuovi posti di lavoro all'anno per i prossimi cinque anni.

Il Presidente di CSF Bretton Alexander ha dichiarato: "L'analisi di Tauri Group indica un picco di nuovi posti di lavoro di 14.200 nel FY2012 [anno fiscale 2012] dovuto alla progettazione e sviluppo di capsule spaziali per trasportare gli astronauti sulla/dalla Stazione Spaziale Internazionale, allo 'Human Rating' [certificazione al volo spaziale umano] dei razzi, agli aggiornamenti delle infrastrutture di lancio a Cape Canaveral, alla produzione dei veicoli di lancio ed ai lanci dimostrativi durante la fase di sviluppo".

E' poi importante osservare che questo studio ha preso in considerazione solamente i finanziamenti NASA, non includendo quindi gli investimenti privati nel settore spaziale. Inoltre le cifre sull'incremento occupazionale sono solamente quelle "dirette", cioè quelle relative ai nuovi posti di lavoro direttamente coinvolti nelle attività suindicate. Non sono quindi conteggiati tutti i posti di lavoro "indiretti", generabili dall'avvio di questo nuovo business spaziale.

Al sito web di Tauri Group è possibile scaricare i risultati dello studio compiuto


Cifre assolutamente interessanti, non trovate anche voi?

Nessun segnale da Marte, Phoenix Lander non contatta Mars Odyssey

(Immagine NASA/JPL)

NEWS SPAZIO :- La sonda NASA Mars Odyssey in orbita intorno a Marte non ha ricevuto alcun segnale dal Mars Phoenix Lander durante la terza campagna di ascolto in programma dal 5 al 9 Aprile 2010. Durante questo periodo di tempo Odyssey è passata sopra il sito di atterraggio di Phoenix per 60 volte, ma nessun segnale è stato ricevuto.

Le altre due precedenti campagne di ascolto si erano svolte a Gennaio ed a Febbraio, anch'esse senza esiti positivi.

Phoenix completò la sua missione piena di entusiasmanti scoperte scientifiche nel Novembre del 2008, lavorando su Marte per cinque mesi, due di più rispetto alla missione programmata. Come è stato già ricordato la sonda non era stata progettata per resistere all'intenso freddo dell'inverno marziano, tuttavia sono stati compiuti vari tentativi di ascolto nella speranza che Phoenix potesse riattivarsi una volta che (e se!) i pannelli solari fossero stati nuovamente in grado di generare energia elettrica.

Una differenza significativa in quest'ultima campagna di ascolto era nel fatto che per la prima volta alle latitudini artiche dove è atterrato Phoenix il sole è rimasto sempre sopra l'orizzonte.

La dichiarazione di Chad Edwards, chief telecommunications engineer per il Mars Exploration Program al laboratorio NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadina: "Questa è stata l'ultima delle nostre tre campagne di ricerca di Phoenix pianificate. Il Mars Program valuterà i risultati ottenuti per valutare se siano giustificate ulteriori azioni".

Andate alla sezione del blog dedicata a 'Phoenix' per dare un'occhiata ai risultati della sua fantastica missione


martedì 13 aprile 2010

La spettacolare Nebulosa di Rosetta e la formazione di stelle grandissime, by Herscel!

(Immagine, fonte ESA/PACS & SPIRE Consortium/HOBYS Key Programme Consortia)

NEWS SPAZIO :- Dalla sua posizione orbitale nel punto lagrangiano L2 il telescopio spaziale europeo Herschel ha prodotto l'immagine che vedete riguardante la Nebulosa di Rosetta, distante da noi 5000 anni luce ed associata ad una grande nuvola che contiene abbastanza gas e polvere per generare l'equivalente di 10.000 stelle come il nostro Sole.

L'immagine pubblicata qui sopra mostra circa metà della nuvola di gas e la maggior parte di Rosetta. Le grandi stelle che alimentano la nebulosa si trovano a destra della foto ma sono invisibili a queste lunghezze d'onda.
Nella foto ogni colore rappresenta una differente temperatura della nebulosa, dal rosso (-263°C, solo 10 gradi al di sopra dello zero assoluto) al blu (-233°C).

In questa regione di spazio è possibile osservare - per la prima volta da parte degli atronomi terrestri - la formazione di grandi stelle, ciascuna grande fino a dieci volte il nostro Sole. Le macchie luminose sono "bozzoli" di polvere che celano protostelle massive. Queste diventeranno stelle con massa dieci volte quella della nostra stella.
Protostelle più piccole (grandi come il nostro Sole) sono i punti più piccoli vicino al centro dell'immagine e nella zona più rossa.

Herscel cattura la luce infrarossa emessa dalla nube di polvere. In particolare questa foto è la combinazione di tre lunghezze d'onda ottenuta dalle osservazioni degli strumenti di bordo PACS (Photoconductor Array Camera and Spectrometer) e di SPIRE (Spectral and Photometric Imaging Receiver).

"Le regioni in cui vi è formazione di stelle di massa grande sono rare e molto più lontane rispetto alle regioni in cui si formano stelle con massa più 'piccola' " ha detto il Frédérique Motte, del Laboratoire AIM Paris-Saclay in Francia. Ciò rende quindi preziose le opportunità di studio di queste regioni da parte degli astronomi, dove è importante capire il processo di formazione di stelle massive proprio perché queste a loro volta sprigionano quantità di energie tali che spesso innescano la formazione di una successiva generazione di stelle.

HOBYS (Herschel imaging survey of OB Young Stellar objects) è il programma di osservazione del telescopio Herscel dedicato alle protostelle massive. Motte presenterà i primi risultati scientifici di questo programma al simposio annuale dell'ESA ESLAB, che si terrà il prossimo 4-7 Maggio 2010 nei Paesi Bassi.

Fonte dati, ESA.

lunedì 12 aprile 2010

Space Shuttle Discovery STS-131, conclusa EVA-2

(Immagine, fonte NASA)

NEWS SPAZIO :- A bordo della Stazione Spaziale Internazionale gli astronauti Rick Mastracchio e Clay Anderson hanno completato ieri alle ore 14:56 (ita) la seconda attività extraveicolare (EVA-2) in programma per la missione spaziale STS_131 della navetta americana Discovery.

La "passeggiata spaziale" ha avuto inizio alle ore 07:30, nel momento in cui i due astronauti hanno attivato l'interruttore per l'alimentazione a batteria delle loro tute spaziali.

Uno dei primi task svolti è stato il continuare a lavorare sul serbatoio esaurito di ammoniaca (ATA, Ammonia Tank Assembly) da sostituire nel lato "Starboard 1" della Truss di ISS.

Dopo aver rimosso le connessioni elettriche ATA è stato rilocato mediante l'utilizzo del braccio robotico della Stazione (lo SSRMS, Space Station Remote Manipulator System) da parte degli astronauti Jim Dutton e Stephanie Wilson (dall'interno della ISS).

Un problema ad uno dei quattro bulloni di fissaggio del nuovo ATA che non ve voleva sapere di avvitarsi ha fatto perdere tempo prezioso forzando il controllo missione a rimandare alcune attività alla successiva EVA, tra le quali la connessione con le linee di refrigerazione (azoto ed ammoniaca) del nuovo ATA.

EVA-2 è durata complessivamente 7 ore e 26 minuti.

sabato 10 aprile 2010

Le prime sonde automatiche terrestri sul suolo lunare - Indice Generale

(Immagine, fonte NASA)

NEWS SPAZIO :- Raccolgo in questo articolo un elenco dei post in cui ho pubblicato le splendide immagini ad alta risoluzione della sonda NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) riguardanti
le prime sonde automatiche terrestri che a partire dagli anni '60 raggiunsero la nostra Luna.

Via via che verranno rilasciate sull'argomento nuove immagini dal team della missione LRO (o magari da altre fonti) scriverò nuovi post e manterrò aggiornato questo indice.


Stati Uniti

Surveyor 1 - allunaggio il 2 Giugno 1966
http://newsspazio.blogspot.com/2009/10/surveyor-1-la-prima-navicella-americana.html

Surveyor 3 - allunaggio il 29 Aprile 1967
http://newsspazio.blogspot.com/2009/11/lo-sguardo-ad-alta-risoluzione-del-sito.html

Surveyor 5 - allunaggio il 11 settembre 1967
http://newsspazio.blogspot.com/2010/03/il-lander-lunare-surveyor-5-nelle.html

Surveyor 6 - allunaggio il 10 novembre 1967
http://newsspazio.blogspot.com/2010/03/la-sonda-lunare-surveyor-6-fotografata.html


Unione Sovietica

Luna 17 e Lunakhod 1 - allunaggio il 17 Novembre 1970
http://newsspazio.blogspot.com/2010/03/lunakhod-1-il-primo-rover-lunare.html

Luna 20 - allunaggio il 21 Febbraio 1972
http://newsspazio.blogspot.com/2010/03/la-sonda-nasa-lro-fotografa-i-siti-di.html

Luna 21 e Lunakhod 2 - allunaggio il 15 Gennaio 1973
http://newsspazio.blogspot.com/2010/03/lunakhod-2-il-robot-lunare-sovietico.html

Luna 23 - allunaggio il 6 Novembre 1974
http://newsspazio.blogspot.com/2010/03/lunakhod-2-il-robot-lunare-sovietico.html

Luna 24 - allunaggio il 18 Agosto 1976
http://newsspazio.blogspot.com/2010/03/lunakhod-2-il-robot-lunare-sovietico.html
http://newsspazio.blogspot.com/2010/03/la-sonda-nasa-lro-fotografa-i-siti-di.html

venerdì 9 aprile 2010

Space Shuttle Discovery STS-131, conclusa la prima attività extraveicolare EVA-1

(Immagine, fonte NASA TV)

NEWS SPAZIO :- Si è conclusa da pochi minuti EVA-1, la prima attività extraveicolare prevista dalla missione STS-131 dello Space Shuttle Discovery.

Gli astronauti Clayton Anderson e Rick Mastracchio hanno attivato l'alimentazione elettrica interna delle loro tute spaziali alle 7:31 ora italiana di questa mattina marcando così l'inizio di EVA-1.

Il primo compito svolto è stato la disconnessione di un Ammonia Tank Assembly (ATA) ormai consumato dalle linee di ammoniaca ed azoto localizzato nella zona Starboard della Truss (la struttura portante della ISS). L'ATA verrà sostituito durante la successiva EVA.

I due astronauti hanno anche rimosso i bulloni di ancoraggio della nuova unità ATA dalla stiva dello Shuttle Discovery. Il nuovo "pezzo di ricambio" è stato agganciato dal braccio robotico SSRMS per le future attività di installazione.

Mastracchio ed Anderson hanno poi provveduto a rimuovere l'esperimento Micro-Particles Capture/Space Environment Exposure Device (MPAC/SEED) dal Japanese Exposed Facility per poi riportarlo a Terra.

Durante la EVA-1 è stato anche sostituito anche un Rate Gyro Assembly (RGA) difettoso. I due astronauti hanno così concluso alle 13:58 la loro "passeggiata spaziale" durata complessivamente 6 ore e 27 minuti.

Fonte dati, NASA.

Lanciato in orbita il satellite europeo Cryosat-2

(Immagine, fonte ESA)

NEWS SPAZIO :- E' partita ieri 8 Aprile 2010 la missione europea Cryosat-2, la prima missione europea dedicata allo studio del ghiaccio terrestre.

Il satellite è partito alle ore 15:57 (ora italiana) dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan a bordo di un lanciatore russo Dnepr. Diciassette minuti dopo il lancio è arrivata la conferma della corretta separazione tra vettore e satellite.

Cryosat-2 è in orbita polare a circa 700 Km di altitudine. L'inclinazione dell'orbita è di 88°, la più vicina ai poli rispetto ai precedenti satelliti di osservazione e ciò corrisponde ad una copertura maggiore della superficie terrestre, pari a 4,6 milioni di chilometri quadrati (estensione superiore a quella di tutti i 27 paesi dell'Unione Europea).

Al via quindi la fase di test e tuning ('Launch and Early Operations Phase') prima dell'inizio delle attività scientifiche.

Andate al seguente URL per i dettagli sulla missione Cryosat-2